Perché i lupi contano * why wolves matter

Foto © Peter A. Dettling

English translation below

Azione a Berna, 8 dicembre 2022

Sono arrivati da tutta la Svizzera, dal Giura, dal Ticino, dai Grigioni, dalla Svizzera centrale e orientale, dalle città, dalla campagna e anche dalle montagne.

Eravamo presenti per dare l’esempio: per dimostrare che le famiglie di lupi svizzeri hanno una voce. L’azione prima del dibattito del Consiglio nazionale è stata la conclusione di una piccola campagna on-line sui media di lingua tedesca, accompagnata dal manifesto del lupo, scritto dal ricercatore indipendente di lupi Peter A. Dettling.

Con una manifestazione silenziosa e pacifica, l’obiettivo era quello di sensibilizzare nuovamente i politici sull’importante protezione dei lupi. Ogni partecipante aveva scritto sul petto i nomi di tutte le famiglie di lupi residenti in Svizzera (dal branco del Calanda a quello della Morobbia, fino alla famiglia del Marchairuz), i Consiglieri nazionali sono stati accolti dai partecipanti e accompagnati dal canto del lupo e dall0’edizione stampata del Manifesto del lupo, un libricino ricco di informazioni utili.

L’edizione è stata pubblicata personalmente da Peter A. Dettling, il quale ha potuto rivolgere alcune parole ai Consiglieri nazionali:  “Per orientarsi di più sui fatti” e “far sentire la voce degli Attivisti privati per i diritti degli animali che operano sul campo”.

Conclusione della giornata: se le conoscenze professionali sul comportamento dei lupi e le reali scoperte, evidenze scientifiche fossero incluse nel dibattito sui lupi, la convivenza con le famiglie di lupi non dovrebbe più essere messa in discussione e il dibattito sarebbe più oggettivo.

Il gruppo di privati che possono agire in modo indipendente sta diventando più grande, più forte e più autentico.

L’obiettivo è quello di unire le forze e di lottare insieme per i lupi, poiché la decisione del Consiglio nazionale chiarisce che la Convenzione di Berna non sarà rispettata e che la voce del popolo, che ha rifiutato l’allentamento della protezione del lupo alle urne, è stata completamene ignorata dalla maggioranza dei parlamentari.

Il ringraziamento per aver permesso lo svolgimento di questa manifestazione e la giornata d’azione che ha potuto compiersi a Berna va a molti privati così come a organizzazioni più piccole ma importanti come CHWolf, Wolf Facts, Wildtierschutz CH, Avenir Lup Lynx Jura e al ricercatore di lupi Peter A. Dettling.

Foto © Wikipedia

Action in Bern, December 8, 2022

They came from all over Switzerland, from Jura, from Ticino, from Graubünden, from Central and Eastern Switzerland, from cities, from the country side and even from the mountains.

We were there to set an example: to show that Swiss wolf families have a voice. The action before the National Council debate was the conclusion of a small online campaign in German-language media, accompanied by the wolf manifesto, written by independent wolf researcher Peter A. Dettling.

In a silent and peaceful demonstration, the goal was to raise awareness again among politicians about the important protection of wolves. Each participant had written on his or her chest the names of all the wolf families residing in Switzerland (from the Calanda pack to the Morobbia pack to the Marchairuz family).The National Councilors were greeted by the participants and accompanied by wolf singing and the0 printed edition of the Wolf Manifesto, a booklet full of useful information.

The edition was personally published by Peter A. Dettling, who was able to address a few words to the National Councilors, “To orient themselves more on the facts” and “to make the voice of private animal rights activists working in the field heard.”
Conclusion of the day: if professional knowledge about wolf behavior and real findings, scientific evidence were included in the wolf debate, coexistence with wolf families should no longer be questioned and the debate would be more objective.

The group of private individuals who can act independently is becoming bigger, stronger and more authentic.

The goal is to join forces and fight together for wolves, as the National Council’s decision makes it clear that the Bern Convention will not be respected and that the voice of the people, who rejected the loosening of wolf protection at the ballot box, was completely ignored by the majority of parliamentarians.

Thanks for allowing this event and the day of action that was able to take place in Bern go to many private individuals as well as smaller but important organizations such as CHWolf, Wolf Facts, Wildtierschutz CH, Avenir Lup Lynx Jura, and wolf researcher Peter A. Dettling.

