bloody hatred of the wolf… everywhere * odio sanguinoso verso il lupo… ovunque

Italian text below

Hunters killed 20 Yellowstone wolves that roamed out of the park. With the support of the American public two and a half decades ago, wolves got a second chance to claim their place in the wild. In 1995 and 1996, the federal government brought wolves back to Yellowstone National Park and Idaho after 70 years of being gone. What unfolded next was a wild homecoming that changed the landscape. The return of gray wolves to their rightful homes in Yellowstone National Park and the surrounding states of Idaho, Montana, and Wyoming has brought ecological balance, thriving tourism economies, and promise of peaceful coexistence with native predators.

Unfortunately, wolves’ environmental and economic value is lost on many policymakers in the region who have chosen not to coexist with wolves but rather to allow people to inflict some of the worst cruelty imaginable on them. A piece of Yellowstone falls in Montana, another in Idaho, and the rest in Wyoming. And if a wolf wanders beyond the safety of Yellowstone’s reach across the park’s invisible boundary, they face more threats than they could possibly know – neck snares, baits, traps, and hate.

Wyoming has been a perilous state for wolves for several years – it permits wolves to be killed by any means, at any time, without a license in all but its northwest corner. Idaho and Montana are no better – earlier this year, both states expanded their hunting seasons, increased the number of wolves that can be killed, and increased the ways wolves can be killed. Montana and Idaho’s newfound commitment to slaughter their wolf populations prompted outrage from scientists, wildlife managers, and the general public. It also prompted the U.S. Fish and Wildlife Service to initiate a status review to determine if they need to restore federal protections to gray wolves in the region.

We gave wolves a second chance in 1995 and 1996. With second chances so hard to come by, should we be willing to throw them away? USFWS is accepting public comments, so please add your voice today on why an emergency relisting is warranted.

Comment https://engage.nywolf.org/site/R?i=QJoZL7jw6WPfqj7D2Z48uxICY7gvAqbiFsHdhs58ufMsA7h9K4uhCg

There is no sound scientific or legal argument as to why the gray wolf can’t be granted an emergency relisting and undergo a status review simultaneously. If Interior Secretary Deb Haaland wishes to end the slaughter, the Endangered Species Act gives her ample authority and discretion to stop it – cold. That’s what she should do. Call on the Interior to restore protections now.

Take Action https://engage.nywolf.org/site/R?i=eoeHydcbCNItD3LPhuNrmQqDRZ4lvC5QEKFnGZN6GE9kF5hr_uruFQ

Wolf Conservation Center P.?O. Bo?x 42?1 So?uth Sa?lem, N?Y 105?90 | Tel: 914-763-2373 contact@nywolf.org contact@nywolf.org

Wolf Conservation Center is a registered nonprofit charitable organization #1?3-407?3912

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© All rights reserved.

Dei cacciatori hanno ucciso 20 lupi di Yellowstone che vagavano fuori dal parco. Con il supporto del pubblico americano due decenni e mezzo fa, i lupi hanno avuto una seconda possibilità di rivendicare il loro posto in natura. Nel 1995 e nel 1996, il governo federale ha riportato i lupi nel Parco nazionale di Yellowstone e nell’Idaho dopo 70 anni di assenza. Quello che accadde dopo fu un selvaggio ritorno a casa che cambiò il paesaggio. Il ritorno dei lupi grigi nelle loro legittime case nel Parco Nazionale di Yellowstone e negli stati circostanti di Idaho, Montana e Wyoming ha portato equilibrio ecologico, prospere economie turistiche e promessa di una pacifica convivenza con i predatori nativi.

Sfortunatamente, il valore ambientale ed economico dei lupi è perso per molti politici della regione che hanno scelto di non coesistere con i lupi, ma piuttosto di permettere alle persone di infliggere loro alcune delle peggiori crudeltà immaginabili. Un pezzo di Yellowstone cade nel Montana, un altro nell’Idaho e il resto nel Wyoming. E se un lupo vaga oltre la sicurezza della portata di Yellowstone attraverso il confine invisibile del parco, deve affrontare più minacce di quante ne possa immaginare: trappole per il collo, esche, trappole e odio.

Il Wyoming è uno stato pericoloso per i lupi da diversi anni: consente di uccidere i lupi con qualsiasi mezzo, in qualsiasi momento, senza una licenza in tutto tranne che nel suo angolo nord-ovest. L’Idaho e il Montana non stanno meglio: all’inizio di quest’anno, entrambi gli stati hanno ampliato le loro stagioni di caccia, aumentato il numero di lupi che possono essere uccisi e aumentato i modi in cui i lupi possono essere uccisi. Il ritrovato impegno di Montana e Idaho a massacrare le loro popolazioni di lupi ha suscitato indignazione da parte di scienziati, gestori della fauna selvatica e pubblico in generale. Ha anche spinto il Fish and Wildlife Service degli Stati Uniti ad avviare una revisione dello stato per determinare se è necessario ripristinare le protezioni federali per i lupi grigi nella regione.

Abbiamo dato ai lupi una seconda possibilità nel 1995 e nel 1996. Con una seconda possibilità così difficile da trovare, dovremmo essere disposti a buttarli via? USFWS accetta commenti pubblici, quindi per favore aggiungi la tua voce oggi sul motivo per cui è giustificata una rimessa in vendita di emergenza.

