Fighting for them: the creatures without voice

August 26th, 2020      Corriere del Ticino

 

The global extinction of many species of flora and fauna, or a reduction / loss of the same in a specific natural environment, can be a temporary or permanent phenomenon depending on the situation. In the case of deforestation, the disappearance of the habitat of many species, without the possibility of restoration, generates an irreversible loss of biodiversity.
Small changes within a balanced ecosystem can have a dramatic influence on the food chain that would lead to a reduction in biodiversity. This, in turn, leads to reduced ecosystem services and ultimately poses an immediate danger to food security, even to humanity itself.
Currently, the global loss of biodiversity is estimated to be between 100 and 1000 times greater than it naturally occurs, and worse, a further increase due to anthropogenic pressure is expected. About 70% of the loss is caused by agriculture alone. 1/3 of the cultivable area of ​​our planet is used for crops and for grazing livestock, therefore largely destined for the breeding of “slaughter meat”.
The relative deforestation to increase forage production, monocultures and urbanization are man-made, and not always for vital reasons.
Added to this is the greenhouse effect mainly caused by agriculture which in addition to destroying biodiversity by converting natural habitats into “intensive cultivation systems”, uses highly polluting agents such as pesticides or fertilizers that contaminate the air and soil.
And so far, I think most readers are aware that the danger is imminent, despite the / negativists, / who still claim that all is well, continuing to follow a disrespectful lifestyle towards the problem that is collective.
We are in a democratic country, where freedom of thought (and writing) is given to each of us.
My obstinacy in trying to get a specific message across obviously creates resentment and grudges. We are not all tuned to the same wave, and there are many “vibrations”, however I can only invoke common sense and the fundamental awareness that each of us should do. Each of us can change our “ecological footprint” by reducing or eliminating, for example, the consumption of animal products, or by preferring the use of public or non-polluting transport. For many it is easy, for others more difficult but not impossible.
In this context, we must also in Switzerland safeguard the different ecosystems and biodiversity, allowing all the species that populate our plains, mountains and plateaus, to coexist as Nature itself foresees, giving each other their own space.
Given the above, we cannot accept an amendment to the Hunting Law which will provide the Federal Government with “carte blanche” or the ability to modify the list of protected animals at will (for example, lynx and beaver, given the favorable votes of the commissions) and without more faculty to intervene by means of popular votes.
Unfortunately, the trade associations are making a big anti-wolf propaganda, bringing up every possible absurdity and trying to convince the people to carry out a wicked act by approving the amendment of the law. It should be emphasized that the current content of the law already provides for the elimination of problematic wolf specimens.
Considering that the attempt to restore the atavistic fears towards the Bad Wolf did not work, some people have begun to take it out on the protection dogs of the herds but failing to provide true information and trying to pass a single message: let’s kill all the great predators that are dangerous.

I am of the opinion that it is important to provide correct information, not to provide misleading information with an attempt to confuse the reader. Shouldn’t moral righteousness be above one’s interests?

Like many other citizens, I defend our ecosystem, Nature with flora and fauna, as we wish to bequeath to the next generations a livable world, where everything has its living space… already very limited due to the presence of Man.

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Lottando per loro: le creature senza voce