Swiss Mafia shows its presence: and the wolf must die

Four years ago, I published this video of the Oscar winner Gabriele Salvatores who for “Almo Nature” in 2015 signed this contemporary fairy tale that has man, wolf and dog as protagonists.

A nice short video to show how to feel compassion and respect towards all other species…
But sadly, Switzerland is unable to show respect, intelligence and let alone compassion.
The National Council has bowed to the mafia that pulls the strings: a cancer that will not be able to eradicate except with a total change of paradigm and of people elected within governments.
The revision of the Hunting Law will allow the preventive culling of the wolf and this despite the federal vote of 27.9.2020 in which the Swiss people had rejected the revision which will provide for a relaxation of the culling of wolves and ibex (and others…)

We are a multitude of people who are bitter, I dare say pissed about this new attack on ecology and nature.
Anthropocentrism is making great strides towards the destruction of our poor planet.

La mafia svizzera mostra la sua presenza: e il lupo deve morire

Quattro anni fa, pubblicavo questo video del premio Oscar Gabriele Salvatores che per “Almo Nature” nel 2015 firmava questa fiaba contemporanea che ha per protagonisti l’uomo, il lupo e il cane.

Un bel video breve per mostrare come provare compassione e rispetto verso tutte le altre specie…
Ma purtroppo la Svizzera non è in grado di mostrare rispetto, intelligenza e tantomeno compassione.
Il Consiglio nazionale si è piegato alla mafia che muove i fili: un cancro che non si riuscirà ad estirpare se non con un totale cambio di paradigma e di persone elette in seno ai governi.
La revisione della Legge sulla caccia permetterà l’abbattimento preventivo del lupo e ciò malgrado la votazione federale del 27.9.2020 nella quale il popolo svizzero aveva bocciato la revisione la quale prevedeva un allentamento delle condizioni di abbattimento di lupi e stambecchi (e altri…)

Siamo una moltitudine di persone amareggiate, oserei dire incazzate per questo nuovo attacco all’ecologia e alla natura.
L’antropocentrismo sta facendo passi da gigante verso la distruzione del nostro povero pianeta
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Al lupo… al lupo!

Non si finisce mai di stupirsi della sprovveduta necessità di fare “sensazione” strumentalizzando il solito lupo che attualmente è già nel mirino.

Un nostro lettore, Nadir Paltenghi, allega un paio di link della stampa locale italiana  “Il Dolomiti”  e Giornale Trentino” nei quali è svelato che il fantomatico branco di lupi famelici null’altro sono che innocui camosci.

Una figuraccia per chi si ostenta a voler pubblicare cavolate tanto per incriminare i già sufficientemente minacciati (e cacciati) lupi.

Di questo passo, oltre ai cacciatori che prendono a fucilate cespugli (per poi accorgersi d’aver ucciso il cane del proprio amico) o addirittura, si imbraccia il fucile con la smania di ammazzare e si spara ad un altro cacciatore, c’è d’aver paura dei cacciatori/bracconieri e non dei lupi se si va a spasso per i nostri boschi…

Attualmente nel nostro cantone non c’è giorno che qualcuno improvvisi scenari apocalittici dove siamo trasportati con la fantasia in luoghi siberiani dove branchi di lupi famelici sono pronti ad attaccare villaggi (o magari città).

Smettiamola di lasciarci prendere le viscere dalla fiaba di Cappuccetto Rosso: guardiamoci piuttosto alle spalle che di animali cattivi (che camminano su due gambe) ne abbiamo dietro ogni angolo.

One never ceases to be amazed at the clueless need to make a “sensation” by instrumentalizing the usual wolf that is currently already in the crosshairs.

One of our readers, Nadir Paltenghi, attaches a couple of links from the local Italian press “Il Dolomiti” and Giornale Trentino” (Italian language only) in which it is revealed that the phantom pack of ravenous wolves are nothing but harmless chamois.

An embarrassment for those who flaunt themselves to want to publish rubbish just to incriminate the already sufficiently threatened (and hunted) wolves.

At this rate, in addition to hunters shooting bushes (only to realize later that they have killed their friend’s dog) or even, one picks up the rifle in an eagerness to kill and shoots another hunter, there is to be afraid of hunters/poachers and not wolves if one goes walking in our forests…

Currently in our canton, there is not a day that someone improvises doomsday scenarios where we are transported by imagination to Siberian places where packs of ravenous wolves are ready to attack villages (or maybe towns).