Comment https://engage.nywolf.org/site/R?i=QJoZL7jw6WPfqj7D2Z48uxICY7gvAqbiFsHdhs58ufMsA7h9K4uhCg

Non ci sono valide argomentazioni scientifiche o legali sul motivo per cui al lupo grigio non può essere concessa una rimessa in vendita di emergenza e contemporaneamente sottoporsi a una revisione dello stato. Se il segretario all’Interno Deb Haaland desidera porre fine al massacro, l’Endangered Species Act le conferisce ampia autorità e discrezione per fermarlo – freddamente. Ecco cosa dovrebbe fare. Chiama subito l’Interno per ripristinare le protezioni.

Take Action https://engage.nywolf.org/site/R?i=eoeHydcbCNItD3LPhuNrmQqDRZ4lvC5QEKFnGZN6GE9kF5hr_uruFQ

Wolf Conservation Center P.?O. Bo?x 42?1 So?uth Sa?lem, N?Y 105?90 | Tel: 914-763-2373 contact@nywolf.org contact@nywo

I veri numeri del lupo * The true numbers of the wolf

(c) WWF CH https://www.wwf.ch/it/specie/lupo-predatore-sociale

Cortesia di Alessandro Bassi Cademario (english text below)

Un vecchio aforisma così recita: ” Gli uomini usano le statistiche (e i numeri) cosi come un ubriaco usa i lampioni: non per illuminare la strada ma per sostegno”. È quello che sta accadendo ormai da mesi da parte dell’Associazione per un territorio senza Grandi Ppredatori e da tutti coloro che promuovono il loro sterminio.

Facciamo un confronto tra due territori: il Canton Ticino e il Parco Nazionale d’Abruzzo. Il Ticino ha una superficie di 280.000 ettari, di cui boschive, agricole ed improduttive (alta montagna, ad es.) per 150.000 ettari. Il Parco Nazionale d’Abruzzo ha una superficie di 50.500 ettari ed una zona di protezione esterna (ZPE) di 80.000 ettari; un totale di 130.500 ettari. In Ticino si stimano mediamente una decina di lupi, 80 in tutta la Svizzera. Nel Parco d’Abruzzo si stimano un’ottantina di lupi, un numero uguale a quello dell’intera Svizzera su un territorio inferiore a quello del Ticino.  Per non parlare dei circa 50 orsi presenti nel parco. 

In Svizzera, invece, l’orso è riapparso nel 2005 dopo averlo sterminato, insieme a tutti i grandi predatori eccetto l’aquila, 100 anni prima!

In Ticino si trovano 588 aziende di allevamento di animali secondo il rapporto dell’Ufficio di statistica del Cantone Ticino. Nel Parco d’Abruzzo, invece, sono presenti 1665 aziende di allevamento di animali (vd. Conflitto tra grandi carnivori e attività antropiche nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise- Università di Padova 2012-2013).

Il Parco d’Abruzzo ha piû di 1 milione di visitatori all’anno contro 1,6 milioni di turisti nel Cantone nel 2016, ad esempio. Come mai in Abruzzo è possibile una simile convivenza, anche con ovvi ma superabili problemi?

Con simili dati è mai possibile che si continui a gridare, come nell’800: Al lupo! Al lupo!?”. Ê mai possibile che, come nell’800, un’associazione come quella per un territorio senza grandi predatori, presente in tutta la Svizzera, ripeta slogan che risalgono a 100 anni fa? Nel 1911 un famoso naturalista italiano, Alessandro Ghigi, scriveva sul Corriere della Domenica: “Ove il Governo non provveda a tempo, date le ben note abitudini del lupo, non dovrà recar meraviglia se fra qualche anno, in occasione di nevicate eccezionali, si sentirà parlare paurosamente di lupi affamati, riuniti a frotte nel Mezzogiorno d’Italia”. 

Nei decenni successivi il lupo venne quasi sterminato, in realtà. Altro che “lupi affamati”.

An old aphorism goes like this: “Men use statistics (and numbers) just as a drunk uses street lamps: not to light the way but to support”. This is what has been happening for months by the Association for a Territory without Large Predators and by all those who promote the killing of them all.

Let’s make a comparison between two territories: the Canton of Ticino and the Abruzzo National Park. Ticino has an area of ​​280,000 hectares, of which 150,000 hectares are wooded, agricultural and unproductive (high mountains, for example). The Abruzzo National Park has an area of ​​50,500 hectares and an external protection area (ZPE) of 80,000 hectares; a total of 130,500 hectares.
An average of ten wolves are estimated in Ticino, 80 throughout Switzerland. In the Abruzzo Park there are an estimated eighty wolves, a number equal to that of the whole of Switzerland in a territory smaller than that of Ticino. Not to mention the approximately 50 bears in the park.

In Switzerland, however, the bear reappeared in 2005 after having exterminated it, along with all the large predators except the eagle, 100 years earlier!

In Ticino there are 588 animal breeding companies according to the report of the Statistics Office of the Canton of Ticino. In the Abruzzo Park, on the other hand, there are 1,665 animal breeding farms (see Conflict between large carnivores and anthropogenic activities in the National Park of Abruzzo, Lazio and Molise – University of Padua 2012-2013).

The Abruzzo Park has more than 1 million visitors a year against 1.6 million tourists in the Canton in 2016, for example. Why is such a coexistence possible in Abruzzo, even with obvious but surmountable problems?

