Volete davvero permettere l’uccisione di linci, castori, aironi, cigni e lontre?

Francesco Maggi, responsabile WWF Svizzera italiana

La campagna a favore della nuova legge sulla caccia non fa che ripetere il grido: al lupo, al lupo! Eppure, gli oltre 1’500 lupi che vivono in Italia non hanno mai causato alcun problema all’uomo. Con il ritorno del lupo invece ovunque sono diminuiti drasticamente i danni alle foreste, alla campicoltura e alla viticoltura. Inoltre, la selezione operata dal lupo migliora la salute degli ungulati. A fronte di questi importanti benefici va però gestito al meglio l’atavico conflitto tra lupo e allevatori. In trent’anni qualcosa è stato fatto ma non a sufficienza. Ad esempio, malgrado gli attacchi avvengono nella misura del 90% a danno di greggi incustodite, solo una minoranza degli alpeggi sono protetti. Le misure sin qui messe in campo sono tuttavia servite, i lupi oggi fanno meno danni (nel 2000 un singolo lupo predava in media 25 pecore all’anno, oggi solo 5) e questo è il risultato sia della protezione delle greggi sia della presenza dei branchi, che permette ai lupi di predare cervi e cinghiali, cosa che risulta impossibile ai singoli lupi. Non tutte le situazioni sono però uguali e difendibili, questo è sempre stato fatto presente, ma invece di limitarsi a studi per identificare dove la protezione non funziona, bisognerebbe investire energie e risorse per cercare soluzioni, sia strutturali, sia innovative per migliorare la convivenza tra lupo e allevamento. Almeno questo personalmente mi aspetterei da un paese come la Svizzera.

Fatta questa debita premessa, va ricordato che WWF e Pro Natura si erano dette disponibili a discutere la mozione Engler del 2014 per una maggiore regolazione del lupo nei limiti consentiti dalla Convenzione di Berna. Se abbiamo lanciato il referendum non è per difendere posizioni pro lupo, o contro la caccia.  Siamo semplicemente contro la proposta di nuova legge sulla caccia perché il Parlamento è andato ben oltre alla mozione Engler e con la nuova legge de facto amplia notevolmente la possibilità di uccidere animali selvatici, oggi protetti, per i motivi più svariati. Ad esempio, verranno autorizzate regolazione di popolazioni – oggi si possono abbattere solo singoli individui – senza neppure dover dimostrare i danni, quindi preventivamente! Inoltre, si dà carta bianca al Consiglio Federale di inserire nell’ordinanza di applicazione della legge in qualsiasi momento altre specie da regolare. Nella proposta di ordinanza attualmente in consultazione il Consiglio Federale ha già inserito il Cigno reale (!) mentre nel messaggio alla nuova legge (pag. 5206) anticipa la necessità di inserire in futuro lince e castoro. La lince, con 200 individui dopo 50 anni dalla sua introduzione rimane minacciata, eppure c’è da tempo chi chiede la regolazione della sua popolazione.

Numerose sono le norme che indebolirebbero la protezione delle specie ma ben poche ed insignificanti quelle che migliorano la biodiversità. La legge continuerà a permettere, anzi amplia l’abbattimento di specie nelle aree di protezione dei mammiferi e degli uccelli. Il nostro Paese ha le liste rosse delle specie minacciate più lunghe d’Europa, è densamente abitato e i disturbi causati dalle attività di svago sono un grosso problema per la fauna selvatica. Pur di sparare a cormorani, stambecchi e lupi, ovunque, si continuerà a disturbare tutti gli animali anche nelle poche oasi di pace. E questo significa maggior dispendio di energia, minor tempo per nutrirsi e alla fine maggiore mortalità, per tutte le specie, anche quelle rare e totalmente innocue. La nuova legge continuerà inoltre a permettere la caccia in tana della volpe con il cane, una pratica crudele e che a volte porta alla morte anche del cane. Questa legge è tutto meno che al passo con i tempi e se avete a cuore la protezione della natura vi invito a votare NO alla nuova legge sulla caccia il prossimo 27 settembre.

Peggioramenti della legge sulla caccia in pillole

In questi giorni sono molti e molto attivi gli allevatori che scrivono ai giornali in difesa della revisione della legge sulla caccia, e di conseguenza in difesa del loro interesse di eliminare i grandi predatori come il lupo.

Mi preme riportare il focus del dibattito su tutti i cambiamenti inseriti nella legge, frutto di un gran pasticcio alle camere, dove molti hanno messo mano al progetto di legge per inserirvi elementi dettati da interessi di parte.

