Biodiversità da proteggere * Biodeversity to protect

Referendum contro la legge sulla caccia consegnate 65'000 firme

Cattura

La Regione  25.2.2020

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Anche se la definizione di Ecosistema è un termine relativamente nuovo, in questi ultimi mesi ha assunto un impatto mediatico molto importante.
L’essere umano è strettamente collegato alla Natura, dalla quale dipende per la sua sopravvivenza. Senza un ecosistema sano, non avremmo acqua da bere e aria pulita da respirare.
Ma nessuno ci pensa, almeno fino a quando subentra un’emergenza ed allora ecco che tutti si mobilitano a favore della Natura.
Lo abbiamo visto grazie allo “sciopero per il clima”, o forse ancora di più a seguito dei devastanti incendi che hanno ucciso oltre mezzo miliardo di creature viventi e distrutto territori immensi di foreste e pascoli.
Con l’aumento demografico, l’impatto antropogenico ha avuto effetti devastanti: cicatrici sul pianeta che non sono più sanabili, neppure adottando azioni estreme.
Qui non desidero però toccare temi quali lo “sviluppo sostenibile”, ma preferisco concentrarmi su fattori più semplici che anche un giovanissimo può comprendere.
La biodiversità non solo mantiene un ambiente funzionale dove l’Ecosistema risulta bilanciato e quindi i flussi sono in equilibrio dinamico. Tutti ci ricordiamo d’aver studiato a scuola il “flusso dell’energia” e quello della “catena alimentare”; l’ecosistema è pertanto equilibrato quando ogni elemento è al suo posto e provvede affinché i consumatori primari (erbivori) possano cibarsi del primo anello della catena (piante ecc.) per poi a loro volta essere cacciati dai consumatori secondari, i carnivori.
Ogni anello della catena ha il suo posto preciso, togliamo un anello e le cose iniziano a non funzionare più in modo corretto.
Le varie leggi provvedono affinché la Biodiversità sia protetta, ma cosa accade quando subentrano delle modifiche di legge che infliggono danni alla biodiversità?
Ogni organismo ha il suo posto nella “catena alimentare”, ma se al posto di proteggere delle specie minacciate iniziamo a permettere il loro abbattimento, quali possono essere i risultati?
Prossimamente sarà messa ai voti la riforma della legge sulla caccia che prevede la possibilità di uccidere senza restrizioni animali selvatici quali ad esempio il cigno, il castoro, lo svasso, la lince o il lupo.
Una diminuzione demografica di ognuna di queste specie, avrebbe un impatto su tutto l’Ecosistema producendo quindi ulteriori danni alla Natura già sufficientemente deteriorata.
La Biodiversità ci fornisce molteplici varietà di servizi, fondamentali per la sopravvivenza umana e animale. Diversi organismi sono responsabili del controllo di quelle specie botaniche invasive o dannose, del mantenimento della fertilità del suolo e della purificazione dell’acqua e dell’aria, che a loro volta influiscono in modo diretto anche sul clima.
Dobbiamo quindi essere in grado di pensare oltre i paradigmi obsoleti che vedono certuni animali “pericolosi” e quindi sterminabili a piacere.
È un nostro dovere etico agire in modo tale da non infierire verso la Natura, ma bensì adoperarci per proteggerla e salvaguardarla… per le generazioni future.

(articolo completo, “tagliato” per ragioni di disponibilità)

 