L’estinzione a livello globale di molte specie di flora e fauna, oppure una riduzione/perdita delle stesse in un preciso ambiente naturale, può essere un fenomeno temporaneo o permanente a differenza della situazione. Nel caso di deforestazione, la scomparsa dell’habitat di molte specie, senza una possibilità di ripristino, genera una perdita irreversibile della biodiversità.
Piccoli cambiamenti all’interno di un ecosistema equilibrato, possono avere un’influenza drammatica sulla catena alimentare che porterebbe ad una riduzione della biodiversità. Questo, a sua volta, conduce a servizi ecosistemici ridotti e alla fine rappresenta un pericolo immediato per la sicurezza alimentare, anche per l’Umanità stessa.
Attualmente, la perdita globale della biodiversità è stimata tra le 100 e 1000 volte superiore di quanto non occorra in modo naturale, e peggio, è previsto un ulteriore aumento causato dalla pressione antropica. Circa il 70% della perdita è causato dalla sola agricoltura. 1/3 della superficie coltivabile del nostro pianeta è utilizzato per le colture e per il pascolo di bestiame, quindi in gran parte destinato all’allevamento di “carne da macello”.
La relativa deforestazione per accrescere la produzione di foraggio, le monoculture e l’urbanizzazione sono originate dall’uomo, e non sempre per ragioni vitali.
Si aggiunge l’effetto serra principalmente causato dall’agricoltura la quale oltre a distruggere la biodiversità convertendo gli habitat naturali in “sistemi di coltivazione intensiva”, utilizza agenti fortemente inquinanti quali pesticidi o fertilizzanti che contaminano l’aria ed il suolo.
E fin qui, penso che la maggior parte dei lettori sia consapevole che il pericolo è imminente, malgrado i /negativisti,/ che ancora affermano che tutto va bene, continuando a seguire uno stile di vita irriguardoso nei confronti della problematica che è collettiva.
Siamo in un paese democratico, dove la libertà di pensiero (e di scrittura) è data ad ognuno di noi.
La mia ostinazione nel cercare di far passare un messaggio specifico, evidentemente, crea astio e rancori. Non tutti siamo sintonizzati sulla stessa onda, e di “vibrazioni” ve ne sono tante, comunque posso unicamente invocare il buonsenso e la fondamentale presa di coscienza che ognuno di noi dovrebbe fare. Ognuno di noi può cambiare la propria “impronta ecologica” riducendo o azzerando ad esempio il consumo di prodotti animali, o prediligendo l’utilizzo di trasporti pubblici o non inquinanti. Per molti è facile, per altri più difficile ma non impossibile.
In questo contesto, dobbiamo anche in Svizzera salvaguardare i diversi ecosistemi e la biodiversità, permettendo a tutte le specie che popolano le nostre pianure, montagne e altipiani, di coesistere come la stessa Natura prevede, fornendo gli uni agli altri il proprio spazio.
Visto quanto sopra, non possiamo accettare una modifica della Legge sulla Caccia che fornirà al Governo federale “carta bianca” ovvero la possibilità di modificare la lista degli animali protetti a piacimento (ad esempio lince e castoro, visto i voti favorevoli delle commissioni) e senza più facoltà di intervento per mezzo di votazioni popolari.
Purtroppo le associazioni di categoria stanno facendo una grossa propaganda anti-lupo, tirando in ballo ogni assurdità possibile e cercando di convincere il popolo a compiere un atto scellerato approvando la modifica della legge. Va sottolineato che l’attuale contenuto della Legge già prevede l’eliminazione di esemplari di lupo problematici.
Considerando che il tentativo di ripristinare le ataviche paure nei confronti del Lupo Cattivo non sono funzionate, alcune persone hanno iniziato a prendersela con i cani da protezione delle greggi omettendo però di fornire informazioni vere e cercando di far passare un messaggio univoco: ammazziamo tutti i grandi predatori che sono pericolosi.

Sono dell’avviso che è importante un’informazione corretta, non fornire notizie fuorvianti con il tentativo di confondere chi legge. La rettitudine morale non dovrebbe essere al di sopra dei propri interessi?

Come molti altri cittadini, difendo il nostro ecosistema, la Natura con flora e fauna, poiché desideriamo lasciare in eredità alle prossime generazioni un mondo vivibile, dove ogni cosa ha il suo spazio vitale… già molto ridotto a causa della presenza dell’Uomo.