With such data, it is ever possible to continue shouting, as in the 19th century: to the wolf, to the wolf?” Is it ever possible that, as in the 19th century, an association like that for a territory without large predators, present throughout Switzerland, repeats slogans that date back 100 years ago?
In 1911 a famous Italian naturalist, Alessandro Ghigi, wrote in the Corriere della Domenica: “If the Government does not provide in time, given the well-known habits of the wolf, it should not be surprising if in a few years, during exceptional snowfalls, he to speak fearfully of hungry wolves, gathered in droves in southern Italy”.
In the following decades, the wolf was actually almost exterminated. Well other than “hungry wolves”.

Isn’t over… biodiversity is still in danger

It was a decisive weekend for biodiversity in our little Switzerland. This doesn’t mean that the problems for some species of animals are over. There will always be hunters aware that in order to practice their bloodthirsty “sport”, they will kill pregnant ungulates or undersized one’s mistaking them for some other species… they will kill the dog of the fellow hunter by confusing him with a boar or worse, they will shoot at another hunter. A fatal mistake, which unfortunately happens all too often even at our latitudes.
There always will be poachers of all kinds, even those who are game-wardens by profession, which happened and which caused a scandal in western Switzerland a couple weeks ago. Therealways will be the bloodthirsty on the hunt for trophies: coveted by personalities who love the macabre ornament, the horns to hang in the farmhouse or domestic living room. There always will be those from abroad who are ready to shell out a lot of euros, which go into the pockets of unscrupulous municipalities.
There will be the usual bastards who will set traps or shoot at random, and perhaps not mortally wounding their victims but leaving them to wander for days in abominable pain before dying.

Nobody likes to talk about that.
It spreads over the usual veil of silence.
It is a truth that sporting hunters, taking up a nice rifle complete with a telescopic sight that allows you to identify the prey from miles away, will not admit.
Just as they will not confess to foraging their future prey by putting food and salt in selected areas, to make sure that the animals get used to it. It will then be an easy task, at the opening of the hunting season, to return there no longer with forage but with a rifle and bullets.
Although with a small “gap” since the “most cruel canton’s in terms of tolerance towards animals” accepted the changing of the Hunting Law by a large majority, and the list of these cantons was clear even before the count was made.
But, at least, for this time, common sense prevailed.
The Federal Council will already be planning a rematch: they will be angry by this setback; I dare to say, “bestial” mad.

I was surprised and disappointed by the arguments of many people who, perhaps out of naivety or ignorance, still believe in the “danger” of certain animals towards humans.
I can understand that the beaver with its dams floods the cultivated fields and annoys the farmers, or that a swan to protect her offspring attacks the tourist with a camera, creating a moment of panic.
We humans are the problem, with our arrogance in wanting to believe ourselves masters of the world! If we tried to respect all species (even plant species) by observing an appropriate conduct, there would be no absurd problems, apparently in some isolated cases.
The same thing goes for large predators: there are rules and behaviors to consider in how to properly protect farm animals, as well as ourselves when we are in presence of predators.
Man is not the master of the world. We have stolen the territories of many species, many already extinct at the same time. We are in a catastrophic situation where the threat of extinction affects us personally; biologist and scientists have calculated that in 15 – 20 years 70% of all species will be extinct.
Is this what we want?
Isn’t it better that humanity finally pay the right respect to a planet that gives us nourishment, without asking for anything in return?

È stato un fine settimana decisivo per quanto concerne la biodiversità nella nostra piccola Svizzera. Questo non significa che i problemi per alcune specie di animali siano conclusi. Ci saranno sempre cacciatori avvidi che pur di praticare il loro “sport” sanguinario, ammazzeranno ungulati gravidi o piccoli sotto misura scambiandoli per qualche altra specie; che uccideranno il cane del compagno cacciatore confondendolo con un cinghiale o peggio ancora spareranno ad un altro cacciatore. Un fatale errore, che purtroppo accade fin troppo spesso anche alle nostre latitudini. Ci saranno sempre i bracconieri di ogni tipo, anche quelli che di professione fano i guardiacaccia, cosa accaduta e che ha generato uno scandalo nella Svizzera occidentale qualche settimana or sono. Ci saranno sempre i sanguinari alla caccia di trofei: le corna da appendere nella cascina o salotto domestico, sono ambite da personalità che amano il macabro ornamento. Quelli che dall’estero sono pronti a sborsare fior di euro, che vanno in tasca ai comuni privi di scrupoli. Ci saranno i soliti bastardi che metteranno trappole o spareranno a vanvera, magari ferendo non mortalmente la loro vittima ma lasciandola a vagare per giorni in preda ad abominevoli dolori prima di morire.

Ma di questo, non se ne parla. Si stende sopra il solito velo dell’omertà.

Sono verità che gli sportivi cacciatori, imbracciando un bel fucile con tanto di mirino telescopico che permette di individuare la preda a chilometri di distanza, non ammetteranno. Come non confesseranno di foraggiare le loro future prede mettendo in zone prescelte cibo e sale, per assicurarsi che gli animali vi prendano l’abitudine. Sarà poi un gioco, all’apertura della caccia, ritornarvi non più con il foraggio ma con fucile e pallottole. Anche se con un piccolo “scarto” visto che i cantoni più crudeli in fatto di tolleranza verso gli animali hanno accettato a grande maggioranza, e la lista di questi, era chiara ancora prima che si facesse lo spoglio.