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Although the definition of the Ecosystem is a relatively new term, in recent months it has taken on a very important media impact.
The human being is closely connected to Nature, on which he depends for his survival. Without a healthy ecosystem, we would not have water to drink and clean air to breathe.
But nobody thinks about it, at least until an emergency takes over and then everyone is mobilizing in favor of Nature.
We saw it thanks to the “climate strike”, or perhaps even more as a result of the devastating fires that killed over half a billion living creatures and destroyed immense territories of forests and pastures.
With the increase in population, the anthropogenic impact has had devastating effects: scars on the planet that can no longer be healed, even by adopting extreme actions.
Here, however, I don’t want to touch on issues such as “sustainable development”, but I prefer to focus on simpler factors that even a very young person can understand.
Biodiversity not only maintains a functional environment where the ecosystem is balanced and therefore the flows are in dynamic equilibrium. We all remember having studied the “energy flow” and that of the “food chain” at school; the ecosystem is therefore balanced when each element is in place and ensures that primary consumers (herbivores) can feed on the first link in the chain (plants etc.) and then, in turn, be hunted by secondary consumers, the carnivores.
Each ring in the chain has its precise place, we remove a ring and things start not working properly anymore.
The various laws ensure that Biodiversity is protected, but what happens when changes to the law take place which inflicts damage on biodiversity?
Each organism has its place in the “food chain”, but if instead of protecting endangered species we begin to allow their killing, what can be the results?
The reform of the hunting law (Switzerland) will soon be put to the vote, which provides for the possibility of killing wild animals such as the swan, beaver, grebe, lynx or wolf without restrictions.
A demographic decrease in each of these species would have an impact on the entire ecosystem, thus producing further damage to nature that has already deteriorated sufficiently.
Biodiversity provides us with multiple varieties of services, fundamental for human and animal survival. Different organisms are responsible for controlling those invasive or harmful botanical species, maintaining soil fertility and purifying water and air, which in turn also directly affect the climate.
We must, therefore, be able to think beyond the obsolete paradigms that see certain “dangerous” animals and therefore exterminable at will.
It is our ethical duty to act in such a way as not to rage towards Nature, but rather to work to protect and safeguard it… for future generations.

 

Sulle tracce dei lupi in Val Morobbia * On the trail of the wolves in Val Morobbia

Dalla stazione di Giubiasco abbiamo fatto car-sharing per raggiungere l’Alpe Giumello sopra Carena. Attraversando una zona che è ricoperta da una densa vegetazione, siamo incappati nell’ultimo pezzo di strada pieno di buche e dossi che ha richiesto una guida molto prudente. Arrivati all’alpe Giumello, abbiamo ricevuto le prime informazioni dal Dr. Stefan Suter, docente e ricercatore della Forschungsgruppe Wildtiermanagement (WILMA) della Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) e presso l’Institut für Umwelt und Natürliche Ressourcen (IUNR). In seguito, è iniziata la salita con un dislivello di +500 m s/m. Siamo passati attraverso zone boschive per poi giungere a 1700 m s/m in zona sassosa e ricoperta di rade sterpaglie. Gli ultimi 300 metri sono stati, almeno per me che non sono abituata, una bella sfida.

Sul Passo del S. Jorio, dove c’è lo spartiacque con l’Italia, ci siamo fermati per pranzare al sacco e per ascoltare Stefan  che ci ha fornito le informazioni in merito all’attività che la WILMA e IUNR svolgono in quella regione. La tecnica dello “wolf-howling” sfrutta la tendenza dei lupi ad utilizzare l’ululato come forma di comunicazione a lunga distanza. Stefan ci ha fatto ascoltare diverse registrazioni spiegando in seguito come questi dati vengono analizzati dagli esperti biologi. Prima dell’utilizzo di tecnologia più avvanzata, l’uomo imitava l’ululato di un canide, stimolando una risposta da parte dei lupi eventualmente presenti nell’aria di studio. Attualmente si procede con la registrazione per mezzo di un sistema digitale che rimane attivato per 12 ore consecutive (la notte); si spera che in un prossimo futuro la modalità possa essere calibrata al momento esatto nel quale avviene l’ululato dell’animale e quindi permettere in un secondo tempo un’analisi più rapida da parte degli esperti biologi.

Da queste registrazioni può quindi essere accertata la presenza della specie, e distintamente rilevare la riproduzione nel branco per mezzo dell’ululato dei cuccioli. Per mezzo di questi rilevamenti può essere inoltre monitorata d’area di presenza di “canis lupus” e procedere con analisi più precise inerenti la definizione dei confini del branco ed estensione dell’area da monitorare. L’idoneità ambientale richiede una verifica più estesa sulla contemplazione della tipologia di vegetazione medio-alta (zone di rifugio), delle aree lontane da fonti di disturbo antropico (presenza dell’uomo) e ulteriori fattori esogeni. Queste analisi dettagliate sono effettuate dai biologi in loco.