Let’s mobilize to prevent the slaughter of animals * mobilitiamoci per impedire stragi di animali

articolo_CG_La_regione 12.08.2020

Articolo del 12.8.2020 su La Regione

 

In Switzerland, there is an open battle against environmentalists and protectors of fauna & flora.
Unfortunately many people, alas poorly informed and tied to medieval archetypes, allow themselves to be duped by a propaganda that aims to accept a revision of the hunting law. I have already talked about it previously, a revision that would allow the killing of “big predators” (for example, wolves, bears, lynxes) just because they approach an inhabited area… But not only: the herons annoy the fishermen because they feed on fish, the beavers build their dams by flooding cultivated fields, the swans get too close to the beaches with bathers.
In short, where Man has his interests, animals should not be there.
What to do? The change in the law will allow for a bloody extermination, and hunters (and gun makers) will be gloating.

 

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This is the translation of a derogatory article against the “protectors of Nature”.

It is really true that apples never fall far from the tree: if I remember correctly, Mr. Berta, who wrote the article of 5.8.2020 “Wolf, predations and true solutions”, or “I am the champion in wanting to inflict a new blow to ecosystems ”, he was also coordinator of the committee against the creation of the Locarnese National Park. His view is obviously anti-nature.
He accuses those who oppose the amendment of the Hunting Law (LCP) to be voted on on 27.9.2020 as “lack of intellectual honesty that is subordinated to an ideological battle of principle”.
Dear Mr. Berta, one really wonders the value of some of your statements, thrown there to glorify the idea that allowing the killing of protected species is an advantage for humanity, while the protectors of Fauna & Flora show, how do you define a “purely fundamentalist attitude that presents no rational basis for argument” except “fanaticism”? The “fanatics” (myself for instance) safeguard Nature and its creatures, providing scientific arguments with transparency, proven by in-depth studies, made by biologists and ecologists. They do not exploit statistics at will, and they do not raise their voices in the most varied areas to show themselves on a political as well as personal level.
On our side, that of the “fanatics”, we include people who come from all social and political backgrounds, obviously people with a strong rational and ethical sense who look not to their own interests but to those of future generations.
I don’t understand why you flaunts all this hatred and fury towards those who defend protected animals. More than a hundred years have passed since 1800, when the last wolf was killed in Ticino. Now this creature linked to the grandmother’s fairy tales that made us tremble as children, is back but we have been able to greatly advance our knowledge and technologies. Let’s use them: it is a challenge for a model of sustainable development, for a possible balance and coexistence despite the exaggerated anthropogenic drive. We can, with the right efforts and countermeasures aimed at protecting the flocks, be able to demonstrate an open and intelligent vision by taking advantage of the presence of these “great predators” to the benefit of the ecosystem.         By following the various cantonal and federal recommendations on how to protect flocks, we use the experiences of those who have succeeded, take advantage of the available funds, or in particular avoid leaving animals in the wild (without shepards).
This poor planet is already going badly without a modification of the Hunting Law allowing in the future to kill protected animals even before they can generate damage, only because their presence annoys those who only take from Nature, without ever returning even a thank you.
Mr. Berta cites “real solutions”, which, alas, would be to pull the trigger! Therefore, I reiterate a NO to the revision of the hunting law to be voted on on 27 September 2020.

Biodiversità da proteggere

5.8.2020_La_Regione

 

BIODIVERSITA’ DA PROTEGGERE (AD OGNI COSTO)

