La Promessa * the Promise

Immagini stupende, accompagnate da verità indelebili. Chi siamo noi? Chi sono loro?

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Stunning images, accompanied by indelible truths. Who we are? Who are they?

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(Re) azioni… da parte dei lettori

All’inizio del corrente mese ho inviato alla stampa locale, una considerazione inerente l’attuale situazione del Lupo nel nostro cantone.
Il Corriere del Ticino e la Regione hanno pubblicato l’articolo dal titolo “Il lupo, l’ignoranza e le fake news”.

Il lupo, l'ignoranza e le false notizie, correire 6.12.2018
Certo potevo ben immaginare che avrebbe causato qualche fastidio e reazione, specialmente a chi vede come unica soluzione la canna di un fucile.
Ma ho anche constatato che ci sono dei lettori sensibili e intelligenti, che mi hanno raggiunta per mezzo di questo blog lasciando il seguente commento:

Website:
Comment: Buongiorno! Mi scuso per contattarla in questo modo elettronico, impersonale, ma non sono riuscito a trovare il suo telefono. Volevo ringraziarla e complimentarmi per la sua “Lettera al Corriere del Ticino” di oggi in risposta all'”opinione” sul Corriere del Ticino del 01.12.2018 in merito ai lupi, scritto da un personaggio inqualificabile. Il contenuto mi ha urtato, come già altri scritti in precedenza dal citato opinionista medico. Farò il possibile per scrivere pure io un commento a ringraziamento al suo intervento. Non solo “una nazione si qualifica da come tratta gli animali”, ma ogni persona. Ma forse chi scriveva tale articolo è tutto fuorchè una “persona”. Purtroppo tali opinioni, per false che siano, hanno spesso grande risonanza presso il pubblico non preparato, soprattutto se provengono dalla penna di un medico o di un professore.

Con ammirazione per quello che fa e molto cordiali saluti

Gabriele Picard, Neggio.

Ma ho anche ricevuto una bella letterina con tanto di disegni, firmata da una gentile signora ultra ottantenne…
come pure un’altro bigliettino, di tutt’altro contenuto, e naturalmente anonimo (orso bruno).
Chissà perché c’è sempre quest’atavica tendenza a tirar sassi e poi nascondere il braccio. Giustamente nel mio articolo parlavo di “ignoranza”… ecco l’ennesima prova.

Articolo_stampa

 

Land of wolves * Paese dei lupi

In Switzerland, everyone talks incessantly about the Wolves, but nobody really knows them.

https://www.blick.ch/storytelling/2018/wolf/index.html?utm_source=facebook&utm_medium=social_user&utm_campaign=blick_web

In Svizzera, tutti parlano incessantemente dei Lupi, ma nessuno li conosce veramente.

Conferenza delle sezioni WWF 2018

CR_bergamopost.it

Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

 

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.

Lupo, castoro e lince… ora facili prede nel mirino del cacciatore

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Non più specie “strettamente protetta”, ma solamente “protetta”. Il Consiglio degli Stati ha deciso martedì che sarà più facile abbattere i lupi, declassandone il grado di protezione. Con 29 voti contro 14 è stata respinta una proposta della sinistra di rinviare al Governo la modifica della legge federale sulla caccia. La revisione – di cui ora è in corso l’esame di dettaglio – prevede che la regolazione degli effettivi di alcune specie protette possa essere facilitata, al fine di impedire grossi danni o pericoli per l’uomo.

I Cantoni non saranno quindi più obbligati a provare un danno concreto. Previa consultazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), potranno effettuare “interventi regolatori negli effettivi” non soltanto per i lupi, ma anche per talune altre specie protette che sono fonte di controversie. Tra queste figurano lo stambecco e il cigno reale.

“Si direbbe quasi che la Svizzera abbia un solo problema: il lupo”, ha dichiarato la ministra dell’ambiente Doris Leuthard.

Si attende ora il lancio del referendum da parte delle associazioni animaliste.

 

https://www.rsi.ch/news/svizzera/Lupo-attento-alluomo-10549436.html

 

No longer “strictly protected”, but only “protected” species. The Council of States has decided on Tuesday that it will be easier to break down the wolves, downgrading their degree of protection. With 29 votes against 14 a proposal by the left to postpone to the Government the amendment of the federal hunting law was rejected. The review – which is now undergoing a detailed examination – provides that the regulation of the members of certain protected species can be facilitated, in order to prevent major damage or danger to humans.