Val Morobbia

Lungo il nostro percorso verso il Passo del S. Jorio, abbiamo avuto modo di analizzare diverse tipologie di impronte lasciate sul terreno morbido. La presenza di diversi ungulati, conferma la possibilità di prede per il lupo. La zona è discosta dal centro abitato (poca presenza antropica). Lo studi tecnico della “tracciatura” permette inoltre di localizzare e seguire le tracce lasciate da lupi (solitari o branco) che si sposta per la caccia.

Durante la discesa verso l’Alpe Giumello, sono stati raccolti degli escrementi (per campionatura, analisi genetica e verifica dello stato nutrizionale dell’animale) i quali forniranno agli studiosi ulteriori informazioni sulla presenza del predatore. Le informazioni sul branco, quali la sua dimensione, il sesso degli individui, la loro dieta e stato nutrizionale, il tasso di predazione e comportamento di “marcatura” (urina, feci, graffi sui tronchi ecc.) permettono di catalogare informazioni specifiche sulla loro presenza. Di conseguenza, gli studiosi dispongono di dati concreti per informare gli allevatori in merito alla necessità di adottare le apposite contromisure per la protezione delle greggi eventualmente presenti nella zona. Durante l’inverno, le analisi possono anche essere effettuate con il prelievo dell’urina lasciata sulla neve.

Stefan ha prelevato il campione freschissimo  di feci, risalente forse al mattino o notte precedente, che saranno inviate al laboratorio per l’esame del DNA (mitocondriale e nucleare) per stabilire il genotipo individuale (sesso e relazioni di parentela) e la sua appartenenza ad uno specifico branco.

Personalmente, ho trovato quest’esperienza affascinante! Ritengo che ogni persona debba essere meglio informata in merito alla presenza dei “grandi predatori” affinché non siano stupidamente temuti, ma bensì protetti in quanto parte indispensabile per un ecosistema bilanciato e florido.

Desidero quindi portare un modesto contributo al lettore, demitizzando le scempiggini e idiozzie raccontate sul lupo. Il mio è unicamente un invito ad approfondire la conoscenza del “Canis Lupus” animale timido e schivo, che assolutamente non è una minaccia per l’uomo. Imparare a conoscere le sue abitudini di caccia e quant’altro, per addottare le misure consigliate (a livello cantonale e federale in Svizzera) per evitare che vi siano predazioni nelle greggi, questo è il consiglio per gli allevatori di bestiame sul nostro territorio.

Non vedo l’ora di poter avere una nuova occasione di seguire Stefan su questi monti, proprio durante le ore più buie della notte, per ascoltare i loro ululati, messaggi in codice che l’Uomo da 40.000 anni non ha ancora totalmente potuto decifrare. Attendo quest’occasione con viva impazienza!

 

From Giubiasco station we did car-sharing to reach Alpe Giumello above Carena. Crossing the area that is covered with dense vegetation, we ran into the last piece of the road full of potholes and bumps that required a very cautious driving. Arriving at the Alpe Giumello, we received the first information from Dr. Stefan Suter, lecturer and researcher at the Forschungsgruppe Wildtiermanagement (WILMA) of the Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) and at the Institut für Umwelt und Natürliche Ressourcen (IUNR). Then the climb began with a difference in altitude of +500 m s/m. We passed through wooded areas and then reached 1700 m s/m in a rocky area covered with sparse scrub. The last 300 meters were, at least for me that I’m not used to, a good challenge.

On the Passo del S. Jorio, where there is the watershed with Italy, we stopped to have lunch and listen to Stefan who gave us the information’s about the activity that WILMA and IUNR are doing in that region. The “wolf-howling” technique exploits the tendency of wolves to use the howl as a form of long-distance communication. Stefan made us listen to several recordings explaining how biologists later analyze these data. Before the use of more advanced technology, man imitated the howling of a canine, stimulating a response from the wolves eventually present in the region of study.

Currently, we proceed with the registration by means of a digital system that remains activated for 12 consecutive hours (at night). It is hoped that in the near future the modality can be calibrated at the exact moment in which the howling of the animal takes place and then allow a more rapid analysis by the biologists at a later time.