La biodiversità è il pilastro che consente agli ecosistemi di funzionare e a noi esseri umani di prosperare. Senza biodiversità in un ecosistema, non avremmo le molte piante e diverse specie di animali che troviamo sul nostro pianeta. Esse interagiscono con la finalità di mantenere l’equilibrio nell’ecosistema, creando sistemi funzionanti che ci forniscono cibo, medicine e nuove tecnologie.
Sfortunatamente, a causa della pressione antropica in tutto il mondo, abbiamo distrutto e continuiamo a distruggere molti ecosistemi riducendone la biodiversità. È un dato di fatto comprovato e visibile in molti luoghi, con testimoni la riduzione della resa agricola nei paesi in via di sviluppo e il crescente tasso di estinzione degli animali.
Un governo ha il potere di controllare ciò avviene agli habitat, e il dovere d’intervenire quando lo sfruttamento del territorio mette a rischio l’ecosistema e la biodiversità. Vi sono esempi molto interessanti in varie nazioni, dove un ecosistema è stato riportato allo stato naturale in seguito alla reintroduzione di un’unica specie animale: il lupo. Mi riferisco al Yellowstone National Park negli USA, dove grazie a quest’azione l’ecosistema ha potuto ritrovare la sua originale bellezza.
Ogni specie, ad eccezione dell’homo sapiens sapiens, ha il suo specifico posto in ogni ecosistema, ma se interveniamo annientando o sterminando degli esemplari, la biodiversità viene rovinata in modo irrimediabile. La mancata informazione, o le informazioni non veritiere fornite da gruppi di parte possono inoltre creare animosità e paure recondite.
Cosa accadrà visto che lo stesso governo svizzero, a causa di pressioni subite da certe Lobby, ha promosso una modifica di legge che mira all’annientamento di alcune specie di animali?
Il prossimo 27 settembre la modifica della Legge sulla caccia sarà in votazione federale: ai cittadini è dato modo di opporsi all’inutile sterminio di specie (tra le quali anche il cigno, l’airone, lo smergo, la lince, il castoro…) che infliggerebbero un duro colpo alla biodiversità e agli ecosistemi.
Saggio, pensando alle generazioni future, votare di NO e respingere quest’assurda proposta.

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BIODIVERSITY TO PROTECT (AT EVERY COST)

Biodiversity is the pillar that allows ecosystems to function and us humans to thrive. Without biodiversity in an ecosystem, we would not have the many plants and different species of animals that we find on our planet. They interact with the aim of maintaining balance in the ecosystem, creating functioning systems that provide us with food, medicine and new technologies.
Unfortunately, due to human pressure worldwide, we have destroyed and continue to destroy many ecosystems by reducing their biodiversity. This is a proven fact and visible in many places, with witnesses to the reduction of agricultural yield in developing countries and the growing extinction rate of animals.
A government has the power to control this happens to habitats, and the duty to intervene when the exploitation of the territory puts the ecosystem and biodiversity at risk. There are very interesting examples in various countries, where an ecosystem has been restored to its natural state following the reintroduction of a single animal species: the wolf. I am referring to Yellowstone National Park in the USA, where thanks to this action the ecosystem has been able to regain its original beauty.
Each species, with the exception of homo sapiens sapiens, has its specific place in each ecosystem, but if we intervene by annihilating or exterminating specimens, biodiversity is irreparably ruined. The lack of information, or the untruthful information provided by party groups, can also create hidden animosities and fears.
What will happen given that the Swiss government itself, due to pressure from certain Lobbies, has promoted a change in the law aimed at the annihilation of some species of animals?
On 27 September the amendment of the Hunting Law will be in a federal vote: citizens are given the opportunity to oppose the useless extermination of species (including the swan, the heron, the merganser, the lynx, the beaver…) that would deal a severe blow to biodiversity and ecosystems.
Wise, thinking of future generations, vote NO and reject this absurd proposal.

Bracconieri: 57mila euro di multa per l’uccisione di un lupo

lupo iberico con cucciolo

In Spagna è stata inflitta una multa di 57.000 € a dei bracconieri condannati per caccia illegale ad un lupo iberico, una sottospecie del Lupo Grigio (canis lupus lupus).

Arriva la prima condanna per la caccia illegale di lupo iberico in Spagna: 57mila euro di multa per i bracconieri che lo hanno ucciso. Inoltre uno dei due cacciatori dovrà scontare sei mesi di carcere e per entrambi ogni attività venatoria è proibita per la durata di tre anni.

In Spagna, questa sentenza storica (la prima in assoluto), sicuramente rappresenta un importante caso di giurisprudenza che fungerà da esempio ad altri Stati Europei. Purtroppo in molte nazioni (anche confinanti con la Svizzera) il lupo è oggetto di malanimi e persecuzioni ingiustificate.