La revisione della legge sulla caccia non deve essere accettata così come uscita dalle camere poiché introduce diversi peggioramenti rispetto alla legislazione attuale, tra i quali:

  • la regolazione funziona già: l’attuale legge sulla caccia permette di abbattere gli individui problematici che causano danni alle attività umane;
  • carta bianca: stiamo dando delega al Consiglio Federale, che potrà in un secondo tempo aggiungere animali protetti alla lista di quelli cacciabili senza che il popolo possa esprimersi;
  • cigno e poi?: questo animale è già esplicitato nell’ordinanza, e vista la facilità con cui è stato inserito ci si chiede quale sarà il prossimo. Castoro? Lince? Lontra? Airone cinerino? Smergo maggiore? Molte aree di interesse ma anche singoli cantoni spingono per includerli;
  • presunzione di colpevolezza: nella legge si stabilisce che i presunti capi problematici potranno essere uccisi preventivamente prima che causino danni, cosa che si tradurrà in un aumento degli abbattimenti;
  • bandite di caccia e caccia invernale: la regolazione delle specie protette potrà essere fatta anche d’inverno e all’interno di aree protette;
  • decreto di abbattimento: non sarà possibile fare ricorso contro le decisioni di abbattimento di capi problematici;
  • disaccordo: la revisione della legge ha spaccato il paese, mentre la legge attuale era passata all’unanimità con l’accordo di associazioni ambientaliste e di protezione della natura;
  • equilibrio col fucile: la regolazione delle popolazioni di animali selvatici sarà di appannaggio esclusivo del fucile, mettendo in secondo piano le ricerche scientifiche sulle altre possibilità di gestione della fauna selvatica;
  • convenzione di Berna: tra i vari animali il lupo ha un chiaro declassamento della protezione, cosa che è in conflitto con la convenzione firmata dalla Svizzera;
  • non si risolve il bracconaggio: si contano decine e decine di abbattimenti da parte di bracconieri e la nuova legge non offre alcuna soluzione;
  • i corridoi faunistici quale contentino non sono altro che elementi già definiti nella legge sulla protezione della natura.

Vogliamo una legge realizzata su basi scientifiche e non raffazzonata con sentimenti di “pancia”: per quanto i promotori possano puntare la campagna mediatica sui contentini, non è tutto oro quel che luccica, perciò il 27 settembre invito ad esprimere un chiaro NO per questa revisione

Legge caccia: non lasciatevi abbindolare!

Francesco Maggi, responsabile WWF Svizzera italiana

Il prossimo 27 settembre il popolo dovrà esprimersi sulla proposta di revisione della legge sulla caccia. Una revisione fortemente voluta dalla lobby dei cacciatori e sostenuta da un parlamento, allora, ben poco sensibile alla protezione dell’ambiente. Dovesse essere approvata questa revisione, la vecchia legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, molto equilibrata e votata dal parlamento praticamente all’unanimità, verrebbe sostituita con una nuova legge completamente sbilanciata a favore della caccia e che ha diviso il parlamento. Non solo, le principali associazioni di protezione della natura, le associazioni di protezione degli animali e gli zoo svizzeri hanno deciso di lanciare, con successo, il referendum contro questa nuova inaccettabile legge. In caso di vittoria del referendum rimarrebbe così in vigore la legge attuale. Malgrado l’ampio fronte contrario alla nuova legge, i favorevoli cercano di dipingere la revisione come un’operazione a favore della natura e degli animali, salvo l’odiato lupo, che sarebbe – a detta di loro – l’unica specie ad aggiungersi allo stambecco nella lista delle specie ‘regolabili’, vale a dire che potranno essere abbattute.  Niente di più falso! La nuova legge (art. 7a, cpv 1, lett. c) conferisce pieni poteri al Consiglio Federale (come in caso di guerra o pandemia!) per aggiungere in qualsiasi momento altre specie abbattibili direttamente nell’ordinanza di applicazione della legge, quindi scavalcando il parlamento, il popolo e le associazioni di protezione della natura (non è prevista la possibilità di ricorrere). Il Consiglio Federale, nell’ordinanza attualmente in consultazione, ha già aggiunto il cigno reale (!) a questa lista della morte, mentre nel messaggio sulla nuova legge ha già preannunciato l’inserimento di altre specie. Quali? Molto probabilmente lince e castoro, in quanto la camera degli Stati si era già espressa a favore della regolazione nella misura del 61% per la lince e del 64% per il castoro. Anche il Nazionale si era espresso a favore della regolazione del castoro e aveva respinto di misura (97 a 94 voti) l’inserimento dell’airone cenerino e dello smergo maggiore ma solo per ragioni strategiche in quanto nel frattempo era stato annunciato il referendum. Per lo stesso motivo, le camere hanno deciso di ritornare sulla loro decisione e non inserire lince e castoro. Un altro bel esempio di come si intende ingannare il popolo: far votare una lista quasi vuota e poi tornare a riempirla una volta superato lo scoglio del voto popolare. Pertanto, non lasciatevi ingannare: questa legge spalanca le porte alle lobby forti (cacciatori, pescatori, agricoltori) per esercitare pressioni politiche sul Consiglio Federale affinché allunghi la lista delle specie da abbattere, quelle a loro invise come lince, castoro, orso, airone, smergo maggiore, lontra e così via. Per raggiungere questo obiettivo il fronte del sì utilizza il lupo, ma già oggi questa specie può essere abbattuta, come ad esempio nei Grigioni dove tutti i 4 giovani di un branco sono stati uccisi. Pertanto, se avete a cuore le sorti delle specie protette in Svizzera non lasciatevi abbindolare e votate NO il prossimo 27 settembre a questa inaccettabile revisione della legge sulla caccia.

