Come caccia il lupo

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Di Giorgia Ausilio (foto: Spadin)

Nel corso di migliaia di anni, il lupo si è evoluto per cacciare prede di corporatura molto più grande di esso (ad esempio alci e bisonti). Certamente vivere in un branco facilita la caccia, ma nondimeno uno dei problemi centrali per i lupi è quello di riuscire ad uccidere senza essere uccisi, poiché vi sono molti casi registrati di lupi feriti mortalmente proprio dalle loro prede. Mentre i felini molto spesso tendono agguati alle loro prede, i lupi d’altro canto devono prima raggiungere l’animale in fuga, rallentarlo e infine disabilitarlo prima di potersene cibare; inoltre, con prede come alci o bisonti che spesso scelgono di non fuggire ma di rimanere e affrontare il predatore, il rischio di ferite mortali è ancora più elevato. La ricerca di prede può inoltre richiedere molte ore, persino giorni, di incessante viaggio; ed è in queste situazioni che il forte senso dell’olfatto del lupo entra in gioco. Si stima infatti che il sistema olfattivo di un lupo sia 100-10000 volte più sensibile di quello di un essere umano, il che decisamente conferisce un vantaggio nella caccia. Una volta individuata una preda, e assumendo che essa decida di scappare, inizia la fase di inseguimento. I lupi possono correre per diversi chilometri mantenendo una velocità di 56-64 km/h; l’inseguimento più lungo mai osservato sembrerebbe essere quello di un lupo che per circa 8 chilometri inseguì un caribù in Alaska, senza infine catturarlo. Durante la caccia i lupi devono valutare in modo critico se continuare a inseguire la preda, poiché una valutazione sbagliata significherebbe sprecare considerevoli energie e tempo. Le interazioni tra preda e predatore durante questa fase possono essere estremamente stancanti e di conseguenza questo ha portato il lupo a sviluppare un acuto senso di giudizio per poter decidere se continuare o rinunciare all’attacco di una preda. Nonostante la comune credenza, il più delle volte la caccia finisce in fallimento. Tuttavia, i lupi sono ben adattati a questo stile di vita e possono sopravvivere per molti giorni senza cibarsi; il periodo più lungo finora noto è di circa 17 giorni. In sintesi, i lupi conducono una vita tra abbondanza e carestia, basata su intense interazioni sociali e lunghe, interminabili giornate di viaggio.

Il lupo è un animale che genera opinioni contrastanti, ma che al contempo affascina. Affascina perché, in qualche modo, ci assomiglia. Affascina perché caccia prede considerevolmente più grandi di esso. Affascina perché vive in unità famigliari molto simili alle nostre. Affascina perché simbolo di natura selvaggia, e inconsciamente risveglia in noi un bisogno primordiale di connessione con essa.

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Over the course of thousands of years, the wolf has evolved to hunt prey with a larger body size (eg. moose and bison). Certainly living in a herd facilitates hunting, but nevertheless one of the central problems for wolves is to be able to kill without being killed, since there are many recorded cases of wolves mortally wounded by their prey. While felines often tend to lurk their prey, wolves on the other hand must first reach the fleeing animal, slow it down and finally disable it before they can feed on it; moreover, with prey such as elk or bison that often choose not to flee but to stay and face the predator, the risk of mortal wounds is even higher. The search for prey can also take many hours, even days, of incessant travel; and it is in these situations that the strong sense of smell of the wolf comes into play. It is estimated that the olfactory system of a wolf is 100-10000 times more sensitive than that of a human being, which definitely gives an advantage in hunting. Once a prey has been identified, and assuming that it decides to escape, the chase phase begins. Wolves can run for several kilometers while maintaining a speed of 56-64 km/h; the longest pursuit ever observed would seem to be that of a wolf that chased a caribou in Alaska for about 8 kilometers, without finally capturing it. Wolves must critically evaluate if they keep chasing their prey, because a wrong assessment would mean wasting considerable energy and time. The interactions between prey and predator during this phase can be extremely tiring and as a result this led the wolf to develop an acute sense of judgment in order to decide whether to continue or give up the attack of a prey. Despite the common belief, most of the time the hunt ends up in bankruptcy. However, wolves are well adapted to this lifestyle and can survive for many days without eating; the longest known period is about 17 days. In short, wolves lead a life between abundance and famine, based on intense social and long interactions, endless days of travel.

The wolf is an animal that generates conflicting opinions, but at the same time fascinates. It fascinates because, in some way, it resembles us. It fascinates because it hunts prey considerably larger than it. It fascinates because it lives in family units very similar to ours. It fascinates because it is a symbol of wild nature, and unconsciously awakens in us a primordial need to connect with it.

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