From these recordings can, therefore, be ascertained the presence of the species, and distinctly detect the reproduction in the pack by means of the howling of the puppies. By means of these removals, it can also be monitored for the presence of “Canis lupus” and proceed with more precise analyzes concerning the definition of the boundaries of the pack and extension of the area to be monitored. The environmental suitability requires a more extensive verification of the contemplation of the type of medium-high vegetation (refuge areas), of the areas far from sources of anthropic disturbance (presence of man) and further exogenous factors. These detailed analyses are carried out by biologists on site.

On our way to the Passo S. Jorio, we were able to analyze different types of animal footprints left on the soft ground. The presence of different ungulates confirms the possibility of prey for the wolf. The area differs from the inhabited center (little human presence). The “tracing” technical study also allows you to locate and follow the tracks left by wolves (solitary or pack) that move for hunting.

During the descent towards Alpe Giumello, excrements were collected (by sampling, genetic analysis, and verification of the nutritional status of the animal) which will provide scholars with further information on the presence of the predator. Information on the pack, such as its size, the sex of individuals, their diet and nutritional status, the predation rate and “marking” behavior (urine, feces, scratches on the trunks, etc.) make it possible to catalog specific information on their presence. Consequently, scholars have concrete data to inform farmers about the need to adopt the appropriate countermeasures for the protection of flocks possibly present in the area. During the winter, the analyzes can also be carried out with the urine sampling left on the snow.

Stefan took a fresh sample of feces, perhaps dating back to the morning or the previous night, which will be sent to the laboratory for DNA testing (mitochondrial and nuclear) to establish the individual genotype (sex and kinship relationships) and its belonging to a specific pack. Personally, I found this experience fascinating! I believe that every person should be better informed about the presence of “great predators” so that they are not stupidly feared, but rather protected as an indispensable part of a balanced and flourishing ecosystem.

I, therefore, wish to make a modest contribution to the reader, demystifying the crap and idiocies told about the wolf. Mine is only an invitation to deepen the knowledge of the “Canis Lupus” shy and reserved animal, which is absolutely not a threat to man. Learn to know its hunting habits and so on, to adopt the recommended measures (at the cantonal and federal level in Switzerland) to avoid that there are predations in the herds, this is the advice for livestock breeders on our territory.

I look forward to having a new opportunity to follow Stefan on these mountains, just during the darkest hours of the night, to listen to their howls, coded messages that the Man for 40,000 years has not yet been able to completely decipher. I await this occasion with great impatience!

Il referendum contro la nuova Legge sulla caccia è indispensabile

Mentre il mondo sta affrontando la crisi climatica e la diminuzione della biodiversità, il Parlamento svizzero abbandona la protezione delle specie. La discussione iniziata per facilitare la regolazione del lupo si è ora spinta ben oltre, minando le fondamenta della protezione delle specie. Per questo Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera e zooschweiz lanciano oggi il Referendum contro questa legge inaccettabile.

Biber frisst

Una delle ultime decisioni prese durante questa legislatura è la revisione della “Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici” (LCP). Urs Leugger-Eggimann, segretario centrale di Pro Natura e presidente dell’associazione promotrice del referendum, afferma: “Questa legge inaccettabile minaccia gravemente la protezione delle specie tramite il trasferimento di competenze dalla Confederazione ai Cantoni (secondo noi chiaramente contrario alla Costituzione). Inoltre, l’abbattimento preventivo e una lista di specie regolabili che il Consiglio federale potrà cambiare a piacimento senza consultare il Parlamento”.

La Svizzera è al primo posto in quanto a specie minacciate

Una grande diversità di specie rende gli ecosistemi stabili. In futuro questa stabilità sarà sempre più in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. La nuova legge sulla caccia sarebbe stata una buona occasione per aiutare la biodiversità. Ora però, invece di proteggere meglio le specie, sarà possibile abbattere gli animali protetti addirittura preventivamente – semplicemente perché esistono.
«In Svizzera un terzo delle specie è minacciato», spiega Océane Dayer, responsabile politica presso WWF Svizzera. «Con queste cifre siamo al deprecabile primo posto tra i 36 paesi membri OCSE». Anna Baumann, direttrice del Parco faunistico Goldau e presidente di zooschweiz, sottolinea l’importanza che riveste la protezione delle specie anche nel contesto internazionale. La protezione delle specie è effettiva solo se oltrepassa i confini. Anche per questo Baumann afferma che: «Come associazione mantello degli zoo svizzeri gestiti in modo scientifico siamo convinti che per la maggior parte dei visitatori dei nostri parchi zoologici questa legge scellerata sia inaccettabile».

