Isn’t over… biodiversity is still in danger

It was a decisive weekend for biodiversity in our little Switzerland. This doesn’t mean that the problems for some species of animals are over. There will always be hunters aware that in order to practice their bloodthirsty “sport”, they will kill pregnant ungulates or undersized one’s mistaking them for some other species… they will kill the dog of the fellow hunter by confusing him with a boar or worse, they will shoot at another hunter. A fatal mistake, which unfortunately happens all too often even at our latitudes.
There always will be poachers of all kinds, even those who are game-wardens by profession, which happened and which caused a scandal in western Switzerland a couple weeks ago. Therealways will be the bloodthirsty on the hunt for trophies: coveted by personalities who love the macabre ornament, the horns to hang in the farmhouse or domestic living room. There always will be those from abroad who are ready to shell out a lot of euros, which go into the pockets of unscrupulous municipalities.
There will be the usual bastards who will set traps or shoot at random, and perhaps not mortally wounding their victims but leaving them to wander for days in abominable pain before dying.

Nobody likes to talk about that.
It spreads over the usual veil of silence.
It is a truth that sporting hunters, taking up a nice rifle complete with a telescopic sight that allows you to identify the prey from miles away, will not admit.
Just as they will not confess to foraging their future prey by putting food and salt in selected areas, to make sure that the animals get used to it. It will then be an easy task, at the opening of the hunting season, to return there no longer with forage but with a rifle and bullets.
Although with a small “gap” since the “most cruel canton’s in terms of tolerance towards animals” accepted the changing of the Hunting Law by a large majority, and the list of these cantons was clear even before the count was made.
But, at least, for this time, common sense prevailed.
The Federal Council will already be planning a rematch: they will be angry by this setback; I dare to say, “bestial” mad.

I was surprised and disappointed by the arguments of many people who, perhaps out of naivety or ignorance, still believe in the “danger” of certain animals towards humans.
I can understand that the beaver with its dams floods the cultivated fields and annoys the farmers, or that a swan to protect her offspring attacks the tourist with a camera, creating a moment of panic.
We humans are the problem, with our arrogance in wanting to believe ourselves masters of the world! If we tried to respect all species (even plant species) by observing an appropriate conduct, there would be no absurd problems, apparently in some isolated cases.
The same thing goes for large predators: there are rules and behaviors to consider in how to properly protect farm animals, as well as ourselves when we are in presence of predators.
Man is not the master of the world. We have stolen the territories of many species, many already extinct at the same time. We are in a catastrophic situation where the threat of extinction affects us personally; biologist and scientists have calculated that in 15 – 20 years 70% of all species will be extinct.
Is this what we want?
Isn’t it better that humanity finally pay the right respect to a planet that gives us nourishment, without asking for anything in return?

È stato un fine settimana decisivo per quanto concerne la biodiversità nella nostra piccola Svizzera. Questo non significa che i problemi per alcune specie di animali siano conclusi. Ci saranno sempre cacciatori avvidi che pur di praticare il loro “sport” sanguinario, ammazzeranno ungulati gravidi o piccoli sotto misura scambiandoli per qualche altra specie; che uccideranno il cane del compagno cacciatore confondendolo con un cinghiale o peggio ancora spareranno ad un altro cacciatore. Un fatale errore, che purtroppo accade fin troppo spesso anche alle nostre latitudini. Ci saranno sempre i bracconieri di ogni tipo, anche quelli che di professione fano i guardiacaccia, cosa accaduta e che ha generato uno scandalo nella Svizzera occidentale qualche settimana or sono. Ci saranno sempre i sanguinari alla caccia di trofei: le corna da appendere nella cascina o salotto domestico, sono ambite da personalità che amano il macabro ornamento. Quelli che dall’estero sono pronti a sborsare fior di euro, che vanno in tasca ai comuni privi di scrupoli. Ci saranno i soliti bastardi che metteranno trappole o spareranno a vanvera, magari ferendo non mortalmente la loro vittima ma lasciandola a vagare per giorni in preda ad abominevoli dolori prima di morire.

Ma di questo, non se ne parla. Si stende sopra il solito velo dell’omertà.

Sono verità che gli sportivi cacciatori, imbracciando un bel fucile con tanto di mirino telescopico che permette di individuare la preda a chilometri di distanza, non ammetteranno. Come non confesseranno di foraggiare le loro future prede mettendo in zone prescelte cibo e sale, per assicurarsi che gli animali vi prendano l’abitudine. Sarà poi un gioco, all’apertura della caccia, ritornarvi non più con il foraggio ma con fucile e pallottole. Anche se con un piccolo “scarto” visto che i cantoni più crudeli in fatto di tolleranza verso gli animali hanno accettato a grande maggioranza, e la lista di questi, era chiara ancora prima che si facesse lo spoglio.

Ma, almeno per questa volta, il buon senso ha avuto la meglio. Il Consiglio Federale starà già pianificando una rivincita: saranno incavolati per questo smacco oserei dire “bestiale”. Sono stata sorpresa e delusa dalle argomentazioni di tante persone che, forse per ingenuità o per ignoranza, ancora credono nella “pericolosità” di certi animali verso gli umani. Posso capire che il castoro con le sue dighe allaghi dei campi coltivati ed infastidisca gli agricoltori, o che un cigno per proteggere la propria prole assalisca la turista munita di macchina fotografica creando un attimo di panico.

Il problema siamo noi umani, con la nostra arroganza nel volerci credere padroni del mondo! Se cercassimo di rispettare tutte le specie (anche quelle vegetali) osservando una condotta appropriata, non ci sarebbero problemi assurdi, a pare qualche caso isolato. Stessa cosa vale per i grandi predatori: ci sono regole e comportamenti da osservare per come proteggere in modo corretto gli animali da allevamento come pure noi stessi quando ci trovassimo al loro cospetto. L’Uomo non è il padrone del mondo. Abbiamo rubato i territori a moltissime specie, in parte nel contempo estinte. Ci troviamo in una situazione catastrofica dove la minaccia d’estinzione ci tocca personalmente, scienziati biologi hanno calcolato che tra 15 – 20 anni il 70% di tutte le specie sarà estinto.

È questo che vogliamo?

Non è forse meglio metterci una volta per tutte a portare il giusto rispetto verso un pianeta che ci dà nutrimento, senza chiedere nulla in cambio?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...