Biodiversity to be protected at all costs * Biodiversità: prima di tutto

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Biodiversity is the pillar that allows ecosystems to function and we humans to thrive. Without biodiversity in an ecosystem, we would not have the many plants and different animal species that we find on our planet.
The definition of biodiversity should be known to everyone: that is, “biological diversity in an environment as indicated by the number of different species of plants and animals”.
The different plants and animals in an environment interact with the aim of maintaining balance in the ecosystem. These interactions create functioning systems that provide us with food, medicine and new technologies.
Unfortunately, due to human pressure and the spread of “our species” all over the world, we have destroyed and continue to destroy many ecosystems by reducing their biodiversity.
It is therefore a proven fact: visible in many places, with witnesses the reduction of agricultural yields in developing countries and the growing extinction rate of animals.
Climate change has disastrous consequences for all living things on earth, we realize it every day; but man continued to use huge quantities of fossil fuels, which directly cause climate change, as well as continue with the breeding of animals for slaughter.
Each of us can also directly influence climate change, it has been talked about for decades now, albeit with small daily actions.
A government has the power to control what happens to habitats, and to intervene when land use puts the ecosystem and biodiversity at risk.
There are very interesting examples in various countries, where an ecosystem has been restored to its natural state following the reintroduction of a single animal species: the wolf.
I am referring to Yellowstone National Park in the USA, where thanks to this action the ecosystem has been able to regain its original beauty.
Each species (perhaps homo sapiens sapiens is the exception) has its proper place in each ecosystem, but if we intervene by annihilating or exterminating specimens, biodiversity is irreparably ruined.

Lack of information, or untruthful information provided by party groups, can also create animosity and fear. I always refer to the species Lupus lupus (yes, that of the history of Little Red Riding Hood, so to speak).
What will happen given that the Swiss government itself, perhaps due to pressure from certain Lobbies, wants to support and launch a change in the law that aims to annihilate some species of animals?
On 27 September 2020 the amendment of the Hunting Law will be in a federal vote: citizens are given the opportunity to oppose the useless extermination of species (including the swan, the heron, the merganser, the lynx, the beaver…) that will deal a serious blow to biodiversity and the ecosystem.
Wise, thinking of future generations, vote NO and reject this absurd proposal.

PVL_NO_revisione_legge_sulla_caccia

La biodiversità è il pilastro che consente agli ecosistemi di funzionare e a noi umani di prosperare. Senza biodiversità in un ecosistema, non avremmo le molte piante e diverse speci animali che troviamo sul nostro pianeta.
La definizione di biodiversità dovrebbe essere nota a tutti: ovvero è la “diversità biologica in un ambiente come indicato dal numero di diverse specie di piante e di animali”.
Le diverse piante e animali in un ambiente, interagiscono con la finalità di mantenere l’equilibrio nell’ecosistema. Queste interazioni creano sistemi funzionanti che ci forniscono cibo, medicine e nuove tecnologie.
Sfortunatamente, a causa della pressione antropica e la diffusione della “nostra specie” in tutto il mondo, abbiamo distrutto e continuamo a distruggere molti ecosistemi riducendo la loro biodiversità.
È quindi un dato di fatto comprovato: visibile in molti luoghi, con testimoni la riduzione delle rese agricole nei paesi in via di sviluppo e il crescente tasso di estinzione degli animali.
Il cambiamento climatico ha conseguenze disastrose per tutti gli esseri viventi sulla terra, ce ne rendiamo conto ogni giorno; ma l’uomo seguita ad utilizzare enormi quantità di combustibili fossili, che causano direttamente i cambiamenti climatici, come pure si prosegue con l’allevamento di animali da macello.
Ognuno di noi può influire in modo diretto anche sul cambiamento climatico, se ne parla ormai da decenni, seppure con piccole azioni quotidiane.
Un governo ha il potere di controllare ciò avviene agli habitat, e d’intervenire quando lo sfruttamento del territorio mette a rischio l’ecosistema e la biodiversità.
Vi sono esempi molto interessanti in varie nazioni, dove un ecosistema è stato riportato allo stato naurale in seguito alla reintroduzione di un unica specie animale: il lupo.
Mi riferisco al Yellowstone National Park negli USA, dove grazie a quest’azione l’ecosistema ha potuto ritrovare la sua originale bellezza.
Ogni specie (forse l’homo sapiens sapiens è l’eccezzione) ha il suo posto adeguato in ogni ecosistema, ma se interveniamo annientando o sterminando degli esemplari, la biodiversità viene rovinata in modo irrimediabile.