The cantons will therefore no longer be obliged to prove concrete damage. After consulting the Federal Office for the Environment (FOEN), they will be able to carry out “regulatory interventions in the field” not only for wolves, but also for certain other protected species that are a source of controversy. These include the ibex and the mute swan.

“It would almost seem that Switzerland has only one problem: the wolf,” said environment minister Doris Leuthard.

The launch of the referendum by animal welfare associations is now awaited.

Protection dogs for flocks * cani da protezione per le greggi

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The presence of large predators (in this case I refer especially to the wolf) always have a disproportionate impact on public opinion, and this is caused by the loss of habit to live with them.
More than a century ago, in our territory wolves were present in the valleys and pre-Alpine areas and cohabitated with man. Studies have shown that the presence of large predators is necessary, the wolf has a “regulatory” effect to maintain a healthy ecosystem and protect biodiversity.

At the beginning of 1800 wolves and bears were exterminated in Switzerland… now they have returned and this has triggered “fantastic-collective” fixations linked to atavistic legends. Obviously, political pressures contrary to the presence of wolves in the Ticinese territory are high.
But it is possible to avoid to the least the attacks to the flocks, if one proceeds to “protect” the sheep through fences, with the presence of a shepherd (in the alpine pastures) and in general with the use of the protection dogs. (To already included these issues in my other see here, and here).
Last Sunday afternoon on the occasion of the “Festival della Natura vivere la biodiversità”, with WWF we visited Alberto Stern of Lostallo.
Alberto and his wife Elena are veterinarians, and as an accessory activity they manage their farm Creusc. They are dedicated to sheep breeding, breeding of Border Collie dogs and breeding of Mountain dogs of the Pyrenees. The latter are dogs for the protection of livestock while the Border Collies are sheepdogs used to lead the flock.

The Stern spouses began breeding Pyrenean Mountain dogs in 2003, in a national program for the protection of flocks; for more detailed information on the various awards received from dogs raised by Mr. Stern, see website.

 

Più di un secolo or sono, nel nostro territorio i lupi erano presenti nelle valli e zone prealpine e coabitavano con l’uomo. Gli studi hanno comprovato che la presenza dei grandi predatori è necessaria, il lupo ha un effetto “regolatore” onde mantenere un ecosistema sano e tutelare la biodiversità.

All’inizio del 1800 lupi ed orsi sono stati sterminati in Svizzera… ora sono ritornati e ciò ha scatenato fissazioni “fantastico-collettive” legate a leggende ataviche. Ovviamente, le pressioni politiche contrarie alla presenza dei lupi sul territorio Ticinese, è elevata.

Ma è possibile evitare al minimo gli attacchi alle greggi, se si procede a “proteggere” gli ovini per mezzo di recinzioni, con la presenza di un pastore (nei pascoli alpini) e in generale con l’utilizzo dei cani da protezione. (To già inserito queste tematiche in altri miei post post).

La scorsa domenica pomeriggio in occasione del “Festival della Natura vivere la biodiversità”, con il WWF abbiamo fatto visita ad Alberto Stern di Lostallo.

Alberto e la moglie Elena sono veterinari, e quale attività accessoria gestiscono la loro azienda agricola Creusc. Si dedicano all’allevamento ovino, all’allevamento di cani di razza Border Collie e all’allevamento di cani di razza Montagna dei Pirenei. Quest’ultimi sono cani da protezione del bestiame mentre i Border Collies sono cani da pastore impiegati per la conduzione del gregge.

I coniugi Stern hanno iniziato l’allevamento dei cani di razza Montagna dei Pirenei nel 2003, in seno ad un programma nazionale per la protezione delle greggi. Per ulteriori informazioni più dettagliate in merito ai vari premi ricevuti dai cani allevati dal signor Stern, vedi sito.

I lupi del Calanda

See the english text on wilderness-society.org

 

Lupi del Calanda

foto copyright media.Tio.ch

 

I Lupi del Calanda: un documentario sul Web del famoso branco di lupi svizzeri
Postato da: Nick Huisman


Il branco di lupi del Calanda è quasi una celebrità. Non solo per le diverse ricerche scientifiche, ma soprattutto perché contraddice molti dei miti comuni a cui credono cacciatori, pubblico, gestori forestali e politici. Il premiato fotografo e autore naturalistico Peter Dettling ha avuto l’opportunità unica di filmare il branco dal 2013 al 2016. Ora sta pubblicando il suo lavoro nel corso di 52 episodi. Con un episodio a settimana, Peter ci accompagna per un viaggio di un anno nella regione svizzera del Calanda e nelle Alpi europee. Cattura la natura, la società locale e, naturalmente, i lupi nella regione.