Ma, almeno per questa volta, il buon senso ha avuto la meglio. Il Consiglio Federale starà già pianificando una rivincita: saranno incavolati per questo smacco oserei dire “bestiale”. Sono stata sorpresa e delusa dalle argomentazioni di tante persone che, forse per ingenuità o per ignoranza, ancora credono nella “pericolosità” di certi animali verso gli umani. Posso capire che il castoro con le sue dighe allaghi dei campi coltivati ed infastidisca gli agricoltori, o che un cigno per proteggere la propria prole assalisca la turista munita di macchina fotografica creando un attimo di panico.

Il problema siamo noi umani, con la nostra arroganza nel volerci credere padroni del mondo! Se cercassimo di rispettare tutte le specie (anche quelle vegetali) osservando una condotta appropriata, non ci sarebbero problemi assurdi, a pare qualche caso isolato. Stessa cosa vale per i grandi predatori: ci sono regole e comportamenti da osservare per come proteggere in modo corretto gli animali da allevamento come pure noi stessi quando ci trovassimo al loro cospetto. L’Uomo non è il padrone del mondo. Abbiamo rubato i territori a moltissime specie, in parte nel contempo estinte. Ci troviamo in una situazione catastrofica dove la minaccia d’estinzione ci tocca personalmente, scienziati biologi hanno calcolato che tra 15 – 20 anni il 70% di tutte le specie sarà estinto.

È questo che vogliamo?

Non è forse meglio metterci una volta per tutte a portare il giusto rispetto verso un pianeta che ci dà nutrimento, senza chiedere nulla in cambio?

NO to the killing of guiltless animals * NO all’uccisione di animali protetti

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Fighting for them: the creatures without voice

August 26th, 2020      Corriere del Ticino

 

The global extinction of many species of flora and fauna, or a reduction / loss of the same in a specific natural environment, can be a temporary or permanent phenomenon depending on the situation. In the case of deforestation, the disappearance of the habitat of many species, without the possibility of restoration, generates an irreversible loss of biodiversity.
Small changes within a balanced ecosystem can have a dramatic influence on the food chain that would lead to a reduction in biodiversity. This, in turn, leads to reduced ecosystem services and ultimately poses an immediate danger to food security, even to humanity itself.
Currently, the global loss of biodiversity is estimated to be between 100 and 1000 times greater than it naturally occurs, and worse, a further increase due to anthropogenic pressure is expected. About 70% of the loss is caused by agriculture alone. 1/3 of the cultivable area of ​​our planet is used for crops and for grazing livestock, therefore largely destined for the breeding of “slaughter meat”.
The relative deforestation to increase forage production, monocultures and urbanization are man-made, and not always for vital reasons.
Added to this is the greenhouse effect mainly caused by agriculture which in addition to destroying biodiversity by converting natural habitats into “intensive cultivation systems”, uses highly polluting agents such as pesticides or fertilizers that contaminate the air and soil.
And so far, I think most readers are aware that the danger is imminent, despite the / negativists, / who still claim that all is well, continuing to follow a disrespectful lifestyle towards the problem that is collective.
We are in a democratic country, where freedom of thought (and writing) is given to each of us.
My obstinacy in trying to get a specific message across obviously creates resentment and grudges. We are not all tuned to the same wave, and there are many “vibrations”, however I can only invoke common sense and the fundamental awareness that each of us should do. Each of us can change our “ecological footprint” by reducing or eliminating, for example, the consumption of animal products, or by preferring the use of public or non-polluting transport. For many it is easy, for others more difficult but not impossible.
In this context, we must also in Switzerland safeguard the different ecosystems and biodiversity, allowing all the species that populate our plains, mountains and plateaus, to coexist as Nature itself foresees, giving each other their own space.
Given the above, we cannot accept an amendment to the Hunting Law which will provide the Federal Government with “carte blanche” or the ability to modify the list of protected animals at will (for example, lynx and beaver, given the favorable votes of the commissions) and without more faculty to intervene by means of popular votes.
Unfortunately, the trade associations are making a big anti-wolf propaganda, bringing up every possible absurdity and trying to convince the people to carry out a wicked act by approving the amendment of the law. It should be emphasized that the current content of the law already provides for the elimination of problematic wolf specimens.
Considering that the attempt to restore the atavistic fears towards the Bad Wolf did not work, some people have begun to take it out on the protection dogs of the herds but failing to provide true information and trying to pass a single message: let’s kill all the great predators that are dangerous.

I am of the opinion that it is important to provide correct information, not to provide misleading information with an attempt to confuse the reader. Shouldn’t moral righteousness be above one’s interests?

Like many other citizens, I defend our ecosystem, Nature with flora and fauna, as we wish to bequeath to the next generations a livable world, where everything has its living space… already very limited due to the presence of Man.