La mancata informazione, o le informazioni non veritiere fornite da gruppi di parte possono inoltre creare animosità e paure. Mi riferisco sempre alla specie Lupus lupus (si, quella della storia di Cappucetto Rosso, per intenderci).
Cosa accadrà visto che lo stesso governo svizzero, forse a causa di pressioni subite da certe Lobby, vuole sostenere e varare una modifica di legge che mira all’annientamento di alcune speci di animali?
Il prossimo 27 settembre la modifica della Legge sulla Caccia sarà in votazione federale: ai cittadini è dato modo 2020 di opporsi all’inutile sterminio di specie (tra le quali anche il cigno, l’airone, lo smergo, la lince, il castoro…) che infliggeranno un duro colpo alla biodiversità ed ecosistema.
Saggio, pensando alle generazioni future, votare di NO e respingere quest’assurda proposta.

Biodiversità da proteggere

5.8.2020_La_Regione

 

BIODIVERSITA’ DA PROTEGGERE (AD OGNI COSTO)

La biodiversità è il pilastro che consente agli ecosistemi di funzionare e a noi esseri umani di prosperare. Senza biodiversità in un ecosistema, non avremmo le molte piante e diverse specie di animali che troviamo sul nostro pianeta. Esse interagiscono con la finalità di mantenere l’equilibrio nell’ecosistema, creando sistemi funzionanti che ci forniscono cibo, medicine e nuove tecnologie.
Sfortunatamente, a causa della pressione antropica in tutto il mondo, abbiamo distrutto e continuiamo a distruggere molti ecosistemi riducendone la biodiversità. È un dato di fatto comprovato e visibile in molti luoghi, con testimoni la riduzione della resa agricola nei paesi in via di sviluppo e il crescente tasso di estinzione degli animali.
Un governo ha il potere di controllare ciò avviene agli habitat, e il dovere d’intervenire quando lo sfruttamento del territorio mette a rischio l’ecosistema e la biodiversità. Vi sono esempi molto interessanti in varie nazioni, dove un ecosistema è stato riportato allo stato naturale in seguito alla reintroduzione di un’unica specie animale: il lupo. Mi riferisco al Yellowstone National Park negli USA, dove grazie a quest’azione l’ecosistema ha potuto ritrovare la sua originale bellezza.
Ogni specie, ad eccezione dell’homo sapiens sapiens, ha il suo specifico posto in ogni ecosistema, ma se interveniamo annientando o sterminando degli esemplari, la biodiversità viene rovinata in modo irrimediabile. La mancata informazione, o le informazioni non veritiere fornite da gruppi di parte possono inoltre creare animosità e paure recondite.
Cosa accadrà visto che lo stesso governo svizzero, a causa di pressioni subite da certe Lobby, ha promosso una modifica di legge che mira all’annientamento di alcune specie di animali?
Il prossimo 27 settembre la modifica della Legge sulla caccia sarà in votazione federale: ai cittadini è dato modo di opporsi all’inutile sterminio di specie (tra le quali anche il cigno, l’airone, lo smergo, la lince, il castoro…) che infliggerebbero un duro colpo alla biodiversità e agli ecosistemi.
Saggio, pensando alle generazioni future, votare di NO e respingere quest’assurda proposta.

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BIODIVERSITY TO PROTECT (AT EVERY COST)

Biodiversity is the pillar that allows ecosystems to function and us humans to thrive. Without biodiversity in an ecosystem, we would not have the many plants and different species of animals that we find on our planet. They interact with the aim of maintaining balance in the ecosystem, creating functioning systems that provide us with food, medicine and new technologies.
Unfortunately, due to human pressure worldwide, we have destroyed and continue to destroy many ecosystems by reducing their biodiversity. This is a proven fact and visible in many places, with witnesses to the reduction of agricultural yield in developing countries and the growing extinction rate of animals.
A government has the power to control this happens to habitats, and the duty to intervene when the exploitation of the territory puts the ecosystem and biodiversity at risk. There are very interesting examples in various countries, where an ecosystem has been restored to its natural state following the reintroduction of a single animal species: the wolf. I am referring to Yellowstone National Park in the USA, where thanks to this action the ecosystem has been able to regain its original beauty.
Each species, with the exception of homo sapiens sapiens, has its specific place in each ecosystem, but if we intervene by annihilating or exterminating specimens, biodiversity is irreparably ruined. The lack of information, or the untruthful information provided by party groups, can also create hidden animosities and fears.
What will happen given that the Swiss government itself, due to pressure from certain Lobbies, has promoted a change in the law aimed at the annihilation of some species of animals?
On 27 September the amendment of the Hunting Law will be in a federal vote: citizens are given the opportunity to oppose the useless extermination of species (including the swan, the heron, the merganser, the lynx, the beaver…) that would deal a severe blow to biodiversity and ecosystems.
Wise, thinking of future generations, vote NO and reject this absurd proposal.