Modifica della legge sulla caccia – La Regione 9.6.20

di Massimo Mobiglia, presidente WWF della Svizzera Italiana

la campagna per la votazione sulla revisione della “legge sulla caccia e la protezione di mammiferi e uccelli selvatici” del prossimo 27 settembre sta riprendendo vigore: il presidente ATsenzaGP della sezione Ticino ha pubblicato una lettera lo scorso 4 giugno, che terminava con la seguente asserzione: “la situazione è talmente critica che una revisione della Legge, seppur lieve, è più che mai necessaria.”

Il discorso si articola attorno alla figura del lupo, un animale selvatico che ha una forte mobilità, entra ed esce dal territorio svizzero, attraversa le alpi e in ogni momento può tornare poiché le regioni vicine sono da lui popolate. Per sua natura il lupo è un predatore e per questo nel 1800 era stato sterminato dal suolo ticinese e svizzero. Ora però ha ripopolato molte regioni europee. È un animale che esiste ed é di conseguenza giustissimo discutere su come proteggere le attività dell’uomo nelle regioni alpine.

Purtroppo il progetto di revisione della legge proposta dal Consiglio Federale, che introduceva una “lieve” modifica, è stato talmente spinto dalle camere che di “lieve” non ha più nulla. Nel baratro sono state buttate altre specie. Che colpa ha la lince? E il cigno? E l’airone? E il castoro? E la lista è ancora lunga e può essere allungata dal Consiglio Federale in qualsiasi momento senza possibilità di contestazione.

È evidente che la revisione é fomentata da un forte odio verso il mondo degli animali selvatici: questo si è manifestato nella legge con la possibilità di uccisione preventiva di tutte queste specie, in caso di ipotetico pericolo per le attività umane. E cade l’obbligo di intraprendere misure per contenere i danni da parte di animali selvatici. Un airone si avvicina al salmone? Spariamogli! Un castoro si avvicina ad un fiume? Spariamogli! Non è neppure sottaciuto l’intento che mira ad estinguere i grandi predatori come ostentato già dal nome dell’Associazione per un territorio senza Grandi predatori.

Ricordo che la votazione non é contro la caccia, ma contro l’attenuazione della “protezione di mammiferi e uccelli selvatici”, motivo per cui molte persone vicine alle attività venatorie avevano firmato il referendum. Leggevo di recente interventi di società di cacciatori, che si sono offerti come volontari per sorvegliare e monitorare il territorio. Cacciatori che hanno capito che la soluzione non è usare indistintamente il fucile, ma affrontare congiuntamente le problematiche.

Per questo ribadiamo un NO chiaro alla revisione della legge sulla caccia così come proposta!

Salvaguardia dell’ecosistema

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Articolo sulla Regione, 8 marzo 2018, Jasmine Grueter

Il lupo e l’importanza della salvaguardia del delicato ecosistema.