Il prossimo 27 settembre 2020 in Svizzera ci sarà la votazione sulla revisione della legge sulla caccia.

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Qui vedi articolo esplicativo e presa di posizione del presidente WWF della Svizzera italiana.

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Il lupo iberico è a rischio d'estinzione

Seppur all’apparenza sono diversi, cani e lupi hanno nei loro geni molti atteggiamenti comuni.

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In Spain, a fine of € 57,000 was imposed on poachers convicted of illegal hunting of an Iberian wolf, a subspecies of the Gray Wolf (canis lupus lupus).

The first sentence for the illegal hunting (poaching) of an Iberian wolf in Spain amount to 57 thousand euros for the poachers who killed him. In addition, one of the two hunters will have to serve six months in prison and for both of them, hunting is prohibited for three years.

In Spain, this historical sentence (the first ever) certainly represents an important case of jurisprudence which will serve as an example to the other European States. Unfortunately, in many countries (even bordering on Switzerland) the wolf is subject to ill-will and unjustified persecution.

The vote on the revision of the hunting law will take place on 27 September 2020 in Switzerland.

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Here you see an explanatory article and a position taken by the WWF president of Italian-speaking Switzerland (Italian language).

Biodiversità da proteggere * Biodeversity to protect

Referendum contro la legge sulla caccia consegnate 65'000 firme

Cattura

La Regione  25.2.2020

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Anche se la definizione di Ecosistema è un termine relativamente nuovo, in questi ultimi mesi ha assunto un impatto mediatico molto importante.
L’essere umano è strettamente collegato alla Natura, dalla quale dipende per la sua sopravvivenza. Senza un ecosistema sano, non avremmo acqua da bere e aria pulita da respirare.
Ma nessuno ci pensa, almeno fino a quando subentra un’emergenza ed allora ecco che tutti si mobilitano a favore della Natura.
Lo abbiamo visto grazie allo “sciopero per il clima”, o forse ancora di più a seguito dei devastanti incendi che hanno ucciso oltre mezzo miliardo di creature viventi e distrutto territori immensi di foreste e pascoli.
Con l’aumento demografico, l’impatto antropogenico ha avuto effetti devastanti: cicatrici sul pianeta che non sono più sanabili, neppure adottando azioni estreme.
Qui non desidero però toccare temi quali lo “sviluppo sostenibile”, ma preferisco concentrarmi su fattori più semplici che anche un giovanissimo può comprendere.
La biodiversità non solo mantiene un ambiente funzionale dove l’Ecosistema risulta bilanciato e quindi i flussi sono in equilibrio dinamico. Tutti ci ricordiamo d’aver studiato a scuola il “flusso dell’energia” e quello della “catena alimentare”; l’ecosistema è pertanto equilibrato quando ogni elemento è al suo posto e provvede affinché i consumatori primari (erbivori) possano cibarsi del primo anello della catena (piante ecc.) per poi a loro volta essere cacciati dai consumatori secondari, i carnivori.
Ogni anello della catena ha il suo posto preciso, togliamo un anello e le cose iniziano a non funzionare più in modo corretto.
Le varie leggi provvedono affinché la Biodiversità sia protetta, ma cosa accade quando subentrano delle modifiche di legge che infliggono danni alla biodiversità?
Ogni organismo ha il suo posto nella “catena alimentare”, ma se al posto di proteggere delle specie minacciate iniziamo a permettere il loro abbattimento, quali possono essere i risultati?
Prossimamente sarà messa ai voti la riforma della legge sulla caccia che prevede la possibilità di uccidere senza restrizioni animali selvatici quali ad esempio il cigno, il castoro, lo svasso, la lince o il lupo.
Una diminuzione demografica di ognuna di queste specie, avrebbe un impatto su tutto l’Ecosistema producendo quindi ulteriori danni alla Natura già sufficientemente deteriorata.
La Biodiversità ci fornisce molteplici varietà di servizi, fondamentali per la sopravvivenza umana e animale. Diversi organismi sono responsabili del controllo di quelle specie botaniche invasive o dannose, del mantenimento della fertilità del suolo e della purificazione dell’acqua e dell’aria, che a loro volta influiscono in modo diretto anche sul clima.
Dobbiamo quindi essere in grado di pensare oltre i paradigmi obsoleti che vedono certuni animali “pericolosi” e quindi sterminabili a piacere.
È un nostro dovere etico agire in modo tale da non infierire verso la Natura, ma bensì adoperarci per proteggerla e salvaguardarla… per le generazioni future.