Let’s stop letting the Little Red Riding Hood fairy tale take our bowels: let’s rather look over our shoulders that bad animals (walking on two legs) are around every corner.

Several videos to introduce you to the wolf, the ancestor of our faithful dog friends…

I lupi grigi messicani sono in via d’estinzione, essi stanno affrontando una crisi genetica: gli individui sono imparentati tra loro come completi fratelli. Questa tecnica di recupero incrociato offre l’opportunità di aumentare la genetica della popolazione, con la speranza che alla fine diffondano i loro geni alla popolazione più ampia.

Vi consiglio di guardare i diversi video, molto corti, che vi mostreranno quanto questi animali sono simili ai nostri comuni cani!

Possibile che vi siano persone che li vogliono sterminare?

The Mexican gray wolves are on the verge of extinction, they are facing a genetic crisis: individuals are related to each other as complete brothers. This cross-retrieval technique offers the opportunity to increase population genetics, with the hope that they will eventually spread their genes to the wider population.

I recommend you to watch the different very short videos, which will show you how similar these animals are to our common dogs!

Is it possible that there are people who want to exterminate them?

Al lupo al lupo, al fucile!

Articolo di Massimo Mobliglia presidente WWF CH italiana 4.5.2022 La Regione

English text below

Fa sempre dispiacere appredere della morte di ovini nel nostro territorio, con tre casi diversi nell’ultimo mese ed è anche comprensibile la manifestazione arrivata in piazza Governo. Le rivendicazioni da parte degli allevatori dovrebbero però essere focalizzate non tanto sull’uso del fucile come mezzo preventivo ma sullo stanziamento di mezzi per attuare concretamente la protezione greggi, nonché sul marketing. Siamo tutti concordi che i prodotti provenienti dalla filiera casearia ovina ticinese siano apprezzati e che la popolazione ticinese possa aiutare concretamente questo settore acquistando maggiormente i loro prodotti, che sono più sostenibili e praticamente a chilometro zero.

Tutte le parti, inclusi i contadini svizzeri, hanno riconosciuto che la presenza del lupo è un indicatore di buona salute della biodiversità, sia dal punto di vista della fauna, ad esempio per l’abbondanza, la salute e la distribuzione deli ungulati, sia per la fauna, ad esempio la salute migliore dei boschi in particolare per la ricrescita della foresta che ha un ruolo essenziale di protezione delle zone edificate di montagna.

I tre recenti casi, come anche dichiarato dall’UCP, hanno mostrato due fatti essenziali: il primo che la protezione greggi deve essere fatta bene e non serve a nulla allestire recinzioni se poi non si elettrificano e non sono complete, mentre il secondo è che gli individui che hanno commesso i fatti erano provenienti da incursioni verosimilmente dall’Italia, fatto che evidenzia quanto una strategia basata sul fucile non faccia altro che spostare di qualche mese i problemi, poiché morto un lupo ne arriva un altro. Vi è da dire che il Cantone Ticino ha fatto un gesto nobile rimborsando tutti gli allevatori anche nei casi in cui non vi erano misure di protezione greggi.

E’ perciò ora particolarmente urgente ed importante che siano stanziati mezzi a sufficienza per poter afrontare la nuova stagione per avere una migliore protezione delle greggi, ma deve altresì essere ricordato che i primi esemplari di lupo sono arrivati in Svizzera, in modo del tutto, naturale, circa vent’anni fa. Purtroppo, questo semplice fatto non è stato affrontato seriamente se ci troviamo oggigiorno con la maggior parte delle greggi svizzere non protett. La popolazione ovina che d’estate sale sugli alpeggi è di ca. 200.000 capi e solo 30.000 risultano protette (vedi sito www.protezionegreggi.ch

Per questi motivi le richieste degli allevatori e dei loro rappresentanti devono essere focalizzate sul finanziamento di tutta una serie di misure di protezione greggi che possano attenuare la pericolosità del lupo ma senza attuare abbattimenti.

Meglio la politica della prevenzione con protezione greggi e della promozione dei prodotti, piuttosto che la politica del fucile!

