Scelte sbagliate: un governo che si basa su paure ataviche

Articolo tratto dal Corriere del Ticino di Giovedì 8 maggio 2019 (mi scuso per il collage).

 

Easier to break down wolves.


Wolves and bears in the viewfinder: the National Council has decided to loosen the conditions of regulation of the great predators, making their killing easier. The deputies went beyond the Government’s demands. The attempts of the left to downsize the project are in vain. Some nature protection groups have already threatened the referendum; the WWF, for its part, speaks of a “killing law”. The dossier now returns to the States. The people should have the last word.

 

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Easier to break down wolves.

 

 

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(Re) azioni… da parte dei lettori

All’inizio del corrente mese ho inviato alla stampa locale, una considerazione inerente l’attuale situazione del Lupo nel nostro cantone.
Il Corriere del Ticino e la Regione hanno pubblicato l’articolo dal titolo “Il lupo, l’ignoranza e le fake news”.

Il lupo, l'ignoranza e le false notizie, correire 6.12.2018
Certo potevo ben immaginare che avrebbe causato qualche fastidio e reazione, specialmente a chi vede come unica soluzione la canna di un fucile.
Ma ho anche constatato che ci sono dei lettori sensibili e intelligenti, che mi hanno raggiunta per mezzo di questo blog lasciando il seguente commento:

Website:
Comment: Buongiorno! Mi scuso per contattarla in questo modo elettronico, impersonale, ma non sono riuscito a trovare il suo telefono. Volevo ringraziarla e complimentarmi per la sua “Lettera al Corriere del Ticino” di oggi in risposta all'”opinione” sul Corriere del Ticino del 01.12.2018 in merito ai lupi, scritto da un personaggio inqualificabile. Il contenuto mi ha urtato, come già altri scritti in precedenza dal citato opinionista medico. Farò il possibile per scrivere pure io un commento a ringraziamento al suo intervento. Non solo “una nazione si qualifica da come tratta gli animali”, ma ogni persona. Ma forse chi scriveva tale articolo è tutto fuorchè una “persona”. Purtroppo tali opinioni, per false che siano, hanno spesso grande risonanza presso il pubblico non preparato, soprattutto se provengono dalla penna di un medico o di un professore.

Con ammirazione per quello che fa e molto cordiali saluti

Gabriele Picard, Neggio.

Ma ho anche ricevuto una bella letterina con tanto di disegni, firmata da una gentile signora ultra ottantenne…
come pure un’altro bigliettino, di tutt’altro contenuto, e naturalmente anonimo (orso bruno).
Chissà perché c’è sempre quest’atavica tendenza a tirar sassi e poi nascondere il braccio. Giustamente nel mio articolo parlavo di “ignoranza”… ecco l’ennesima prova.

Articolo_stampa

 

Land of wolves * Paese dei lupi

In Switzerland, everyone talks incessantly about the Wolves, but nobody really knows them.

https://www.blick.ch/storytelling/2018/wolf/index.html?utm_source=facebook&utm_medium=social_user&utm_campaign=blick_web

In Svizzera, tutti parlano incessantemente dei Lupi, ma nessuno li conosce veramente.

Conferenza delle sezioni WWF 2018

CR_bergamopost.it

Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

 

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.

Lupo, castoro e lince… ora facili prede nel mirino del cacciatore

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Non più specie “strettamente protetta”, ma solamente “protetta”. Il Consiglio degli Stati ha deciso martedì che sarà più facile abbattere i lupi, declassandone il grado di protezione. Con 29 voti contro 14 è stata respinta una proposta della sinistra di rinviare al Governo la modifica della legge federale sulla caccia. La revisione – di cui ora è in corso l’esame di dettaglio – prevede che la regolazione degli effettivi di alcune specie protette possa essere facilitata, al fine di impedire grossi danni o pericoli per l’uomo.

I Cantoni non saranno quindi più obbligati a provare un danno concreto. Previa consultazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), potranno effettuare “interventi regolatori negli effettivi” non soltanto per i lupi, ma anche per talune altre specie protette che sono fonte di controversie. Tra queste figurano lo stambecco e il cigno reale.

“Si direbbe quasi che la Svizzera abbia un solo problema: il lupo”, ha dichiarato la ministra dell’ambiente Doris Leuthard.

Si attende ora il lancio del referendum da parte delle associazioni animaliste.