Una breve introduzione

Mi chiamo Peter Dettling e sono un fotografo/cineasta naturalista svizzero e autore che risiede nelle Montagne Rocciose canadesi. Mi sto specializzando nel documentare il comportamento e le storie di vita dei lupi viventi. Il mio ultimo progetto narra la storia della prima famiglia di lupi che si sono stabiliti nelle Alpi svizzere, dopo un’assenza di oltre 150 anni. Ciò che mostro nelle mie ultime serie di documentari sul web è anche molto importante laddove i lupi ripopolano certe aree che erano solite avere lupi e che ora sono paesaggi altamente popolati. La cosiddetta famiglia di lupi del Calanda, a poche centinaia di metri di distanza, dalle varie mandrie di pecore e altri animali che pascolano ogni estate in quei lussureggianti prati alpini! Dopo le prime perdite di pecore nel 2012 i proprietari di pecore hanno reagito e hanno iniziato a lavorare con cani da guardia delle pecore. Da allora non hanno perso una sola pecora a causa dei lupi! Questo documentario mostra anche quanto siano adattabili i lupi e come possano sopravvivere in stretta prossimità con le persone in un mondo altamente dominato dall’uomo. Mette in mostra anche le persone coinvolte nella formazione della coesistenza con questi grandi carnivori nel bene e nel male.

 

 

Come caccia il lupo

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Di Giorgia Ausilio (foto: Spadin)

Nel corso di migliaia di anni, il lupo si è evoluto per cacciare prede di corporatura molto più grande di esso (ad esempio alci e bisonti). Certamente vivere in un branco facilita la caccia, ma nondimeno uno dei problemi centrali per i lupi è quello di riuscire ad uccidere senza essere uccisi, poiché vi sono molti casi registrati di lupi feriti mortalmente proprio dalle loro prede. Mentre i felini molto spesso tendono agguati alle loro prede, i lupi d’altro canto devono prima raggiungere l’animale in fuga, rallentarlo e infine disabilitarlo prima di potersene cibare; inoltre, con prede come alci o bisonti che spesso scelgono di non fuggire ma di rimanere e affrontare il predatore, il rischio di ferite mortali è ancora più elevato. La ricerca di prede può inoltre richiedere molte ore, persino giorni, di incessante viaggio; ed è in queste situazioni che il forte senso dell’olfatto del lupo entra in gioco. Si stima infatti che il sistema olfattivo di un lupo sia 100-10000 volte più sensibile di quello di un essere umano, il che decisamente conferisce un vantaggio nella caccia. Una volta individuata una preda, e assumendo che essa decida di scappare, inizia la fase di inseguimento. I lupi possono correre per diversi chilometri mantenendo una velocità di 56-64 km/h; l’inseguimento più lungo mai osservato sembrerebbe essere quello di un lupo che per circa 8 chilometri inseguì un caribù in Alaska, senza infine catturarlo. Durante la caccia i lupi devono valutare in modo critico se continuare a inseguire la preda, poiché una valutazione sbagliata significherebbe sprecare considerevoli energie e tempo. Le interazioni tra preda e predatore durante questa fase possono essere estremamente stancanti e di conseguenza questo ha portato il lupo a sviluppare un acuto senso di giudizio per poter decidere se continuare o rinunciare all’attacco di una preda. Nonostante la comune credenza, il più delle volte la caccia finisce in fallimento. Tuttavia, i lupi sono ben adattati a questo stile di vita e possono sopravvivere per molti giorni senza cibarsi; il periodo più lungo finora noto è di circa 17 giorni. In sintesi, i lupi conducono una vita tra abbondanza e carestia, basata su intense interazioni sociali e lunghe, interminabili giornate di viaggio.

Il lupo è un animale che genera opinioni contrastanti, ma che al contempo affascina. Affascina perché, in qualche modo, ci assomiglia. Affascina perché caccia prede considerevolmente più grandi di esso. Affascina perché vive in unità famigliari molto simili alle nostre. Affascina perché simbolo di natura selvaggia, e inconsciamente risveglia in noi un bisogno primordiale di connessione con essa.