Article by Massimo Mobliglia president of WWF Italian CH 4.5.2022 La Regione

It is always sad to hear of the death of sheep in our area, with three different cases in the last month and it is also understandable that the demonstration arrived in Piazza of the Government. However, the claims by the breeders should be focused not so much on the use of the rifle as a preventive means but on the allocation of means to concretely implement the protection of flocks, as well as on marketing. We all agree that the products from the Ticino sheep dairy industry are appreciated and that the Ticino population can concretely help this sector by purchasing more of their products, which are more sustainable and practically zero-kilometer.

All parties, including Swiss farmers, have recognized that the presence of the wolf is an indicator of good health of biodiversity, both from the point of view of fauna, for example for the abundance, health and distribution of ungulates, and for example the better health of the woods in particular for the re-growth of the forest which has an essential role in protecting the built-up areas in the mountains.

The three recent cases, as also declared by the UCP, have shown two essential facts: the first that the protection of flocks must be done well and it is useless to set up fences if they are not then electrified and are not complete, while the second is that the individuals who committed the facts probably came from raids from Italy, a fact that highlights how a strategy based on the rifle does nothing but move the problems by a few months, since one wolf dies another one. It must be said that the Canton of Ticino made a noble gesture by reimbursing all breeders even in cases where there were no flock protection measures.

It is therefore now particularly urgent and important that sufficient means are allocated to be able to face the new season to have a better protection of the flocks, but it must also be remembered that the first wolf specimens arrived in Switzerland, in a completely natural way, about twenty years ago. Unfortunately, this simple fact has not been seriously addressed if we find ourselves with most of the unprotected Swiss flocks today. The sheep population that climbs the mountain pastures in the summer is approx. 200,000 heads and only 30,000 are protected see website www.protezionegreggi.ch.

For these reasons, the requests of breeders and their representatives must be focused on financing a whole series of flock protection measures that can mitigate the danger of the wolf but without carrying out culling.

Better the policy of prevention with flock protection and product promotion, rather than the policy of the rifle!

Il lupo giova all’intero ecosistema

Of ecosystems and wolves

Wolves play a very important role for the ecosystem in which they live; in fact, other species largely depend on them in a healthy way. By removing the wolf, the entire ecosystem would change dramatically.

Since 1995, the Americans have reintroduced the wolf to the west of the nation where scientific research has shown that its presence has revitalized and restored the habitat, favoring the repopulation of countless other species of birds, fish and ungulates. The presence of wolves influences the population of its prey, improving the morphology of the territory where the different species live and their movement between region and region.

The wolf hunts for food and without anthropogenic pressure, he kills weak or sick animals allowing the strong and healthy ones to perpetuate the species. The carcasses left by wolves are also food for other carnivorous animals that act as “ecological operators”. The presence of man and his farms has consequently altered the natural balance within an ecosystem where all the components are touched.

We should be able to open our 360 ° vision rather than pity us selves and feel threatened by an animal that also fears man, and with very good reasons! The awareness of the presence of the wolf on our territory and therefore the need to strictly apply everything possible to protect the grazing animals, is a decision that demonstrates wisdom.

Coexistence between humans and predators is possible: it is important to apply adequate protection to your livestock, whether you want with the presence of shepherds or dogs, the use of electrified fences, new surveillance technologies or avoid abandonment of animals in a vague pasture. Another example: in the western American states waving red flags are applied to electrified fences.

The consequence of outdoor farming is that livestock often die from many natural causes, such as exposure to atmospheric agents, diseases or the complications of childbirth. Whenever possible, these carcasses should be removed as they become an easy target for predators. Aid measures for farmers must be strengthened by the Federal Administration, this is a fact, but the application of protective measures must be implemented without delay.