 

https://www.rsi.ch/news/svizzera/Lupo-attento-alluomo-10549436.html

 

No longer “strictly protected”, but only “protected” species. The Council of States has decided on Tuesday that it will be easier to break down the wolves, downgrading their degree of protection. With 29 votes against 14 a proposal by the left to postpone to the Government the amendment of the federal hunting law was rejected. The review – which is now undergoing a detailed examination – provides that the regulation of the members of certain protected species can be facilitated, in order to prevent major damage or danger to humans.

The cantons will therefore no longer be obliged to prove concrete damage. After consulting the Federal Office for the Environment (FOEN), they will be able to carry out “regulatory interventions in the field” not only for wolves, but also for certain other protected species that are a source of controversy. These include the ibex and the mute swan.

“It would almost seem that Switzerland has only one problem: the wolf,” said environment minister Doris Leuthard.

The launch of the referendum by animal welfare associations is now awaited.

I lupi del Calanda

See the english text on wilderness-society.org

 

Lupi del Calanda

foto copyright media.Tio.ch

 

I Lupi del Calanda: un documentario sul Web del famoso branco di lupi svizzeri
Postato da: Nick Huisman


Il branco di lupi del Calanda è quasi una celebrità. Non solo per le diverse ricerche scientifiche, ma soprattutto perché contraddice molti dei miti comuni a cui credono cacciatori, pubblico, gestori forestali e politici. Il premiato fotografo e autore naturalistico Peter Dettling ha avuto l’opportunità unica di filmare il branco dal 2013 al 2016. Ora sta pubblicando il suo lavoro nel corso di 52 episodi. Con un episodio a settimana, Peter ci accompagna per un viaggio di un anno nella regione svizzera del Calanda e nelle Alpi europee. Cattura la natura, la società locale e, naturalmente, i lupi nella regione.


Una breve introduzione

Mi chiamo Peter Dettling e sono un fotografo/cineasta naturalista svizzero e autore che risiede nelle Montagne Rocciose canadesi. Mi sto specializzando nel documentare il comportamento e le storie di vita dei lupi viventi. Il mio ultimo progetto narra la storia della prima famiglia di lupi che si sono stabiliti nelle Alpi svizzere, dopo un’assenza di oltre 150 anni. Ciò che mostro nelle mie ultime serie di documentari sul web è anche molto importante laddove i lupi ripopolano certe aree che erano solite avere lupi e che ora sono paesaggi altamente popolati. La cosiddetta famiglia di lupi del Calanda, a poche centinaia di metri di distanza, dalle varie mandrie di pecore e altri animali che pascolano ogni estate in quei lussureggianti prati alpini! Dopo le prime perdite di pecore nel 2012 i proprietari di pecore hanno reagito e hanno iniziato a lavorare con cani da guardia delle pecore. Da allora non hanno perso una sola pecora a causa dei lupi! Questo documentario mostra anche quanto siano adattabili i lupi e come possano sopravvivere in stretta prossimità con le persone in un mondo altamente dominato dall’uomo. Mette in mostra anche le persone coinvolte nella formazione della coesistenza con questi grandi carnivori nel bene e nel male.

 

 

Gestione delle greggi con successo nel Grigioni, Swizzera

Vedi testo originale e foto al seguente link:    Wilderness Society.org

 

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copyright tuttogreen.it

 

La Società Europea Wilderness ha partecipato ad un seminario organizzato da AGRIDEA a Flims nel Canton Grigioni. Questo villaggio di montagna sorge in prossimità della città di Coira e ancora più vicino al ben noto branco di lupi del Calanda. Questa presenza di lupi ha avviato diversi approcci innovativi per proteggere le greggi degli allevatori locali. I partecipanti (cacciatori, pastori, dipendenti dell’amministrazione e delle ONG) provenivano dalla Provincia italiana del Trentino – Alto Adige, dalla Provincia di Salisburgo, dal Tirolo e dalla Baviera.

La chiave per qualsiasi progetto di gestione delle greggi è la disponibilità di cani di protezione adeguatamente formati. Alberto, un veterinario si é dedicato all’allevamento ed addestramento di Patou, al fine di proteggere il bestiame in una regione turistica. I Patou, originari dei Pirenei, erano ottimi per la protezione della pastorizia, ma i primi test hanno mostrato che essi erano poco pratici in un ambiente turistico. Egli è riuscito a modificare i tradizionali metodi di formazione di questi cani affinché siano più amichevoli coi turisti.

Christian, un pastore locale, ha chiesto aiuto ad Alberto per proteggere il suo grande gregge costituito da 300 pecore di 8 diverse razze provenienti da 19 diversi allevamenti. Alberto ha fornito i cani gratuitamente. Inoltre, Christian sta utilizzando i sistemi di recinzione a maglia elettrica con standard svizzero di 90 cm altezza.