…oOo…

 

Lottando per loro: le creature senza voce

L’estinzione a livello globale di molte specie di flora e fauna, oppure una riduzione/perdita delle stesse in un preciso ambiente naturale, può essere un fenomeno temporaneo o permanente a differenza della situazione. Nel caso di deforestazione, la scomparsa dell’habitat di molte specie, senza una possibilità di ripristino, genera una perdita irreversibile della biodiversità.
Piccoli cambiamenti all’interno di un ecosistema equilibrato, possono avere un’influenza drammatica sulla catena alimentare che porterebbe ad una riduzione della biodiversità. Questo, a sua volta, conduce a servizi ecosistemici ridotti e alla fine rappresenta un pericolo immediato per la sicurezza alimentare, anche per l’Umanità stessa.
Attualmente, la perdita globale della biodiversità è stimata tra le 100 e 1000 volte superiore di quanto non occorra in modo naturale, e peggio, è previsto un ulteriore aumento causato dalla pressione antropica. Circa il 70% della perdita è causato dalla sola agricoltura. 1/3 della superficie coltivabile del nostro pianeta è utilizzato per le colture e per il pascolo di bestiame, quindi in gran parte destinato all’allevamento di “carne da macello”.
La relativa deforestazione per accrescere la produzione di foraggio, le monoculture e l’urbanizzazione sono originate dall’uomo, e non sempre per ragioni vitali.
Si aggiunge l’effetto serra principalmente causato dall’agricoltura la quale oltre a distruggere la biodiversità convertendo gli habitat naturali in “sistemi di coltivazione intensiva”, utilizza agenti fortemente inquinanti quali pesticidi o fertilizzanti che contaminano l’aria ed il suolo.
E fin qui, penso che la maggior parte dei lettori sia consapevole che il pericolo è imminente, malgrado i /negativisti,/ che ancora affermano che tutto va bene, continuando a seguire uno stile di vita irriguardoso nei confronti della problematica che è collettiva.
Siamo in un paese democratico, dove la libertà di pensiero (e di scrittura) è data ad ognuno di noi.
La mia ostinazione nel cercare di far passare un messaggio specifico, evidentemente, crea astio e rancori. Non tutti siamo sintonizzati sulla stessa onda, e di “vibrazioni” ve ne sono tante, comunque posso unicamente invocare il buonsenso e la fondamentale presa di coscienza che ognuno di noi dovrebbe fare. Ognuno di noi può cambiare la propria “impronta ecologica” riducendo o azzerando ad esempio il consumo di prodotti animali, o prediligendo l’utilizzo di trasporti pubblici o non inquinanti. Per molti è facile, per altri più difficile ma non impossibile.
In questo contesto, dobbiamo anche in Svizzera salvaguardare i diversi ecosistemi e la biodiversità, permettendo a tutte le specie che popolano le nostre pianure, montagne e altipiani, di coesistere come la stessa Natura prevede, fornendo gli uni agli altri il proprio spazio.
Visto quanto sopra, non possiamo accettare una modifica della Legge sulla Caccia che fornirà al Governo federale “carta bianca” ovvero la possibilità di modificare la lista degli animali protetti a piacimento (ad esempio lince e castoro, visto i voti favorevoli delle commissioni) e senza più facoltà di intervento per mezzo di votazioni popolari.
Purtroppo le associazioni di categoria stanno facendo una grossa propaganda anti-lupo, tirando in ballo ogni assurdità possibile e cercando di convincere il popolo a compiere un atto scellerato approvando la modifica della legge. Va sottolineato che l’attuale contenuto della Legge già prevede l’eliminazione di esemplari di lupo problematici.
Considerando che il tentativo di ripristinare le ataviche paure nei confronti del Lupo Cattivo non sono funzionate, alcune persone hanno iniziato a prendersela con i cani da protezione delle greggi omettendo però di fornire informazioni vere e cercando di far passare un messaggio univoco: ammazziamo tutti i grandi predatori che sono pericolosi.

Sono dell’avviso che è importante un’informazione corretta, non fornire notizie fuorvianti con il tentativo di confondere chi legge. La rettitudine morale non dovrebbe essere al di sopra dei propri interessi?

Come molti altri cittadini, difendo il nostro ecosistema, la Natura con flora e fauna, poiché desideriamo lasciare in eredità alle prossime generazioni un mondo vivibile, dove ogni cosa ha il suo spazio vitale… già molto ridotto a causa della presenza dell’Uomo.

NO all’inaccettabile legge sulla caccia

LC

NO all’inaccettabile legge sulla caccia!

Il 27 settembre 2019 il Parlamento ha definitivamente approvato la revisione della legge sulla caccia. Appare evidente che la revisione non soddisfa nessuno senza riserve. Un dibattito fiume e i voti negativi giunti da tutti i partiti ne sono un chiaro segnale. Nell’ottobre 2019 contro la legge è stato promosso con successo un referendum. La votazione, inizialmente prevista per il 17 maggio, è stata spostata al 27 settembre 2020.

Un lavoro legislativo mal riuscito

Dopo il lavoro malfatto del Parlamento, una revisione parziale, inizialmente moderata, ora mette in pericolo la protezione delle specie nel suo complesso e ha portato a un risultato squilibrato. La natura, i mammiferi e gli uccelli protetti nonché la protezione degli animali in generale finiscono ancora più sotto pressione. La revisione della legge federale sulla caccia e la protezione (LCP) va molto oltre l’obiettivo iniziale di una regolazione pragmatica e ragionevole delle popolazioni di lupo.