L’essere umano ha, ormai, da molto tempo acquisito unilateralmente il ruolo di giudice e giuria in merito alla salvaguardia del delicato ecosistema. Quel che poi stupisce ancor di più, è che Paesi che, almeno sulla carta, dovrebbero essere evoluti e, perciò, dotati di una maggiore coscienza rispetto al tema dell’equilibrio in natura, regrediscano andando ad adottare mentalità e soluzioni degni del più oscuro Medioevo.
Lascia alquanto interdetto che la Svizzera, paese all’avanguardia, noto anche per una particolare attenzione ambientale, stia seriamente pensando di defalcare il lupo dal registro delle specie assolutamente protette, dando, in pratica, il via libera ad un suo indiscriminato abbattimento. Che esempio pensa di dare al resto del mondo? Ora, in tempi moderni e così sofisticamente tecnologici, tutto questo non può lasciare che esterrefatti.
Una delle caratteristiche principali dell’essere umano purtroppo è quella di credersi detentore del decidere quale razza, specie animale, vegetale e via dicendo debba vivere. Madre Natura però, dotata incredibilmente di grande pazienza, nella sua infinita saggezza ha stabilito che vi siano prede e predatori, il tutto collocato in un equilibrio eccezionale. Chi siamo quindi noi per decidere ancora una volta chi debba sopravvivere?
Di miti e leggende sul lupo, molte dei quali alimentati nel tempo da miscredenze popolari e da interpretazioni religiose, ve ne sono fin troppi. Farci credere, ancora oggi, che il lupo sia un famelico e indiscriminato assalitore è, a dir poco, veramente incredibile.
Può capitare che il lupo, soprattutto quando debilitato, si dedichi ad assalire le greggi. Questo è nella sua natura, e l’uomo, nella sua lucida follia, pensa di risolvere cancellandolo dalla faccia della terra… Ma esistono soluzioni sicuramente migliori e più costruttive. Nessun vuol sostenere che il lupo sia un animale docile, da tener al guinzaglio, ma questa sua selvaticità rientra proprio nella salvaguardia del delicato equilibrio naturale.
Se il fatto di pensare di defalcare il lupo dal registro delle specie assolutamente protette non rientra in cervellotiche ragioni para politiche, allora qual è la vera motivazione? Nei boschi e nelle foreste di questo Paese, forse non dovrebbero poter vivere liberi e protetti i lupi? O forse in Svizzera, un cosiddetto Paese civile, è rimasta nei confronti del lupo una specie di odio atavico?
Ogni ragione mercantilistica non può e, soprattutto, non deve trovare sempre una così facile applicazione. In altre parole, se ipoteticamente i lupi possono rappresentare un potenziale pericolo per allevatori e contadini, la soluzione non è certamente quella di dare il via ad una guerra nei confronti del lupo. Millenni di evoluzione, in questo modo, verrebbero spazzati via, senza contare le conseguenze legate all’andare a spezzare un equilibrio naturale nel quale convivono, da sempre, prede e predatori.
In conclusione, l’uomo non faccia ciò che la natura non ha in programma di fare.

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New wolf enclosure in Eekholt
25 Sep 2012, Germany — Four-month old wolf pups Janosch, Mascha and Alexander run with adoptive mother Lena in their new enclosure at the wilderness park in Eekholt, Germany, 25 September 2012. The 11,000 square meter natural enclosure will be officially opened on 27 September 2012. Photo: Carsten Rehder — Image by © Carsten Rehder/dpa/Corbis

 

Article on the Newspaper La Regione, March 8, 2018, Jasmine Grueter

The wolf and the importance of safeguarding the delicate ecosystem.

The human being has, for a long time, unilaterally acquired the role of judge and jury regarding the protection of the delicate ecosystem. What then amazes even more, is that countries that, at least on paper, should be evolved and, therefore, with a greater awareness of the issue of balance in nature, are regressing, going to adopt mentality and solutions worthy of the darkest Middle Ages .
It is rather interdict that Switzerland, an avant-garde country, also known for its particular environmental focus, is seriously considering declassifying the wolf from the register of absolutely protected species, giving, in practice, the go-ahead for its indiscriminate slaughter. What example do you think of giving the rest of the world? Now, in modern times and so technologically sophisticated, all this is astonishing.
One of the main characteristics of human beings, unfortunately, is that of believing that they are the ones to decide which race, animal species, vegetable species and so on they must live. Mother Nature, however, incredibly endowed with great patience, in her infinite wisdom has established that there are prey and predators, all placed in an exceptional balance. So who are we to decide once again who should survive?
There are so far too many myths and legends about the wolf, many of which fed over time by popular miscreants and religious interpretations. To make us believe, even today, that the wolf is a ravenous and indiscriminate assailant is, to say the least, truly incredible.
It can happen that the wolf, especially when debilitated, is dedicated to attack the herd. This is in its nature, and man, in his lucid madness, thinks of solving it by erasing it from the face of the earth … But there are certainly better and more constructive solutions. No one wants to claim that the wolf is a docile animal, to be kept on a leash, but this wildness is part of the protection of the delicate natural balance.
If the fact of thinking of declassifying the wolf from the register of the absolutely protected species is not part of the dementia for political reasons, then what is the real motivation? In the woods and forests of this country, perhaps they should not be able to live free and protected wolves? Or maybe in Switzerland, a so-called civilized country, has remained against the wolf a kind of atavistic hatred?
Every mercantilist reason can not and above all must not always find such an easy application. In other words, if hypothetically the wolves can represent a potential danger for farmers and farmers, the solution is certainly not to start a war against the wolf. Millennia of evolution, in this way, would be swept away, without counting the consequences of going to break a natural balance in which they have always lived together, prey and predators.
In conclusion, man does not do what nature does not plan to do.