Astrid e Sandra sono le due donne addette alla pastorizia delle pecore in estate tra i 1500 e 2300 metri d’altitudine. La loro sfida principale, ogni primavera, è quella di assemblare le pecore dai diversi allevatori e farle andare d’accordo tra di loro. Questo raramente dura più di 4 settimane dopo di che, possono portare le pecore al pascolo senza troppi problemi. A quel punto, le pecore si sono anche abituate ai cani di razza Border Collie per la protezione del gregge, tipicamente utilizzati in Svizzera.

Gli allevatori hanno anche definito empiricamente la soglia più bassa del numero di cani da guardia necessari per proteggere una mandria indipendentemente dalla recinzione elettrica. Se il numero scende al di sotto di 6 cani per 400 pecore, i lupi tenteranno la fortuna.

Gli allevatori locali inoltre ci hanno mostrato le recinzioni a prova di lupo, disposte nelle zone dove non ci sono Patou in uso. Queste recinzioni sono alte 1,30 metri e dispongono di 5 fili elettrici lungo il perimetro. Essi sono utilizzati principalmente per le mucche con vitelli.

Con l’allevamento di bestiame bovino, valgono le stesse regole applicate agli ovini. In questo caso, i cani da guardia trascorrono l’inverno con le mucche di un allevatore e poi, in primavera, si incontrano con le mucche degli altri allevatori sull’alpe. Le altre mucche si adattano facilmente alla presenza di questi grandi cani e li accettano come i loro cani da guardia.

Un’ulteriore considerazione portata dai contadini e da AGRIDEA, era l’incapacità del bestiame e degli animali selvatici di vedere /distinguere correttamente le recinzioni arancioni. Andreas Schiesser ha spiegato come abbia analizzato i risultati lungo le strade carrabili per ridurre al minimo l’uccisione di cervi. I migliori risultati si ottengono con riflettori blu, perciò egli ha raccomandato agli allevatori di cambiare il colore da arancione e verde al blu.

Le conclusioni di questo workshop sono semplici: se allevatori e agricoltori sono pronti a proteggere le loro greggi per ridurre al minimo le eventuali perdite, sono a disposizione alcuni esempi di “best practice” per aiutarli. Le recinzioni associate ai cani da protezione delle mandrie riducono al minimo qualsiasi conflitto.

 

 

 

 

Intervista con il “Grande Lupo Cattivo”

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Vedi articolo originale al seguente link:

https://wildlife-reporter.com/2017/12/14/exclusive-interview-with-the-big-bad-wolf

Reporter Fauna Selvatica: Se avessimo una “nomination” sulla rivista TIME, saresti sicuramente sulla copertina dell’edizione 2017. Non una volta hai occupato i titoli della stampa in Europa, ma hai fatto un notevole ritorno in Grecia, Francia, Italia e persino in Germania, sei stato oggetto di conflitto tra le ONG e il governo norvegese, ed è il 3° anno consecutivo che il famoso Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti supera i 4 milioni di turisti, dove tu sei l’attrazione principale!

 

Signor Lupo: Solitamente per noi attirare l’attenzione umana significa procurarsi problemi. Così si spiegano le nostre abitudini notturne, la natura timida e l’aspetto evanescente! Tuttavia speriamo di riprendere il nostro posto nell’ecosistema in Europa con il supporto delle ONG!  Il nostro recente ritorno è piuttosto dovuto alle abbondanti prede selvagge (dopo un lungo periodo senza predatori) e alle nostre capacità di sopravvivenza e adattabilità, ma il futuro è lontano dall’essere sicuro, minacciato dalla caccia, dal bracconaggio, dalla perdita di habitat (compresa la mancanza di corridoi naturali per unire le nostre popolazioni selvatiche) e le reti di trasporto degli uomini, sempre più sviluppate e la natura selvaggia non amichevole! Senza la comprensione e l’accettazione della società umana, potremmo perdere questa battaglia di sopravvivenza e potremmo essere circoscritti a spazi limitati all’interno degli ZOO o dei parchi nazionali, come elemento dell’industria turistica e non come una parte essenziale di un ecosistema sano!

 

Reporter Fauna Selvatica: Come ti è stato attribuito il soprannome “Grande Lupo Cattivo” che ti è rimasto appiccicato per tutto questo tempo?