Biodiversity to be protected at all costs * Biodiversità: prima di tutto

NO_inaccettabile_legge_per_l'abbattimento
Biodiversity is the pillar that allows ecosystems to function and we humans to thrive. Without biodiversity in an ecosystem, we would not have the many plants and different animal species that we find on our planet.
The definition of biodiversity should be known to everyone: that is, “biological diversity in an environment as indicated by the number of different species of plants and animals”.
The different plants and animals in an environment interact with the aim of maintaining balance in the ecosystem. These interactions create functioning systems that provide us with food, medicine and new technologies.
Unfortunately, due to human pressure and the spread of “our species” all over the world, we have destroyed and continue to destroy many ecosystems by reducing their biodiversity.
It is therefore a proven fact: visible in many places, with witnesses the reduction of agricultural yields in developing countries and the growing extinction rate of animals.
Climate change has disastrous consequences for all living things on earth, we realize it every day; but man continued to use huge quantities of fossil fuels, which directly cause climate change, as well as continue with the breeding of animals for slaughter.
Each of us can also directly influence climate change, it has been talked about for decades now, albeit with small daily actions.
A government has the power to control what happens to habitats, and to intervene when land use puts the ecosystem and biodiversity at risk.
There are very interesting examples in various countries, where an ecosystem has been restored to its natural state following the reintroduction of a single animal species: the wolf.
I am referring to Yellowstone National Park in the USA, where thanks to this action the ecosystem has been able to regain its original beauty.
Each species (perhaps homo sapiens sapiens is the exception) has its proper place in each ecosystem, but if we intervene by annihilating or exterminating specimens, biodiversity is irreparably ruined.

Lack of information, or untruthful information provided by party groups, can also create animosity and fear. I always refer to the species Lupus lupus (yes, that of the history of Little Red Riding Hood, so to speak).
What will happen given that the Swiss government itself, perhaps due to pressure from certain Lobbies, wants to support and launch a change in the law that aims to annihilate some species of animals?
On 27 September 2020 the amendment of the Hunting Law will be in a federal vote: citizens are given the opportunity to oppose the useless extermination of species (including the swan, the heron, the merganser, the lynx, the beaver…) that will deal a serious blow to biodiversity and the ecosystem.
Wise, thinking of future generations, vote NO and reject this absurd proposal.

PVL_NO_revisione_legge_sulla_caccia

La biodiversità è il pilastro che consente agli ecosistemi di funzionare e a noi umani di prosperare. Senza biodiversità in un ecosistema, non avremmo le molte piante e diverse speci animali che troviamo sul nostro pianeta.
La definizione di biodiversità dovrebbe essere nota a tutti: ovvero è la “diversità biologica in un ambiente come indicato dal numero di diverse specie di piante e di animali”.
Le diverse piante e animali in un ambiente, interagiscono con la finalità di mantenere l’equilibrio nell’ecosistema. Queste interazioni creano sistemi funzionanti che ci forniscono cibo, medicine e nuove tecnologie.
Sfortunatamente, a causa della pressione antropica e la diffusione della “nostra specie” in tutto il mondo, abbiamo distrutto e continuamo a distruggere molti ecosistemi riducendo la loro biodiversità.
È quindi un dato di fatto comprovato: visibile in molti luoghi, con testimoni la riduzione delle rese agricole nei paesi in via di sviluppo e il crescente tasso di estinzione degli animali.
Il cambiamento climatico ha conseguenze disastrose per tutti gli esseri viventi sulla terra, ce ne rendiamo conto ogni giorno; ma l’uomo seguita ad utilizzare enormi quantità di combustibili fossili, che causano direttamente i cambiamenti climatici, come pure si prosegue con l’allevamento di animali da macello.
Ognuno di noi può influire in modo diretto anche sul cambiamento climatico, se ne parla ormai da decenni, seppure con piccole azioni quotidiane.
Un governo ha il potere di controllare ciò avviene agli habitat, e d’intervenire quando lo sfruttamento del territorio mette a rischio l’ecosistema e la biodiversità.
Vi sono esempi molto interessanti in varie nazioni, dove un ecosistema è stato riportato allo stato naurale in seguito alla reintroduzione di un unica specie animale: il lupo.
Mi riferisco al Yellowstone National Park negli USA, dove grazie a quest’azione l’ecosistema ha potuto ritrovare la sua originale bellezza.
Ogni specie (forse l’homo sapiens sapiens è l’eccezzione) ha il suo posto adeguato in ogni ecosistema, ma se interveniamo annientando o sterminando degli esemplari, la biodiversità viene rovinata in modo irrimediabile.