 

Punti particolarmente critici dell’inaccettabile legge sulla caccia:

  1. In futuro si potrebbero abbattere animali protetti, ma malvisti e invisi, ancor prima che abbiano arrecato un qualsiasi danno. Basterebbe la loro presenza per poterli decimare. Nel gergo tecnico si parla di «regolazione».
  2. Se finora era la Confederazione a dover autorizzare l’abbattimento di animali protetti dalle leggi federali, in futuro sarebbero i Cantoni a decidere su questi abbattimenti. Gli animali selvaggi, tuttavia, non conoscono confini cantonali.
  3. Il Consiglio federale potrebbe allungare la lista delle specie protette che possono essere abbattute (attualmente stambecco e lupo). Questo senza una votazione in Parlamento o una consultazione popolare. Il dibattito parlamentare sulla legge sulla caccia ha mostrato quante altre specie animali protette sarebbero nel mirino: Potrebbero finire davanti alle doppiette il castoro, la lince, la lontra, l’airone cenerino e lo smergo maggiore.

Specie animali protette – non più veramente protette

Affinché una specie animale possa essere cacciata in Svizzera, deve essere elencata nella legge sulla caccia come specie cacciabile. È sorprendente che la lista contenga già oggi specie che sono minacciate nel nostro paese. La beccaccia, la lepre europea e il fagiano di monte sono cacciabili.

Sempre ancora ogni anno in Svizzera sono abbattute circa 1600 lepri e circa 2000 beccacce. Con la revisione della legge sulla caccia e la protezione il Parlamento avrebbe dovuto proteggere meglio le specie minacciate. Invece ha indebolito la protezione delle specie. Perciò: «No» alla nuova legge sulla caccia!

Let’s mobilize to prevent the slaughter of animals * mobilitiamoci per impedire stragi di animali

articolo_CG_La_regione 12.08.2020

Articolo del 12.8.2020 su La Regione

 

In Switzerland, there is an open battle against environmentalists and protectors of fauna & flora.
Unfortunately many people, alas poorly informed and tied to medieval archetypes, allow themselves to be duped by a propaganda that aims to accept a revision of the hunting law. I have already talked about it previously, a revision that would allow the killing of “big predators” (for example, wolves, bears, lynxes) just because they approach an inhabited area… But not only: the herons annoy the fishermen because they feed on fish, the beavers build their dams by flooding cultivated fields, the swans get too close to the beaches with bathers.
In short, where Man has his interests, animals should not be there.
What to do? The change in the law will allow for a bloody extermination, and hunters (and gun makers) will be gloating.

 

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This is the translation of a derogatory article against the “protectors of Nature”.

It is really true that apples never fall far from the tree: if I remember correctly, Mr. Berta, who wrote the article of 5.8.2020 “Wolf, predations and true solutions”, or “I am the champion in wanting to inflict a new blow to ecosystems ”, he was also coordinator of the committee against the creation of the Locarnese National Park. His view is obviously anti-nature.
He accuses those who oppose the amendment of the Hunting Law (LCP) to be voted on on 27.9.2020 as “lack of intellectual honesty that is subordinated to an ideological battle of principle”.
Dear Mr. Berta, one really wonders the value of some of your statements, thrown there to glorify the idea that allowing the killing of protected species is an advantage for humanity, while the protectors of Fauna & Flora show, how do you define a “purely fundamentalist attitude that presents no rational basis for argument” except “fanaticism”? The “fanatics” (myself for instance) safeguard Nature and its creatures, providing scientific arguments with transparency, proven by in-depth studies, made by biologists and ecologists. They do not exploit statistics at will, and they do not raise their voices in the most varied areas to show themselves on a political as well as personal level.
On our side, that of the “fanatics”, we include people who come from all social and political backgrounds, obviously people with a strong rational and ethical sense who look not to their own interests but to those of future generations.
I don’t understand why you flaunts all this hatred and fury towards those who defend protected animals. More than a hundred years have passed since 1800, when the last wolf was killed in Ticino. Now this creature linked to the grandmother’s fairy tales that made us tremble as children, is back but we have been able to greatly advance our knowledge and technologies. Let’s use them: it is a challenge for a model of sustainable development, for a possible balance and coexistence despite the exaggerated anthropogenic drive. We can, with the right efforts and countermeasures aimed at protecting the flocks, be able to demonstrate an open and intelligent vision by taking advantage of the presence of these “great predators” to the benefit of the ecosystem.         By following the various cantonal and federal recommendations on how to protect flocks, we use the experiences of those who have succeeded, take advantage of the available funds, or in particular avoid leaving animals in the wild (without shepards).
This poor planet is already going badly without a modification of the Hunting Law allowing in the future to kill protected animals even before they can generate damage, only because their presence annoys those who only take from Nature, without ever returning even a thank you.
Mr. Berta cites “real solutions”, which, alas, would be to pull the trigger! Therefore, I reiterate a NO to the revision of the hunting law to be voted on on 27 September 2020.