 

Signor Lupo: Personalmente preferisco il soprannome “Guardiano della Foresta”, in quanto è più vicino al nostro ruolo nell’ecosistema. Essendo in cima della catena alimentare naturale, regoliamo il numero di erbivori, che altrimenti si moltiplicherebbero molto ed esaurirebbero le risorse alimentari! È una tipica relazione predatore naturale-preda, che garantisce l’equilibrio dell’ecosistema e la sopravvivenza a lungo termine di predatori, prede e piante! Il termine “grande” è piuttosto assegnato dall’immaginazione umana, infatti esistono cani di dimensioni più grosse di noi. La nostra taglia si adatta perfettamente all’ambiente e alle dimensioni delle prede selvatiche su cui facciamo affidamento. Il termine “cattivo” non trova nemmeno un posto in natura, dove viviamo tutti in una dipendenza equilibrata, questo è lo stato naturale di un ecosistema sano; non esiste un animale selvatico buono o cattivo, ognuno ha il suo ruolo nell’ecosistema!

 

Reporter Fauna Selvatica: Raccontaci di più su te stesso, cosa dovrebbero imparare le persone?

 

Signor Lupo: La nostra relazione con gli umani risale a più di 10’000 anni fa e non è sempre stata cattiva. I primi umani beneficiavano delle nostre capacità di caccia e spesso prendevano la nostra preda, ma anche alcuni dei nostri antenati trovavano nelle persone una fonte di sicurezza, e lasciavano le terre selvagge per far parte delle società umane: come i cani moderni, chiamati anche “Il migliore amico dell’uomo”! La maggior parte di noi ha continuato però la propria strada nel deserto, come abbiamo fatto per milioni di anni. Non siamo così diversi dalle persone in certi aspetti, abbiamo una struttura familiare complessa attorno ad una coppia alfa, comunichiamo tra di noi, difendiamo un territorio, competiamo con i nostri simili e altri predatori per il cibo, per essere in grado per crescere le nostre famiglie, che, come per gli umani, è la nostra priorità. I genitori umani possono capirlo!

 

Reporter Fauna Selvatica: come si svolge una giornata tipo nella tua vita?

 

Signor Lupo: Dipende davvero dalla stagione! In inverno viviamo in un formato di gruppo esteso, siamo più socievoli e molto mobili, potremmo facilmente coprire da 40 a 60 km in una notte, dato che non siamo legati a un posto da quando i nostri cuccioli sono cresciuti e possono stare al passo con noi. La maggior parte delle attività si concentra sulla caccia, con attività suddivise tra i membri del team. Grazie alla neve più profonda, in un branco è più facile cacciare con successo. Non tutti gli animali selvatici che incontriamo sono però trasformati in cibo: infatti ci affidiamo ai nostri sensi per rilevare alcune debolezze nella nostra preda, principalmente vecchiaia e possibili malattie. Così riusciamo a prendere il nostro cibo una volta a settimana, con una possibilità di successo di 1 su 10!

In estate, in un gruppo più piccolo, siamo legati al nostro “asilo nido”, dove dobbiamo tornare dopo ogni pasto che troviamo, per sfamare i nostri giovani nonché il lupo sorvegliante che si prende cura dei cuccioli!

In ogni stagione, siamo impegnati a proteggerci dagli altri predatori o a segnare i confini del nostro territorio per tenere lontani altri branchi!

 

Reporter Fauna Selvatica: Hai mangiato il Cappuccetto Rosso o no?

 

Signor Lupo: Continuamente cacciato e perseguitato dalle persone durante i secoli, abbiamo imparato ad associare l’odore delle persone al pericolo fin dalla tenera età, anche se non abbiamo mai visto un umano prima. Quindi scappiamo al primo odore umano, normalmente non avviciniamo mai gli umani. In rari casi, se un lupo, come altri predatori, prende la rabbia, potrebbe avvicinarsi e mordere qualsiasi cosa gli capita! Altrimenti, gli umani non hanno nulla da temere, i lupi non mordono né mangiano gli umani! Al contrario, siamo noi ad essere cacciati, intrappolati, avvelenati, maledetti, biasimati e portati all’estinzione dagli umani! Comunque il folklore ha il suo ruolo nell’influenzare gli umani. Ciò che è interessante è che fin dalla tenera età i bambini amano i lupi e gli altri animali selvatici e la natura, in seguito la loro opinione cambia nella direzione opposta, e qui le persone hanno bisogno di lavorare di più sull’educazione e mantenere il contatto con la natura per evitare questo deragliare.