(articolo completo, “tagliato” per ragioni di disponibilità)

 

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Although the definition of the Ecosystem is a relatively new term, in recent months it has taken on a very important media impact.
The human being is closely connected to Nature, on which he depends for his survival. Without a healthy ecosystem, we would not have water to drink and clean air to breathe.
But nobody thinks about it, at least until an emergency takes over and then everyone is mobilizing in favor of Nature.
We saw it thanks to the “climate strike”, or perhaps even more as a result of the devastating fires that killed over half a billion living creatures and destroyed immense territories of forests and pastures.
With the increase in population, the anthropogenic impact has had devastating effects: scars on the planet that can no longer be healed, even by adopting extreme actions.
Here, however, I don’t want to touch on issues such as “sustainable development”, but I prefer to focus on simpler factors that even a very young person can understand.
Biodiversity not only maintains a functional environment where the ecosystem is balanced and therefore the flows are in dynamic equilibrium. We all remember having studied the “energy flow” and that of the “food chain” at school; the ecosystem is therefore balanced when each element is in place and ensures that primary consumers (herbivores) can feed on the first link in the chain (plants etc.) and then, in turn, be hunted by secondary consumers, the carnivores.
Each ring in the chain has its precise place, we remove a ring and things start not working properly anymore.
The various laws ensure that Biodiversity is protected, but what happens when changes to the law take place which inflicts damage on biodiversity?
Each organism has its place in the “food chain”, but if instead of protecting endangered species we begin to allow their killing, what can be the results?
The reform of the hunting law (Switzerland) will soon be put to the vote, which provides for the possibility of killing wild animals such as the swan, beaver, grebe, lynx or wolf without restrictions.
A demographic decrease in each of these species would have an impact on the entire ecosystem, thus producing further damage to nature that has already deteriorated sufficiently.
Biodiversity provides us with multiple varieties of services, fundamental for human and animal survival. Different organisms are responsible for controlling those invasive or harmful botanical species, maintaining soil fertility and purifying water and air, which in turn also directly affect the climate.
We must, therefore, be able to think beyond the obsolete paradigms that see certain “dangerous” animals and therefore exterminable at will.
It is our ethical duty to act in such a way as not to rage towards Nature, but rather to work to protect and safeguard it… for future generations.

 

Il referendum contro la nuova Legge sulla caccia è indispensabile

Mentre il mondo sta affrontando la crisi climatica e la diminuzione della biodiversità, il Parlamento svizzero abbandona la protezione delle specie. La discussione iniziata per facilitare la regolazione del lupo si è ora spinta ben oltre, minando le fondamenta della protezione delle specie. Per questo Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera e zooschweiz lanciano oggi il Referendum contro questa legge inaccettabile.

Biber frisst

Una delle ultime decisioni prese durante questa legislatura è la revisione della “Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici” (LCP). Urs Leugger-Eggimann, segretario centrale di Pro Natura e presidente dell’associazione promotrice del referendum, afferma: “Questa legge inaccettabile minaccia gravemente la protezione delle specie tramite il trasferimento di competenze dalla Confederazione ai Cantoni (secondo noi chiaramente contrario alla Costituzione). Inoltre, l’abbattimento preventivo e una lista di specie regolabili che il Consiglio federale potrà cambiare a piacimento senza consultare il Parlamento”.