…oOo…

 

Over the course of thousands of years, the wolf has evolved to hunt prey with a larger body size (eg. moose and bison). Certainly living in a herd facilitates hunting, but nevertheless one of the central problems for wolves is to be able to kill without being killed, since there are many recorded cases of wolves mortally wounded by their prey. While felines often tend to lurk their prey, wolves on the other hand must first reach the fleeing animal, slow it down and finally disable it before they can feed on it; moreover, with prey such as elk or bison that often choose not to flee but to stay and face the predator, the risk of mortal wounds is even higher. The search for prey can also take many hours, even days, of incessant travel; and it is in these situations that the strong sense of smell of the wolf comes into play. It is estimated that the olfactory system of a wolf is 100-10000 times more sensitive than that of a human being, which definitely gives an advantage in hunting. Once a prey has been identified, and assuming that it decides to escape, the chase phase begins. Wolves can run for several kilometers while maintaining a speed of 56-64 km/h; the longest pursuit ever observed would seem to be that of a wolf that chased a caribou in Alaska for about 8 kilometers, without finally capturing it. Wolves must critically evaluate if they keep chasing their prey, because a wrong assessment would mean wasting considerable energy and time. The interactions between prey and predator during this phase can be extremely tiring and as a result this led the wolf to develop an acute sense of judgment in order to decide whether to continue or give up the attack of a prey. Despite the common belief, most of the time the hunt ends up in bankruptcy. However, wolves are well adapted to this lifestyle and can survive for many days without eating; the longest known period is about 17 days. In short, wolves lead a life between abundance and famine, based on intense social and long interactions, endless days of travel.

The wolf is an animal that generates conflicting opinions, but at the same time fascinates. It fascinates because, in some way, it resembles us. It fascinates because it hunts prey considerably larger than it. It fascinates because it lives in family units very similar to ours. It fascinates because it is a symbol of wild nature, and unconsciously awakens in us a primordial need to connect with it.

Gestione delle greggi con successo nel Grigioni, Swizzera

Vedi testo originale e foto al seguente link:    Wilderness Society.org

 

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copyright tuttogreen.it

 

La Società Europea Wilderness ha partecipato ad un seminario organizzato da AGRIDEA a Flims nel Canton Grigioni. Questo villaggio di montagna sorge in prossimità della città di Coira e ancora più vicino al ben noto branco di lupi del Calanda. Questa presenza di lupi ha avviato diversi approcci innovativi per proteggere le greggi degli allevatori locali. I partecipanti (cacciatori, pastori, dipendenti dell’amministrazione e delle ONG) provenivano dalla Provincia italiana del Trentino – Alto Adige, dalla Provincia di Salisburgo, dal Tirolo e dalla Baviera.

La chiave per qualsiasi progetto di gestione delle greggi è la disponibilità di cani di protezione adeguatamente formati. Alberto, un veterinario si é dedicato all’allevamento ed addestramento di Patou, al fine di proteggere il bestiame in una regione turistica. I Patou, originari dei Pirenei, erano ottimi per la protezione della pastorizia, ma i primi test hanno mostrato che essi erano poco pratici in un ambiente turistico. Egli è riuscito a modificare i tradizionali metodi di formazione di questi cani affinché siano più amichevoli coi turisti.

Christian, un pastore locale, ha chiesto aiuto ad Alberto per proteggere il suo grande gregge costituito da 300 pecore di 8 diverse razze provenienti da 19 diversi allevamenti. Alberto ha fornito i cani gratuitamente. Inoltre, Christian sta utilizzando i sistemi di recinzione a maglia elettrica con standard svizzero di 90 cm altezza.

Astrid e Sandra sono le due donne addette alla pastorizia delle pecore in estate tra i 1500 e 2300 metri d’altitudine. La loro sfida principale, ogni primavera, è quella di assemblare le pecore dai diversi allevatori e farle andare d’accordo tra di loro. Questo raramente dura più di 4 settimane dopo di che, possono portare le pecore al pascolo senza troppi problemi. A quel punto, le pecore si sono anche abituate ai cani di razza Border Collie per la protezione del gregge, tipicamente utilizzati in Svizzera.

Gli allevatori hanno anche definito empiricamente la soglia più bassa del numero di cani da guardia necessari per proteggere una mandria indipendentemente dalla recinzione elettrica. Se il numero scende al di sotto di 6 cani per 400 pecore, i lupi tenteranno la fortuna.