Legalmente discutibile, una lotta in Parlamento
Riguardo alla protezione delle specie, la Costituzione federale conferisce alla Confederazione non solo il potere legislativo, ma anche la responsabilità. Per David Gerke, presidente di Gruppo Lupo Svizzera, questa è una grave mancanza della revisione: «La responsabilità della Confederazione viene affidata ai Cantoni. A causa delle differenti opinioni riguardo alla protezione delle specie, si rischia che l’applicazione di questo principio risulti molto diversa tra un cantone e l’altro”. Werner Müller, direttore di BirdLife Svizzera, ricorda che l’attuale LCP fu accettata nel 1986 all’unanimità dal Consiglio nazionale e con solo due contrari dal Consiglio degli Stati. «L’attuale LCP è un buon compromesso tra caccia e protezione. La nuova, inaccettabile legge è invece il contrario. La revisione è stata un tira e molla, una lotta che ha allontanato la LCP dagli obiettivi legati alla protezione». Il Consiglio federale ha sottoposto alla procedura di consultazione quanto avviato con la mozione Engler per la regolazione facilitata del lupo proponendo ben 23 modifiche. Non è chiaro chi trarrà vantaggio dalla nuova LCP. Secondo Müller «Sicuramente non la caccia, che dalla revisione non ottiene praticamente niente. E di sicuro neanche la natura».

Rispedita al mittente
La revisione distrugge completamente la linea chiara e i compromessi intelligenti che hanno permesso alla LCP originaria di ottenere un ampio consenso tra cacciatori, agricoltori, amministrazioni della caccia, ambientalisti e popolazione. Se il progetto verrà respinto in una votazione popolare, le disposizioni della mozione Engler potrebbero venire inserite velocemente con una piccola revisione. «Il Consiglio federale potrà poi chiarire accuratamente la necessità d’intervento in tutti i punti e anche approfittare di questa possibilità per favorire la biodiversità», afferma Leugger-Eggimann, riassumendo la necessità evidente di lanciare il referendum. «L’inaccettabile LCP indebolisce la protezione delle specie, invece di rafforzarla – per questo la rispediamo al mittente».

Contatti:
Pro Natura TI, Christian Bernasconi, 079 262 16 51, christian.bernasconi@pronatura.ch
WWF Svizzera, Susanna Petrone, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch

In Ticino, intanto, si è formato il comitato del referendum, che parte oggi con la raccolta delle firme. Per ulteriori informazioni scrivete alla seguente email: joanna.schoenenberger@wwf.ch

BirdLife Svizzera: Werner Müller, direttore, 079 448 80 36, werner.mueller@birdlife.ch
Gruppe Wolf Schweiz: David Gerke, presidente, 079 305 46 57, david.gerke@gruppe-wolf.ch
zooschweiz: Anna Baumann, presidente, direttrice Parco naturale e faunistico Goldau, 041 859 06 10, anna.baumann@tierpark.ch
Internet: scarica qui il foglio del referendum per la raccolta delle firme

Scelte sbagliate: un governo che si basa su paure ataviche

Articolo tratto dal Corriere del Ticino di Giovedì 8 maggio 2019 (mi scuso per il collage).

 

Easier to break down wolves.


Wolves and bears in the viewfinder: the National Council has decided to loosen the conditions of regulation of the great predators, making their killing easier. The deputies went beyond the Government’s demands. The attempts of the left to downsize the project are in vain. Some nature protection groups have already threatened the referendum; the WWF, for its part, speaks of a “killing law”. The dossier now returns to the States. The people should have the last word.

 

Lupo1

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Easier to break down wolves.

 

 

Conferenza delle sezioni WWF 2018

CR_bergamopost.it

Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

 

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.