L’Austria è un paese delle meraviglie per il lupo?

Qui di seguito riportiamo l’intervista fatta a David Gerke, allevatore svizzero, sul sito Kurier.at

 

David Gerke si impegna per una convivenza coi lupi in Svizzera. Anche l’Austria si deve adattare all’ulteriore diffusione dei lupi. I problemi di caccia in Austria sono a sé stanti. Questa è la valutazione di David Gerke. È presidente del “Gruppo Lupo Svizzera”, che ha condotto campagne per la protezione e il ritorno dei lupi per anni.

Pastore, Cacciatore, Guardiano del Lupo. David Gerke combina nella sua persona tre funzioni che sembrano difficili da conciliare: quale “protettore di lupi” egli è anche cacciatore e pastore in Svizzera, dove i lupi hanno cominciato ad arrivare da alcuni decenni, anticipando l’esperienza per l’Austria, dove nel 2016 un gruppo si è stabilito nel Waldviertel.

KURIER: Conosce la situazione in Austria?

Gerke: Osservo con attenzione la situazione in Austria.

K: Crede che il numero di lupi aumenterà in Austria?

G: Sì. I quantitativi di cervi tenuti alti con troppa alimentazione, creano un vero paese delle meraviglie per i lupi in Austria. Con questa forma di gestione dei cervi, stanno emergendo gravi conflitti.

K: Cosa sta facendo in modo diverso la Svizzera qui?

G: In Svizzera, i cervi possono essere nutriti solo in casi eccezionali, in Austria questa è spesso la regola.

K: Conoscete gli attuali stock di cervi?

G: La popolazione di cervi nelle province austriache del Tirolo e del Vorarlberg, al confine con la Svizzera, è circa il 30% più alta nella stessa zona rispetto al cantone dei Grigioni, dove i 15.000 capi presenti si avvicinano al massimo sopportabile.

K: In Austria si spingono i cervi in cosiddette riserve invernali (Wintergatter). Potrebbero essere aree di sostentamento per i lupi?

G: Da noi non esistono queste aree.

K: Quali cambiamenti devono aspettarsi i cacciatori?

G: La presenza del lupo modificherà i comportamenti della selvaggina e il cacciatore dovrà tenerne conto.

K: Faccia un esempio?

G: La presenza in determinati orari o in certi luoghi di cervi o caprioli sarà meno probabile. Il cervo, ad esempio, potrebbe spostare le aree di accoppiamento e non starà più in grandi branchi.

K: Anche il lupo porta benefici?

G: Aiuta a ridurre una crescita eccessiva e a garantire una popolazione di selvaggina sana. Ad esempio, può aiutare a risolvere il problema del cervo colpito dal TBC nel Vorarlberg. Perché il lupo svolge molto bene la sua funzione di selezione biologica nella gestione della fauna selvatica.

K: Il numero di caprioli e cervi non diminuisce in modo significativo?

G: Da noi, in Svizzera, gli animali selvatici non sono scomparsi. Sono però più sani. I camosci ritornano nelle alture per cui sono fatti. Tuttavia, non è possibile determinare un calo della selvaggina.

K: Che aspetto avrà nell’Austria orientale?

G: La conversione nelle pianure dell’Austria non sarà così difficile per i proprietari di bestiame come nelle Alpi. Proteggere le mandrie in situazioni montuose è estremamente dispendioso in termini di tempo e di manodopera. Il bestiame da pascolo libero si trova solo in piccola parte nell’Austria orientale. Qui le recinzioni esistenti possono spesso essere facilmente adattate per essere sicure contro il lupo.

Prede Lupo

 

L’alimentazione dei lupi:

Reh: capriolo (52,1%)

Rothirsch: cervo (24,7%)

Wildschwein: cinghiale (16,3%)

Hase: lepri (3,4%)

Damhirsch: daino (1,5%)

Sonstiges: altro (1,2%)

Nutztiere: animali d’allevamento (0,8%)

 

Link Originale: https://m.kurier.at/chronik/oesterreich/oesterreich-ist-schlaraffenland-fuer-woelfe/246.037.142

 

Traduzione: Massimo Mobiglia e Claudine Giovannoni