Abbiamo rubato il loro territorio, la loro casa…

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Con quasi certezza, quand’eravate bambini, la vostra mamma o la nonna vi avrà raccontato la fiaba “Cappuccetto rosso”…
Di certo, lupus in fabula, ha portato dei terribili preconcetti verso questo animale di per sé poco diverso dall’amico fedele dell’uomo: il cane.
Da secoli, questa povera creatura è stata cacciata e perseguitata, utilizzando ogni pretesto.
A poco a poco l’uomo ha “rubato” il suo territorio, nulla di nuovo, in effetti ciò sta accadendo in questo preciso istante in ogni angolo del pianeta Terra mentre centinaia di specie animali si estinguono.
Quanto di più scioccante, nella nostra piccola nazione così tanto cosmopolita e d’apertura mentale, ci sono  persone che “sostengono l’eliminazione radicale di ogni grande predatore (lupo, lince, orso) sul territorio svizzero”.
Al momento attuale, il lupo è un animale protetto e pertanto non può essere ucciso.

Berna, 26 maggio 2016 – La Commissione dell’Ambiente del Consiglio nazionale (CAPTE-N) raccomanda di non più considerare il lupo un animale strettamente protetto e chiede di poterlo cacciare. Non vi è ancora stata una votazione alle camere federali… 

Purtroppo i fatti accaduti in queste ultime settimane (l’uccisione da parte di lupi di diverse pecore in greggi non custoditi), ha fatto tornare alla ribalta la questione scatenando l’indignazione di parecchi trogloditi che vorrebbero ora sterminarli.
Ma questa non è la soluzione in quanto agire in questo modo non è eticamente corretto, neppure se fosse supportato da una modifica di legge.

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Vi sono diversi studi che si sono chinati sul problema della protezione delle greggi e le soluzioni sono diverse: ad esempio i cani pastori maremmani abruzzesi oppure anche il lama, camelide originario del Sud America.
Proprio in Ticino vi sono un paio di aziende che utilizzano questo animale con eccellenti risultati: non hanno mai avuto il loro gregge aggredito dai lupi. Certo va sottolineato che gli ovini assaliti dal lupo erano in un gregge NON custodito, per gli allevatori è certamente più facile (e meno costoso) lasciare le pecore allo sbaraglio in quanto un pastore oppure dei cani sono un investimento finanziario non trascurabile.

lama

In un articolo (Copyright: Susanna Petrone) del WWF Svizzera  del 2015, si riferisce che nel nostro paese vivono tra i 25 e i 30 lupi. Il branco non era cresciuto, visto che 11 esemplari erano stati abbattuti (inclusi due esemplari uccisi dai bracconieri).
Il lupo, come tutti i predatori, è un regolatore naturale della selvaggina. La sua presenza è una chance per agricoltura e viticoltura. Infatti l’abbandono di vaste aree alpine da parte dell’uomo, ha creato le condizioni per la crescita delle popolazioni di animali selvatici.
Di conseguenza ci troviamo ora confrontati con un numero elevato di ungulati che causano danni a boschi, colture e vigneti.
È però anche sì doveroso ricordare che ritorno del lupo (dovrebbe) costringe(re) gli allevatori di ovini a sorvegliare meglio le loro greggi e a controllare di più i pascoli. Il pascolo libero, ossia la pratica di far trascorrere l’estate agli ovini in montagna senza sorveglianza, è un fenomeno relativamente nuovo, che per gli animali allevati non presenta solo vantaggi. Infatti, dei circa 200 mila ovini presenti in montagna – e non custoditi -, ogni anno circa 4 mila perdono la vita a causa di malattia e cadute. Mentre meno del 10% delle morti è riconducibile a grandi predatori.
Il lupo obbliga gli allevatori a ripensare le proprie abitudini e contribuisce a una gestione più sostenibile degli ovini. E, per quanto possa sembrare paradossale, salva la vita a centinaia di animali.

Possiamo imparare a convivere con questi animali selvaggi ai quali l’uomo, da secoli, ruba il territorio, costruendo ai limitar delle zone da essi popolate.
Altro esempio dell’insensibilità umana, questa sottostante è una statistica, e per quanto mi arrovelli il cervello… le volpi non attaccano i greggi e neppure l’uomo… forse fanno razia di galline e uova nei pollai (quelli ecologici dove i poveri pollastri vivono in libertà poiché le volpi di certo non entrerebbero nelle “fabbriche di pollame da macello”). Allora ditemi, perché nel 2015 solo in Svizzera sono state uccise 25.000 volpi (quelle dichiarate) e chissà quante altre da bracconieri.

Animali uccisi   (killed animals)
Capriolo    (deer) 42 623
Volpe         (fox)
24 495  
Camoscio    (chamois) 11 719

Fonte: UFAM – Statistica federale della caccia  (Svizzera)

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