Biodiversity to be protected at all costs * Biodiversità: prima di tutto

NO_inaccettabile_legge_per_l'abbattimento
Biodiversity is the pillar that allows ecosystems to function and we humans to thrive. Without biodiversity in an ecosystem, we would not have the many plants and different animal species that we find on our planet.
The definition of biodiversity should be known to everyone: that is, “biological diversity in an environment as indicated by the number of different species of plants and animals”.
The different plants and animals in an environment interact with the aim of maintaining balance in the ecosystem. These interactions create functioning systems that provide us with food, medicine and new technologies.
Unfortunately, due to human pressure and the spread of “our species” all over the world, we have destroyed and continue to destroy many ecosystems by reducing their biodiversity.
It is therefore a proven fact: visible in many places, with witnesses the reduction of agricultural yields in developing countries and the growing extinction rate of animals.
Climate change has disastrous consequences for all living things on earth, we realize it every day; but man continued to use huge quantities of fossil fuels, which directly cause climate change, as well as continue with the breeding of animals for slaughter.
Each of us can also directly influence climate change, it has been talked about for decades now, albeit with small daily actions.
A government has the power to control what happens to habitats, and to intervene when land use puts the ecosystem and biodiversity at risk.
There are very interesting examples in various countries, where an ecosystem has been restored to its natural state following the reintroduction of a single animal species: the wolf.
I am referring to Yellowstone National Park in the USA, where thanks to this action the ecosystem has been able to regain its original beauty.
Each species (perhaps homo sapiens sapiens is the exception) has its proper place in each ecosystem, but if we intervene by annihilating or exterminating specimens, biodiversity is irreparably ruined.

Lack of information, or untruthful information provided by party groups, can also create animosity and fear. I always refer to the species Lupus lupus (yes, that of the history of Little Red Riding Hood, so to speak).
What will happen given that the Swiss government itself, perhaps due to pressure from certain Lobbies, wants to support and launch a change in the law that aims to annihilate some species of animals?
On 27 September 2020 the amendment of the Hunting Law will be in a federal vote: citizens are given the opportunity to oppose the useless extermination of species (including the swan, the heron, the merganser, the lynx, the beaver…) that will deal a serious blow to biodiversity and the ecosystem.
Wise, thinking of future generations, vote NO and reject this absurd proposal.

PVL_NO_revisione_legge_sulla_caccia

La biodiversità è il pilastro che consente agli ecosistemi di funzionare e a noi umani di prosperare. Senza biodiversità in un ecosistema, non avremmo le molte piante e diverse speci animali che troviamo sul nostro pianeta.
La definizione di biodiversità dovrebbe essere nota a tutti: ovvero è la “diversità biologica in un ambiente come indicato dal numero di diverse specie di piante e di animali”.
Le diverse piante e animali in un ambiente, interagiscono con la finalità di mantenere l’equilibrio nell’ecosistema. Queste interazioni creano sistemi funzionanti che ci forniscono cibo, medicine e nuove tecnologie.
Sfortunatamente, a causa della pressione antropica e la diffusione della “nostra specie” in tutto il mondo, abbiamo distrutto e continuamo a distruggere molti ecosistemi riducendo la loro biodiversità.
È quindi un dato di fatto comprovato: visibile in molti luoghi, con testimoni la riduzione delle rese agricole nei paesi in via di sviluppo e il crescente tasso di estinzione degli animali.
Il cambiamento climatico ha conseguenze disastrose per tutti gli esseri viventi sulla terra, ce ne rendiamo conto ogni giorno; ma l’uomo seguita ad utilizzare enormi quantità di combustibili fossili, che causano direttamente i cambiamenti climatici, come pure si prosegue con l’allevamento di animali da macello.
Ognuno di noi può influire in modo diretto anche sul cambiamento climatico, se ne parla ormai da decenni, seppure con piccole azioni quotidiane.
Un governo ha il potere di controllare ciò avviene agli habitat, e d’intervenire quando lo sfruttamento del territorio mette a rischio l’ecosistema e la biodiversità.
Vi sono esempi molto interessanti in varie nazioni, dove un ecosistema è stato riportato allo stato naurale in seguito alla reintroduzione di un unica specie animale: il lupo.
Mi riferisco al Yellowstone National Park negli USA, dove grazie a quest’azione l’ecosistema ha potuto ritrovare la sua originale bellezza.
Ogni specie (forse l’homo sapiens sapiens è l’eccezzione) ha il suo posto adeguato in ogni ecosistema, ma se interveniamo annientando o sterminando degli esemplari, la biodiversità viene rovinata in modo irrimediabile.

La mancata informazione, o le informazioni non veritiere fornite da gruppi di parte possono inoltre creare animosità e paure. Mi riferisco sempre alla specie Lupus lupus (si, quella della storia di Cappucetto Rosso, per intenderci).
Cosa accadrà visto che lo stesso governo svizzero, forse a causa di pressioni subite da certe Lobby, vuole sostenere e varare una modifica di legge che mira all’annientamento di alcune speci di animali?
Il prossimo 27 settembre la modifica della Legge sulla Caccia sarà in votazione federale: ai cittadini è dato modo 2020 di opporsi all’inutile sterminio di specie (tra le quali anche il cigno, l’airone, lo smergo, la lince, il castoro…) che infliggeranno un duro colpo alla biodiversità ed ecosistema.
Saggio, pensando alle generazioni future, votare di NO e respingere quest’assurda proposta.