La mancata informazione, o le informazioni non veritiere fornite da gruppi di parte possono inoltre creare animosità e paure. Mi riferisco sempre alla specie Lupus lupus (si, quella della storia di Cappucetto Rosso, per intenderci).
Cosa accadrà visto che lo stesso governo svizzero, forse a causa di pressioni subite da certe Lobby, vuole sostenere e varare una modifica di legge che mira all’annientamento di alcune speci di animali?
Il prossimo 27 settembre la modifica della Legge sulla Caccia sarà in votazione federale: ai cittadini è dato modo 2020 di opporsi all’inutile sterminio di specie (tra le quali anche il cigno, l’airone, lo smergo, la lince, il castoro…) che infliggeranno un duro colpo alla biodiversità ed ecosistema.
Saggio, pensando alle generazioni future, votare di NO e respingere quest’assurda proposta.

Bracconieri: 57mila euro di multa per l’uccisione di un lupo

lupo iberico con cucciolo

In Spagna è stata inflitta una multa di 57.000 € a dei bracconieri condannati per caccia illegale ad un lupo iberico, una sottospecie del Lupo Grigio (canis lupus lupus).

Arriva la prima condanna per la caccia illegale di lupo iberico in Spagna: 57mila euro di multa per i bracconieri che lo hanno ucciso. Inoltre uno dei due cacciatori dovrà scontare sei mesi di carcere e per entrambi ogni attività venatoria è proibita per la durata di tre anni.

In Spagna, questa sentenza storica (la prima in assoluto), sicuramente rappresenta un importante caso di giurisprudenza che fungerà da esempio ad altri Stati Europei. Purtroppo in molte nazioni (anche confinanti con la Svizzera) il lupo è oggetto di malanimi e persecuzioni ingiustificate.

Il prossimo 27 settembre 2020 in Svizzera ci sarà la votazione sulla revisione della legge sulla caccia.

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Qui vedi articolo esplicativo e presa di posizione del presidente WWF della Svizzera italiana.

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Il lupo iberico è a rischio d'estinzione

Seppur all’apparenza sono diversi, cani e lupi hanno nei loro geni molti atteggiamenti comuni.

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In Spain, a fine of € 57,000 was imposed on poachers convicted of illegal hunting of an Iberian wolf, a subspecies of the Gray Wolf (canis lupus lupus).

The first sentence for the illegal hunting (poaching) of an Iberian wolf in Spain amount to 57 thousand euros for the poachers who killed him. In addition, one of the two hunters will have to serve six months in prison and for both of them, hunting is prohibited for three years.

In Spain, this historical sentence (the first ever) certainly represents an important case of jurisprudence which will serve as an example to the other European States. Unfortunately, in many countries (even bordering on Switzerland) the wolf is subject to ill-will and unjustified persecution.

The vote on the revision of the hunting law will take place on 27 September 2020 in Switzerland.

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Here you see an explanatory article and a position taken by the WWF president of Italian-speaking Switzerland (Italian language).