Gli allevatori locali inoltre ci hanno mostrato le recinzioni a prova di lupo, disposte nelle zone dove non ci sono Patou in uso. Queste recinzioni sono alte 1,30 metri e dispongono di 5 fili elettrici lungo il perimetro. Essi sono utilizzati principalmente per le mucche con vitelli.

Con l’allevamento di bestiame bovino, valgono le stesse regole applicate agli ovini. In questo caso, i cani da guardia trascorrono l’inverno con le mucche di un allevatore e poi, in primavera, si incontrano con le mucche degli altri allevatori sull’alpe. Le altre mucche si adattano facilmente alla presenza di questi grandi cani e li accettano come i loro cani da guardia.

Un’ulteriore considerazione portata dai contadini e da AGRIDEA, era l’incapacità del bestiame e degli animali selvatici di vedere /distinguere correttamente le recinzioni arancioni. Andreas Schiesser ha spiegato come abbia analizzato i risultati lungo le strade carrabili per ridurre al minimo l’uccisione di cervi. I migliori risultati si ottengono con riflettori blu, perciò egli ha raccomandato agli allevatori di cambiare il colore da arancione e verde al blu.

Le conclusioni di questo workshop sono semplici: se allevatori e agricoltori sono pronti a proteggere le loro greggi per ridurre al minimo le eventuali perdite, sono a disposizione alcuni esempi di “best practice” per aiutarli. Le recinzioni associate ai cani da protezione delle mandrie riducono al minimo qualsiasi conflitto.

 

 

 

 

Francia: implementa un nuovo piano di protezione di sei anni per il Lupo

A partire da questo mese, la Francia attua il suo nuovo piano d’azione nazionale 2018-2023 per i lupi e i proprietari di bestiame. Il piano si concentra sul supporto per le sue misure di protezione, sulla regolamentazione della popolazione del lupo e sulla fornitura di informazioni e formazione a un pubblico di riferimento. Il ritorno del lupo è un argomento dibattuto a caldo in Francia. Gli agricoltori chiedono più uccisioni di lupi, mentre le ONG vogliono limitare le sparatorie. Un’efficace gestione della mandria, comprese misure di protezione come recinzioni elettriche e cani da guardia, fornisce una probabile soluzione a questo problema. La European Wilderness Society sta ultimando la prima edizione di un manuale internazionale sulle migliori pratiche per la gestione delle greggi in Europa. Questo manuale può fornire agli allevatori locali esempi dettagliati di buone pratiche da 7 diversi Paesi europei su misure di protezione efficaci. Oltre alla Francia, in Germania è stata sviluppata una strategia comune per la convivenza con i lupi e il pastore.

Uno sguardo più attento

La prima priorità del “Piano Lupo francese” è un equilibrio tra la posta ecologica e quella pastorizia. Considera un numero di 500 lupi per una popolazione di lupi in Francia. Inoltre, sottolinea che è necessaria un’efficace difesa delle mandrie, con recinti elettrici e cani da guardia, o sparando se continuano gli attacchi di lupi alle mandrie protette. Oltre al chiaro sostegno per le misure di protezione delle mandrie e il risarcimento delle perdite, anche l’attuazione del controllo della popolazione mediante uccisioni annuali fa parte del piano. Inoltre, si concentra su istruzione e formazione per aumentare la conoscenza del comportamento del lupo e dei rischi per i proprietari di bestiame.

Supporto finanziario

Il piano sostiene anche i proprietari di bestiame e i pastori finanziando capanne pastorali, accesso all’acqua e all’elettricità e migliori condizioni. Il risarcimento per le perdite dovute a un attacco di lupo viene pagato solo quando i proprietari di bestiame dispongono di adeguate misure di protezione. La convalida delle misure di protezione e la presenza del lupo sono quindi essenziali.

Permessa l’uccisione di lupi

Seguendo il parere degli scienziati, il piano consente ai cacciatori di uccidere il 10-12% della popolazione di lupi ogni anno. Secondo le ultime stime, ci sono circa 400 lupi in Francia. La quota di lupi che le persone possono uccidere nel 2018 è quindi di 40. Le ONG hanno cercato di fermare la caccia al lupo, che rivendicano come “omicidio politico”. All’inizio di quest’anno, il governo ha permesso l’uccisione di 3 giovani lupi. Gli agricoltori che proteggono i loro animali ottengono il diritto di sparare con una pistola come misura difensiva. I colpi di avvertimento o impaurire l’animale non sono obbligatori. Anche per coloro che hanno sofferto di attacchi almeno tre volte negli ultimi 12 mesi, ora è più facile ottenere i diritti di tiro difensivi. Tuttavia, il piano non consente l’uccisione di lupi da settembre a dicembre.
Scopri perché la foresta e i dipartimenti di caccia della Svizzera accolgono il ritorno dei lupi  (vedi link sotto).