Biodiversità da proteggere

5.8.2020_La_Regione

 

BIODIVERSITA’ DA PROTEGGERE (AD OGNI COSTO)

La biodiversità è il pilastro che consente agli ecosistemi di funzionare e a noi esseri umani di prosperare. Senza biodiversità in un ecosistema, non avremmo le molte piante e diverse specie di animali che troviamo sul nostro pianeta. Esse interagiscono con la finalità di mantenere l’equilibrio nell’ecosistema, creando sistemi funzionanti che ci forniscono cibo, medicine e nuove tecnologie.
Sfortunatamente, a causa della pressione antropica in tutto il mondo, abbiamo distrutto e continuiamo a distruggere molti ecosistemi riducendone la biodiversità. È un dato di fatto comprovato e visibile in molti luoghi, con testimoni la riduzione della resa agricola nei paesi in via di sviluppo e il crescente tasso di estinzione degli animali.
Un governo ha il potere di controllare ciò avviene agli habitat, e il dovere d’intervenire quando lo sfruttamento del territorio mette a rischio l’ecosistema e la biodiversità. Vi sono esempi molto interessanti in varie nazioni, dove un ecosistema è stato riportato allo stato naturale in seguito alla reintroduzione di un’unica specie animale: il lupo. Mi riferisco al Yellowstone National Park negli USA, dove grazie a quest’azione l’ecosistema ha potuto ritrovare la sua originale bellezza.
Ogni specie, ad eccezione dell’homo sapiens sapiens, ha il suo specifico posto in ogni ecosistema, ma se interveniamo annientando o sterminando degli esemplari, la biodiversità viene rovinata in modo irrimediabile. La mancata informazione, o le informazioni non veritiere fornite da gruppi di parte possono inoltre creare animosità e paure recondite.
Cosa accadrà visto che lo stesso governo svizzero, a causa di pressioni subite da certe Lobby, ha promosso una modifica di legge che mira all’annientamento di alcune specie di animali?
Il prossimo 27 settembre la modifica della Legge sulla caccia sarà in votazione federale: ai cittadini è dato modo di opporsi all’inutile sterminio di specie (tra le quali anche il cigno, l’airone, lo smergo, la lince, il castoro…) che infliggerebbero un duro colpo alla biodiversità e agli ecosistemi.
Saggio, pensando alle generazioni future, votare di NO e respingere quest’assurda proposta.

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BIODIVERSITY TO PROTECT (AT EVERY COST)

Biodiversity is the pillar that allows ecosystems to function and us humans to thrive. Without biodiversity in an ecosystem, we would not have the many plants and different species of animals that we find on our planet. They interact with the aim of maintaining balance in the ecosystem, creating functioning systems that provide us with food, medicine and new technologies.
Unfortunately, due to human pressure worldwide, we have destroyed and continue to destroy many ecosystems by reducing their biodiversity. This is a proven fact and visible in many places, with witnesses to the reduction of agricultural yield in developing countries and the growing extinction rate of animals.
A government has the power to control this happens to habitats, and the duty to intervene when the exploitation of the territory puts the ecosystem and biodiversity at risk. There are very interesting examples in various countries, where an ecosystem has been restored to its natural state following the reintroduction of a single animal species: the wolf. I am referring to Yellowstone National Park in the USA, where thanks to this action the ecosystem has been able to regain its original beauty.
Each species, with the exception of homo sapiens sapiens, has its specific place in each ecosystem, but if we intervene by annihilating or exterminating specimens, biodiversity is irreparably ruined. The lack of information, or the untruthful information provided by party groups, can also create hidden animosities and fears.
What will happen given that the Swiss government itself, due to pressure from certain Lobbies, has promoted a change in the law aimed at the annihilation of some species of animals?
On 27 September the amendment of the Hunting Law will be in a federal vote: citizens are given the opportunity to oppose the useless extermination of species (including the swan, the heron, the merganser, the lynx, the beaver…) that would deal a severe blow to biodiversity and ecosystems.
Wise, thinking of future generations, vote NO and reject this absurd proposal.

Bracconieri: 57mila euro di multa per l’uccisione di un lupo

lupo iberico con cucciolo

In Spagna è stata inflitta una multa di 57.000 € a dei bracconieri condannati per caccia illegale ad un lupo iberico, una sottospecie del Lupo Grigio (canis lupus lupus).

Arriva la prima condanna per la caccia illegale di lupo iberico in Spagna: 57mila euro di multa per i bracconieri che lo hanno ucciso. Inoltre uno dei due cacciatori dovrà scontare sei mesi di carcere e per entrambi ogni attività venatoria è proibita per la durata di tre anni.

In Spagna, questa sentenza storica (la prima in assoluto), sicuramente rappresenta un importante caso di giurisprudenza che fungerà da esempio ad altri Stati Europei. Purtroppo in molte nazioni (anche confinanti con la Svizzera) il lupo è oggetto di malanimi e persecuzioni ingiustificate.

Il prossimo 27 settembre 2020 in Svizzera ci sarà la votazione sulla revisione della legge sulla caccia.

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Qui vedi articolo esplicativo e presa di posizione del presidente WWF della Svizzera italiana.

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Il lupo iberico è a rischio d'estinzione

Seppur all’apparenza sono diversi, cani e lupi hanno nei loro geni molti atteggiamenti comuni.

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In Spain, a fine of € 57,000 was imposed on poachers convicted of illegal hunting of an Iberian wolf, a subspecies of the Gray Wolf (canis lupus lupus).

The first sentence for the illegal hunting (poaching) of an Iberian wolf in Spain amount to 57 thousand euros for the poachers who killed him. In addition, one of the two hunters will have to serve six months in prison and for both of them, hunting is prohibited for three years.

In Spain, this historical sentence (the first ever) certainly represents an important case of jurisprudence which will serve as an example to the other European States. Unfortunately, in many countries (even bordering on Switzerland) the wolf is subject to ill-will and unjustified persecution.

The vote on the revision of the hunting law will take place on 27 September 2020 in Switzerland.

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Here you see an explanatory article and a position taken by the WWF president of Italian-speaking Switzerland (Italian language).