 

Reporter Fauna Selvatica: Che dire delle accuse onnipresenti da parte degli agricoltori e dell’uccisione del loro bestiame?

 

Signor Lupo: Queste accuse sono sicuramente esagerate! Gli studi hanno dimostrato che una mucca statisticamente ha più probabilità di essere colpita da un tuono, investita da un’auto o morire a causa di malattie, piuttosto che essere uccisa da un lupo. Le pecore possono anche essere facilmente protette da cani da guardia, metodo molto vecchio ed efficiente! Le eccezioni si verificano, e questa è anche colpa degli umani, quando il bestiame è lasciato a pascolare nelle aree selvagge senza protezione e le prede selvatiche sono rare, o quando i giovani lupi, potenzialmente resi orfani dai cacciatori, potrebbero dover attaccare per non morire di fame!

 

Reporter Fauna Selvatica: Qualche desiderio per il 2018 e oltre?

 

Signor Lupo: La nostra più grande minaccia esistenziale oggi è l’incomprensione umana! Se le persone capissero il nostro ruolo nell’ecosistema e come funzionano davvero l’ecosistema e il pianeta, saremmo tutti in grado di vivere fianco a fianco, in armonia, come abbiamo fatto per milioni di anni! Desidero quindi maggiore comprensione, pace, più saggezza e un sano ecosistema da condividere e godere con tutti! E a tutti gli appassionati, auguro un’eccellente vacanza, insieme ai loro cari, Buon Natale e Felice Anno 2018, pieno di buone notizie dalla natura selvaggia!

Vogliamo prevenire l’uccisione dei lupi in Svizzera * We want to prevent the Killing of wolves in Switzerland

 

Pictures taken from the web, kindly inform if copyright is violated. Thank you.

We are a heterogeneous group of people who think that in Switzerland and in Ticino there is also a place for the wolf.
Between us, there are experts but also simple enthusiasts of nature and fans of this beautiful animal.

In the face of prejudices, alarms and inaccurate news, when not deliberately false, with this page we try to bring the Voice of good sense, based on scientific data. Right now, in Switzerland, the wolf risks losing its status as “absolutely protected animal”. For Switzerland to shoot the wolf would be a moral defeat, a demonstration of closure and inability to adapt, of international proportions.

We will make our commitment for this to happen!

…oOo…

Siamo un gruppo eterogeneo di persone che pensano che in Svizzera ed in Ticino ci sia posto anche per il lupo.
Tra di noi ci sono esperti ma anche semplici appassionati della natura e fan di questo bellissimo animale.

Di fronte a pregiudizi, allarmismi e notizie inesatte, quando non addirittura volutamente false, con questa pagina cerchiamo di portare la Voce del Buonsenso, basandoci su dati scientifici. In questo momento, in Svizzera, il lupo rischia di perdere il suo status di “animale assolutamente protetto”. Per la Svizzera prendere a fucilate il lupo sarebbe una sconfitta morale, una dimostrazione di chiusura e incapacità di adattamento, di proporzioni internazionali.

Metteremo il nostro impegno affinché questo non accada!

 

This is the new blog… please give your support and love to the wolves!  Thank you   :-)claudine

National Geographic, Jim & Jamie Dutcher: the hidden life of Wolves

Una favolosa introduzione dell’inizio degli studi sui lupi fatti da Jim e Jamie Dutcher, riferito dal National Geographic (versione in lingua inglese).

A fabulous introduction of the beginning of the studies about wolves done by Jim and Jamie, reported by the National Geographic.

E quando Jim e Jamie cominciarono a studiare questi animali perseguitati in Nord America, qualcosa cambiò. Jim e Jamie cominciarono a osservare i comportamenti di questi animali maestosi… durante diversi anni, partendo da piccoli cuccioli, li studiarono da vicino. Questo è un film fantastico e una revisione dei loro studi al “Wolf-Camp”… un filmato che vi toccherà profondamente nel cuore, mostrando la vera vita di un branco di lupi, che è veramente ben organizzato. Vi mostrerà molte ragioni per cui gli umani devono proteggerli, invece di ucciderli… (versione in lingua inglese).

And when Jim and Jamie started their studies about these persecuted animals in North America, something changed. Jim and Jamie started to observe the behaviors of these majestic animals… and for years and years, starting with little pups, they studied them from very near. This is a fantastic movie and review of their studies at “Wolf-Camp”.. it will touch you deep into the heart, showing the real life of a wolf pack, which is really well organized. It will show you much reason why humans have to protect them, instead of killing them down…