Forest Department Graubünden: i lupi migliorano la salute delle foreste.
Dipartimento svizzero di caccia: i lupi calanda regolano efficacemente la popolazione di cervi.

 Sostenere i proprietari di bestiame

Importante è il continuo supporto alla protezione delle greggi, come afferma il “Piano Lupo”. Gli studi hanno dimostrato che la gestione del gregge è più efficace dell’uccidere i lupi. Sviluppando uno schema finanziario, il piano fornirà assistenza ai proprietari di bestiame per l’attuazione di misure di protezione. Mira a fornire consulenza e supporto ai proprietari sull’attuazione di protezione e adattamenti ai nuovi sviluppi. Inoltre, il piano stabilirà una “rete di cani da guardia”, per facilitare i cani da guardia che sono efficaci contro la predazione, ma non aggressivi nei confronti di terzi. Inoltre, il governo creerà una “brigata di supporto tecnico” per implementare la protezione delle mandrie appena attaccate.

Condividere informazioni e conoscenze

Il “Piano Lupo” aggiorna la strategia di comunicazione esistente, per concentrarsi maggiormente sul coinvolgimento locale e sulla fornitura di informazioni. Si rivolge a tutte le parti interessate e al pubblico in generale. Il piano svilupperà nuovi programmi di formazione per le scuole di agricoltura per aumentare la consapevolezza e l’accettazione verso il lupo. Attraverso il supporto di vari studi, il Piano Lupo cerca di migliorare il riconoscimento verso i pastori e la coesistenza del lupo e del bestiame. Valuterà gli attuali territori vulnerabili e l’impatto dei lupi sull’ecosistema.

Il “Piano Lupo francese” afferma inoltre che la collaborazione transfrontaliera e internazionale dovrebbe essere rafforzata per raggiungere obiettivi ecologici condivisi. Ciò supporta anche lo scambio di conoscenze ed esperienze riguardanti la convivenza tra lupi e allevamento.

Cosa possiamo aspettarci?

Il “Piano Lupo” ha obiettivi ambiziosi per aiutare i proprietari di bestiame con supporto finanziario, tecnico e informativo per proteggere i loro animali. Con questo piano, il governo francese sta dimostrando la volontà di sostenere sia gli agricoltori che il lupo. Spetta ora agli agricoltori francesi dimostrare la stessa volontà di convivenza. Per i lupi, sembra che 1 su 10 debba temere per la sua vita ogni anno. Non è chiaro cosa il “Piano Lupo” raccomandi quando i numeri di lupi superano i 500 individui in Francia. Almeno secondo la Commissione europea, il lupo rimane una specie protetta, nonostante le continue richieste di caccia legale in Europa. Spesso è errato pensare che la caccia protegga le pecore. Al contrario, la caccia può spesso aumentare la depredazione dal momento che uccidere un lupo in un branco di lupi può causare la rottura del branco di lupi creando 5 e talvolta più lupi individuali. Gli studi dimostrano che i lupi individuali sono molto più inclini ad attaccare il bestiame rispetto ai branchi di lupi. Anche il “Piano Lupo” ignora i molti effetti collaterali positivi del ritorno dei lupi al ringiovanimento delle foreste e l’educazione naturale della pressione nelle foreste da parte di cervi e cinghiali.

Trova il piano d’azione nazionale francese 2018-2023 per il lupo qui

 

Wolf Is My Soul

January 3, 2018 by NICK HUISMAN

Starting this month, France implements their new National Action Plan 2018-2023 for wolves and livestock owners. The plan focuses on the support for herd protection measures, regulation of the wolf population, and providing of information and training to a target audience. The return of the wolf is a hot debated topic in France. Farmers demand more killing of wolves, while NGOs want to limit the shootings. Effective herd management, including protective measures such as electric fences and guard dogs, provide a likely solution to this problem. The European Wilderness Society is currently finalising the first edition of an international Best Practice Handbook on herd management in Europe. This handbook can provide local livestock owners with detailed Best practice examples from 7 different European Countries on effective protection measures. Besides France, a common strategy for coexistence with wolves and sheepherding has been developed in Germany.

Please…

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