Biodiversità da proteggere * Biodeversity to protect

Referendum contro la legge sulla caccia consegnate 65'000 firme

Cattura

La Regione  25.2.2020

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Anche se la definizione di Ecosistema è un termine relativamente nuovo, in questi ultimi mesi ha assunto un impatto mediatico molto importante.
L’essere umano è strettamente collegato alla Natura, dalla quale dipende per la sua sopravvivenza. Senza un ecosistema sano, non avremmo acqua da bere e aria pulita da respirare.
Ma nessuno ci pensa, almeno fino a quando subentra un’emergenza ed allora ecco che tutti si mobilitano a favore della Natura.
Lo abbiamo visto grazie allo “sciopero per il clima”, o forse ancora di più a seguito dei devastanti incendi che hanno ucciso oltre mezzo miliardo di creature viventi e distrutto territori immensi di foreste e pascoli.
Con l’aumento demografico, l’impatto antropogenico ha avuto effetti devastanti: cicatrici sul pianeta che non sono più sanabili, neppure adottando azioni estreme.
Qui non desidero però toccare temi quali lo “sviluppo sostenibile”, ma preferisco concentrarmi su fattori più semplici che anche un giovanissimo può comprendere.
La biodiversità non solo mantiene un ambiente funzionale dove l’Ecosistema risulta bilanciato e quindi i flussi sono in equilibrio dinamico. Tutti ci ricordiamo d’aver studiato a scuola il “flusso dell’energia” e quello della “catena alimentare”; l’ecosistema è pertanto equilibrato quando ogni elemento è al suo posto e provvede affinché i consumatori primari (erbivori) possano cibarsi del primo anello della catena (piante ecc.) per poi a loro volta essere cacciati dai consumatori secondari, i carnivori.
Ogni anello della catena ha il suo posto preciso, togliamo un anello e le cose iniziano a non funzionare più in modo corretto.
Le varie leggi provvedono affinché la Biodiversità sia protetta, ma cosa accade quando subentrano delle modifiche di legge che infliggono danni alla biodiversità?
Ogni organismo ha il suo posto nella “catena alimentare”, ma se al posto di proteggere delle specie minacciate iniziamo a permettere il loro abbattimento, quali possono essere i risultati?
Prossimamente sarà messa ai voti la riforma della legge sulla caccia che prevede la possibilità di uccidere senza restrizioni animali selvatici quali ad esempio il cigno, il castoro, lo svasso, la lince o il lupo.
Una diminuzione demografica di ognuna di queste specie, avrebbe un impatto su tutto l’Ecosistema producendo quindi ulteriori danni alla Natura già sufficientemente deteriorata.
La Biodiversità ci fornisce molteplici varietà di servizi, fondamentali per la sopravvivenza umana e animale. Diversi organismi sono responsabili del controllo di quelle specie botaniche invasive o dannose, del mantenimento della fertilità del suolo e della purificazione dell’acqua e dell’aria, che a loro volta influiscono in modo diretto anche sul clima.
Dobbiamo quindi essere in grado di pensare oltre i paradigmi obsoleti che vedono certuni animali “pericolosi” e quindi sterminabili a piacere.
È un nostro dovere etico agire in modo tale da non infierire verso la Natura, ma bensì adoperarci per proteggerla e salvaguardarla… per le generazioni future.