Biodiversità da proteggere * Biodeversity to protect

Referendum contro la legge sulla caccia consegnate 65'000 firme

Cattura

La Regione  25.2.2020

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Anche se la definizione di Ecosistema è un termine relativamente nuovo, in questi ultimi mesi ha assunto un impatto mediatico molto importante.
L’essere umano è strettamente collegato alla Natura, dalla quale dipende per la sua sopravvivenza. Senza un ecosistema sano, non avremmo acqua da bere e aria pulita da respirare.
Ma nessuno ci pensa, almeno fino a quando subentra un’emergenza ed allora ecco che tutti si mobilitano a favore della Natura.
Lo abbiamo visto grazie allo “sciopero per il clima”, o forse ancora di più a seguito dei devastanti incendi che hanno ucciso oltre mezzo miliardo di creature viventi e distrutto territori immensi di foreste e pascoli.
Con l’aumento demografico, l’impatto antropogenico ha avuto effetti devastanti: cicatrici sul pianeta che non sono più sanabili, neppure adottando azioni estreme.
Qui non desidero però toccare temi quali lo “sviluppo sostenibile”, ma preferisco concentrarmi su fattori più semplici che anche un giovanissimo può comprendere.
La biodiversità non solo mantiene un ambiente funzionale dove l’Ecosistema risulta bilanciato e quindi i flussi sono in equilibrio dinamico. Tutti ci ricordiamo d’aver studiato a scuola il “flusso dell’energia” e quello della “catena alimentare”; l’ecosistema è pertanto equilibrato quando ogni elemento è al suo posto e provvede affinché i consumatori primari (erbivori) possano cibarsi del primo anello della catena (piante ecc.) per poi a loro volta essere cacciati dai consumatori secondari, i carnivori.
Ogni anello della catena ha il suo posto preciso, togliamo un anello e le cose iniziano a non funzionare più in modo corretto.
Le varie leggi provvedono affinché la Biodiversità sia protetta, ma cosa accade quando subentrano delle modifiche di legge che infliggono danni alla biodiversità?
Ogni organismo ha il suo posto nella “catena alimentare”, ma se al posto di proteggere delle specie minacciate iniziamo a permettere il loro abbattimento, quali possono essere i risultati?
Prossimamente sarà messa ai voti la riforma della legge sulla caccia che prevede la possibilità di uccidere senza restrizioni animali selvatici quali ad esempio il cigno, il castoro, lo svasso, la lince o il lupo.
Una diminuzione demografica di ognuna di queste specie, avrebbe un impatto su tutto l’Ecosistema producendo quindi ulteriori danni alla Natura già sufficientemente deteriorata.
La Biodiversità ci fornisce molteplici varietà di servizi, fondamentali per la sopravvivenza umana e animale. Diversi organismi sono responsabili del controllo di quelle specie botaniche invasive o dannose, del mantenimento della fertilità del suolo e della purificazione dell’acqua e dell’aria, che a loro volta influiscono in modo diretto anche sul clima.
Dobbiamo quindi essere in grado di pensare oltre i paradigmi obsoleti che vedono certuni animali “pericolosi” e quindi sterminabili a piacere.
È un nostro dovere etico agire in modo tale da non infierire verso la Natura, ma bensì adoperarci per proteggerla e salvaguardarla… per le generazioni future.

(articolo completo, “tagliato” per ragioni di disponibilità)

 

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Although the definition of the Ecosystem is a relatively new term, in recent months it has taken on a very important media impact.
The human being is closely connected to Nature, on which he depends for his survival. Without a healthy ecosystem, we would not have water to drink and clean air to breathe.
But nobody thinks about it, at least until an emergency takes over and then everyone is mobilizing in favor of Nature.
We saw it thanks to the “climate strike”, or perhaps even more as a result of the devastating fires that killed over half a billion living creatures and destroyed immense territories of forests and pastures.
With the increase in population, the anthropogenic impact has had devastating effects: scars on the planet that can no longer be healed, even by adopting extreme actions.
Here, however, I don’t want to touch on issues such as “sustainable development”, but I prefer to focus on simpler factors that even a very young person can understand.
Biodiversity not only maintains a functional environment where the ecosystem is balanced and therefore the flows are in dynamic equilibrium. We all remember having studied the “energy flow” and that of the “food chain” at school; the ecosystem is therefore balanced when each element is in place and ensures that primary consumers (herbivores) can feed on the first link in the chain (plants etc.) and then, in turn, be hunted by secondary consumers, the carnivores.
Each ring in the chain has its precise place, we remove a ring and things start not working properly anymore.
The various laws ensure that Biodiversity is protected, but what happens when changes to the law take place which inflicts damage on biodiversity?
Each organism has its place in the “food chain”, but if instead of protecting endangered species we begin to allow their killing, what can be the results?
The reform of the hunting law (Switzerland) will soon be put to the vote, which provides for the possibility of killing wild animals such as the swan, beaver, grebe, lynx or wolf without restrictions.
A demographic decrease in each of these species would have an impact on the entire ecosystem, thus producing further damage to nature that has already deteriorated sufficiently.
Biodiversity provides us with multiple varieties of services, fundamental for human and animal survival. Different organisms are responsible for controlling those invasive or harmful botanical species, maintaining soil fertility and purifying water and air, which in turn also directly affect the climate.
We must, therefore, be able to think beyond the obsolete paradigms that see certain “dangerous” animals and therefore exterminable at will.
It is our ethical duty to act in such a way as not to rage towards Nature, but rather to work to protect and safeguard it… for future generations.

 

Un lupo di nome Romeo…

Questa è una storia vera e molto toccante. Immagini significative che raccontano l’amicizia di un lupo con animali e persone della cittadina di Juneau in Alaska. Ma come ogni storia “speciale”, purtroppo, il dolore ne è parte…

This is a true and very touching story. Significant images that tell of the friendship of a wolf with animals and people from the town of Juneau in Alaska. But like any “special” story, unfortunately, the pain is part of it…