La Svizzera è al primo posto in quanto a specie minacciate

Una grande diversità di specie rende gli ecosistemi stabili. In futuro questa stabilità sarà sempre più in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. La nuova legge sulla caccia sarebbe stata una buona occasione per aiutare la biodiversità. Ora però, invece di proteggere meglio le specie, sarà possibile abbattere gli animali protetti addirittura preventivamente – semplicemente perché esistono.
«In Svizzera un terzo delle specie è minacciato», spiega Océane Dayer, responsabile politica presso WWF Svizzera. «Con queste cifre siamo al deprecabile primo posto tra i 36 paesi membri OCSE». Anna Baumann, direttrice del Parco faunistico Goldau e presidente di zooschweiz, sottolinea l’importanza che riveste la protezione delle specie anche nel contesto internazionale. La protezione delle specie è effettiva solo se oltrepassa i confini. Anche per questo Baumann afferma che: «Come associazione mantello degli zoo svizzeri gestiti in modo scientifico siamo convinti che per la maggior parte dei visitatori dei nostri parchi zoologici questa legge scellerata sia inaccettabile».

Legalmente discutibile, una lotta in Parlamento
Riguardo alla protezione delle specie, la Costituzione federale conferisce alla Confederazione non solo il potere legislativo, ma anche la responsabilità. Per David Gerke, presidente di Gruppo Lupo Svizzera, questa è una grave mancanza della revisione: «La responsabilità della Confederazione viene affidata ai Cantoni. A causa delle differenti opinioni riguardo alla protezione delle specie, si rischia che l’applicazione di questo principio risulti molto diversa tra un cantone e l’altro”. Werner Müller, direttore di BirdLife Svizzera, ricorda che l’attuale LCP fu accettata nel 1986 all’unanimità dal Consiglio nazionale e con solo due contrari dal Consiglio degli Stati. «L’attuale LCP è un buon compromesso tra caccia e protezione. La nuova, inaccettabile legge è invece il contrario. La revisione è stata un tira e molla, una lotta che ha allontanato la LCP dagli obiettivi legati alla protezione». Il Consiglio federale ha sottoposto alla procedura di consultazione quanto avviato con la mozione Engler per la regolazione facilitata del lupo proponendo ben 23 modifiche. Non è chiaro chi trarrà vantaggio dalla nuova LCP. Secondo Müller «Sicuramente non la caccia, che dalla revisione non ottiene praticamente niente. E di sicuro neanche la natura».

Rispedita al mittente
La revisione distrugge completamente la linea chiara e i compromessi intelligenti che hanno permesso alla LCP originaria di ottenere un ampio consenso tra cacciatori, agricoltori, amministrazioni della caccia, ambientalisti e popolazione. Se il progetto verrà respinto in una votazione popolare, le disposizioni della mozione Engler potrebbero venire inserite velocemente con una piccola revisione. «Il Consiglio federale potrà poi chiarire accuratamente la necessità d’intervento in tutti i punti e anche approfittare di questa possibilità per favorire la biodiversità», afferma Leugger-Eggimann, riassumendo la necessità evidente di lanciare il referendum. «L’inaccettabile LCP indebolisce la protezione delle specie, invece di rafforzarla – per questo la rispediamo al mittente».

Contatti:
Pro Natura TI, Christian Bernasconi, 079 262 16 51, christian.bernasconi@pronatura.ch
WWF Svizzera, Susanna Petrone, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch

In Ticino, intanto, si è formato il comitato del referendum, che parte oggi con la raccolta delle firme. Per ulteriori informazioni scrivete alla seguente email: joanna.schoenenberger@wwf.ch

BirdLife Svizzera: Werner Müller, direttore, 079 448 80 36, werner.mueller@birdlife.ch
Gruppe Wolf Schweiz: David Gerke, presidente, 079 305 46 57, david.gerke@gruppe-wolf.ch
zooschweiz: Anna Baumann, presidente, direttrice Parco naturale e faunistico Goldau, 041 859 06 10, anna.baumann@tierpark.ch
Internet: scarica qui il foglio del referendum per la raccolta delle firme