(articolo completo, “tagliato” per ragioni di disponibilità)

 

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Although the definition of the Ecosystem is a relatively new term, in recent months it has taken on a very important media impact.
The human being is closely connected to Nature, on which he depends for his survival. Without a healthy ecosystem, we would not have water to drink and clean air to breathe.
But nobody thinks about it, at least until an emergency takes over and then everyone is mobilizing in favor of Nature.
We saw it thanks to the “climate strike”, or perhaps even more as a result of the devastating fires that killed over half a billion living creatures and destroyed immense territories of forests and pastures.
With the increase in population, the anthropogenic impact has had devastating effects: scars on the planet that can no longer be healed, even by adopting extreme actions.
Here, however, I don’t want to touch on issues such as “sustainable development”, but I prefer to focus on simpler factors that even a very young person can understand.
Biodiversity not only maintains a functional environment where the ecosystem is balanced and therefore the flows are in dynamic equilibrium. We all remember having studied the “energy flow” and that of the “food chain” at school; the ecosystem is therefore balanced when each element is in place and ensures that primary consumers (herbivores) can feed on the first link in the chain (plants etc.) and then, in turn, be hunted by secondary consumers, the carnivores.
Each ring in the chain has its precise place, we remove a ring and things start not working properly anymore.
The various laws ensure that Biodiversity is protected, but what happens when changes to the law take place which inflicts damage on biodiversity?
Each organism has its place in the “food chain”, but if instead of protecting endangered species we begin to allow their killing, what can be the results?
The reform of the hunting law (Switzerland) will soon be put to the vote, which provides for the possibility of killing wild animals such as the swan, beaver, grebe, lynx or wolf without restrictions.
A demographic decrease in each of these species would have an impact on the entire ecosystem, thus producing further damage to nature that has already deteriorated sufficiently.
Biodiversity provides us with multiple varieties of services, fundamental for human and animal survival. Different organisms are responsible for controlling those invasive or harmful botanical species, maintaining soil fertility and purifying water and air, which in turn also directly affect the climate.
We must, therefore, be able to think beyond the obsolete paradigms that see certain “dangerous” animals and therefore exterminable at will.
It is our ethical duty to act in such a way as not to rage towards Nature, but rather to work to protect and safeguard it… for future generations.

 

Il referendum contro la nuova Legge sulla caccia è indispensabile

Mentre il mondo sta affrontando la crisi climatica e la diminuzione della biodiversità, il Parlamento svizzero abbandona la protezione delle specie. La discussione iniziata per facilitare la regolazione del lupo si è ora spinta ben oltre, minando le fondamenta della protezione delle specie. Per questo Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera e zooschweiz lanciano oggi il Referendum contro questa legge inaccettabile.

Biber frisst

Una delle ultime decisioni prese durante questa legislatura è la revisione della “Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici” (LCP). Urs Leugger-Eggimann, segretario centrale di Pro Natura e presidente dell’associazione promotrice del referendum, afferma: “Questa legge inaccettabile minaccia gravemente la protezione delle specie tramite il trasferimento di competenze dalla Confederazione ai Cantoni (secondo noi chiaramente contrario alla Costituzione). Inoltre, l’abbattimento preventivo e una lista di specie regolabili che il Consiglio federale potrà cambiare a piacimento senza consultare il Parlamento”.

La Svizzera è al primo posto in quanto a specie minacciate

Una grande diversità di specie rende gli ecosistemi stabili. In futuro questa stabilità sarà sempre più in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. La nuova legge sulla caccia sarebbe stata una buona occasione per aiutare la biodiversità. Ora però, invece di proteggere meglio le specie, sarà possibile abbattere gli animali protetti addirittura preventivamente – semplicemente perché esistono.
«In Svizzera un terzo delle specie è minacciato», spiega Océane Dayer, responsabile politica presso WWF Svizzera. «Con queste cifre siamo al deprecabile primo posto tra i 36 paesi membri OCSE». Anna Baumann, direttrice del Parco faunistico Goldau e presidente di zooschweiz, sottolinea l’importanza che riveste la protezione delle specie anche nel contesto internazionale. La protezione delle specie è effettiva solo se oltrepassa i confini. Anche per questo Baumann afferma che: «Come associazione mantello degli zoo svizzeri gestiti in modo scientifico siamo convinti che per la maggior parte dei visitatori dei nostri parchi zoologici questa legge scellerata sia inaccettabile».

Legalmente discutibile, una lotta in Parlamento
Riguardo alla protezione delle specie, la Costituzione federale conferisce alla Confederazione non solo il potere legislativo, ma anche la responsabilità. Per David Gerke, presidente di Gruppo Lupo Svizzera, questa è una grave mancanza della revisione: «La responsabilità della Confederazione viene affidata ai Cantoni. A causa delle differenti opinioni riguardo alla protezione delle specie, si rischia che l’applicazione di questo principio risulti molto diversa tra un cantone e l’altro”. Werner Müller, direttore di BirdLife Svizzera, ricorda che l’attuale LCP fu accettata nel 1986 all’unanimità dal Consiglio nazionale e con solo due contrari dal Consiglio degli Stati. «L’attuale LCP è un buon compromesso tra caccia e protezione. La nuova, inaccettabile legge è invece il contrario. La revisione è stata un tira e molla, una lotta che ha allontanato la LCP dagli obiettivi legati alla protezione». Il Consiglio federale ha sottoposto alla procedura di consultazione quanto avviato con la mozione Engler per la regolazione facilitata del lupo proponendo ben 23 modifiche. Non è chiaro chi trarrà vantaggio dalla nuova LCP. Secondo Müller «Sicuramente non la caccia, che dalla revisione non ottiene praticamente niente. E di sicuro neanche la natura».

Rispedita al mittente
La revisione distrugge completamente la linea chiara e i compromessi intelligenti che hanno permesso alla LCP originaria di ottenere un ampio consenso tra cacciatori, agricoltori, amministrazioni della caccia, ambientalisti e popolazione. Se il progetto verrà respinto in una votazione popolare, le disposizioni della mozione Engler potrebbero venire inserite velocemente con una piccola revisione. «Il Consiglio federale potrà poi chiarire accuratamente la necessità d’intervento in tutti i punti e anche approfittare di questa possibilità per favorire la biodiversità», afferma Leugger-Eggimann, riassumendo la necessità evidente di lanciare il referendum. «L’inaccettabile LCP indebolisce la protezione delle specie, invece di rafforzarla – per questo la rispediamo al mittente».

Contatti:
Pro Natura TI, Christian Bernasconi, 079 262 16 51, christian.bernasconi@pronatura.ch
WWF Svizzera, Susanna Petrone, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch

In Ticino, intanto, si è formato il comitato del referendum, che parte oggi con la raccolta delle firme. Per ulteriori informazioni scrivete alla seguente email: joanna.schoenenberger@wwf.ch

BirdLife Svizzera: Werner Müller, direttore, 079 448 80 36, werner.mueller@birdlife.ch
Gruppe Wolf Schweiz: David Gerke, presidente, 079 305 46 57, david.gerke@gruppe-wolf.ch
zooschweiz: Anna Baumann, presidente, direttrice Parco naturale e faunistico Goldau, 041 859 06 10, anna.baumann@tierpark.ch
Internet: scarica qui il foglio del referendum per la raccolta delle firme

Conferenza delle sezioni WWF 2018

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Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

 

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.

Lupo, castoro e lince… ora facili prede nel mirino del cacciatore

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Non più specie “strettamente protetta”, ma solamente “protetta”. Il Consiglio degli Stati ha deciso martedì che sarà più facile abbattere i lupi, declassandone il grado di protezione. Con 29 voti contro 14 è stata respinta una proposta della sinistra di rinviare al Governo la modifica della legge federale sulla caccia. La revisione – di cui ora è in corso l’esame di dettaglio – prevede che la regolazione degli effettivi di alcune specie protette possa essere facilitata, al fine di impedire grossi danni o pericoli per l’uomo.

I Cantoni non saranno quindi più obbligati a provare un danno concreto. Previa consultazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), potranno effettuare “interventi regolatori negli effettivi” non soltanto per i lupi, ma anche per talune altre specie protette che sono fonte di controversie. Tra queste figurano lo stambecco e il cigno reale.

“Si direbbe quasi che la Svizzera abbia un solo problema: il lupo”, ha dichiarato la ministra dell’ambiente Doris Leuthard.

Si attende ora il lancio del referendum da parte delle associazioni animaliste.

 

https://www.rsi.ch/news/svizzera/Lupo-attento-alluomo-10549436.html

 

No longer “strictly protected”, but only “protected” species. The Council of States has decided on Tuesday that it will be easier to break down the wolves, downgrading their degree of protection. With 29 votes against 14 a proposal by the left to postpone to the Government the amendment of the federal hunting law was rejected. The review – which is now undergoing a detailed examination – provides that the regulation of the members of certain protected species can be facilitated, in order to prevent major damage or danger to humans.

The cantons will therefore no longer be obliged to prove concrete damage. After consulting the Federal Office for the Environment (FOEN), they will be able to carry out “regulatory interventions in the field” not only for wolves, but also for certain other protected species that are a source of controversy. These include the ibex and the mute swan.

“It would almost seem that Switzerland has only one problem: the wolf,” said environment minister Doris Leuthard.

The launch of the referendum by animal welfare associations is now awaited.