Un lupo di nome Romeo…

Questa è una storia vera e molto toccante. Immagini significative che raccontano l’amicizia di un lupo con animali e persone della cittadina di Juneau in Alaska. Ma come ogni storia “speciale”, purtroppo, il dolore ne è parte…

This is a true and very touching story. Significant images that tell of the friendship of a wolf with animals and people from the town of Juneau in Alaska. But like any “special” story, unfortunately, the pain is part of it…

Sulle tracce dei lupi in Val Morobbia * On the trail of the wolves in Val Morobbia

Dalla stazione di Giubiasco abbiamo fatto car-sharing per raggiungere l’Alpe Giumello sopra Carena. Attraversando una zona che è ricoperta da una densa vegetazione, siamo incappati nell’ultimo pezzo di strada pieno di buche e dossi che ha richiesto una guida molto prudente. Arrivati all’alpe Giumello, abbiamo ricevuto le prime informazioni dal Dr. Stefan Suter, docente e ricercatore della Forschungsgruppe Wildtiermanagement (WILMA) della Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) e presso l’Institut für Umwelt und Natürliche Ressourcen (IUNR). In seguito, è iniziata la salita con un dislivello di +500 m s/m. Siamo passati attraverso zone boschive per poi giungere a 1700 m s/m in zona sassosa e ricoperta di rade sterpaglie. Gli ultimi 300 metri sono stati, almeno per me che non sono abituata, una bella sfida.

Sul Passo del S. Jorio, dove c’è lo spartiacque con l’Italia, ci siamo fermati per pranzare al sacco e per ascoltare Stefan  che ci ha fornito le informazioni in merito all’attività che la WILMA e IUNR svolgono in quella regione. La tecnica dello “wolf-howling” sfrutta la tendenza dei lupi ad utilizzare l’ululato come forma di comunicazione a lunga distanza. Stefan ci ha fatto ascoltare diverse registrazioni spiegando in seguito come questi dati vengono analizzati dagli esperti biologi. Prima dell’utilizzo di tecnologia più avvanzata, l’uomo imitava l’ululato di un canide, stimolando una risposta da parte dei lupi eventualmente presenti nell’aria di studio. Attualmente si procede con la registrazione per mezzo di un sistema digitale che rimane attivato per 12 ore consecutive (la notte); si spera che in un prossimo futuro la modalità possa essere calibrata al momento esatto nel quale avviene l’ululato dell’animale e quindi permettere in un secondo tempo un’analisi più rapida da parte degli esperti biologi.

Da queste registrazioni può quindi essere accertata la presenza della specie, e distintamente rilevare la riproduzione nel branco per mezzo dell’ululato dei cuccioli. Per mezzo di questi rilevamenti può essere inoltre monitorata d’area di presenza di “canis lupus” e procedere con analisi più precise inerenti la definizione dei confini del branco ed estensione dell’area da monitorare. L’idoneità ambientale richiede una verifica più estesa sulla contemplazione della tipologia di vegetazione medio-alta (zone di rifugio), delle aree lontane da fonti di disturbo antropico (presenza dell’uomo) e ulteriori fattori esogeni. Queste analisi dettagliate sono effettuate dai biologi in loco.

Val Morobbia

Lungo il nostro percorso verso il Passo del S. Jorio, abbiamo avuto modo di analizzare diverse tipologie di impronte lasciate sul terreno morbido. La presenza di diversi ungulati, conferma la possibilità di prede per il lupo. La zona è discosta dal centro abitato (poca presenza antropica). Lo studi tecnico della “tracciatura” permette inoltre di localizzare e seguire le tracce lasciate da lupi (solitari o branco) che si sposta per la caccia.

Durante la discesa verso l’Alpe Giumello, sono stati raccolti degli escrementi (per campionatura, analisi genetica e verifica dello stato nutrizionale dell’animale) i quali forniranno agli studiosi ulteriori informazioni sulla presenza del predatore. Le informazioni sul branco, quali la sua dimensione, il sesso degli individui, la loro dieta e stato nutrizionale, il tasso di predazione e comportamento di “marcatura” (urina, feci, graffi sui tronchi ecc.) permettono di catalogare informazioni specifiche sulla loro presenza. Di conseguenza, gli studiosi dispongono di dati concreti per informare gli allevatori in merito alla necessità di adottare le apposite contromisure per la protezione delle greggi eventualmente presenti nella zona. Durante l’inverno, le analisi possono anche essere effettuate con il prelievo dell’urina lasciata sulla neve.

Stefan ha prelevato il campione freschissimo  di feci, risalente forse al mattino o notte precedente, che saranno inviate al laboratorio per l’esame del DNA (mitocondriale e nucleare) per stabilire il genotipo individuale (sesso e relazioni di parentela) e la sua appartenenza ad uno specifico branco.

Personalmente, ho trovato quest’esperienza affascinante! Ritengo che ogni persona debba essere meglio informata in merito alla presenza dei “grandi predatori” affinché non siano stupidamente temuti, ma bensì protetti in quanto parte indispensabile per un ecosistema bilanciato e florido.

Desidero quindi portare un modesto contributo al lettore, demitizzando le scempiggini e idiozzie raccontate sul lupo. Il mio è unicamente un invito ad approfondire la conoscenza del “Canis Lupus” animale timido e schivo, che assolutamente non è una minaccia per l’uomo. Imparare a conoscere le sue abitudini di caccia e quant’altro, per addottare le misure consigliate (a livello cantonale e federale in Svizzera) per evitare che vi siano predazioni nelle greggi, questo è il consiglio per gli allevatori di bestiame sul nostro territorio.

Non vedo l’ora di poter avere una nuova occasione di seguire Stefan su questi monti, proprio durante le ore più buie della notte, per ascoltare i loro ululati, messaggi in codice che l’Uomo da 40.000 anni non ha ancora totalmente potuto decifrare. Attendo quest’occasione con viva impazienza!

 

From Giubiasco station we did car-sharing to reach Alpe Giumello above Carena. Crossing the area that is covered with dense vegetation, we ran into the last piece of the road full of potholes and bumps that required a very cautious driving. Arriving at the Alpe Giumello, we received the first information from Dr. Stefan Suter, lecturer and researcher at the Forschungsgruppe Wildtiermanagement (WILMA) of the Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) and at the Institut für Umwelt und Natürliche Ressourcen (IUNR). Then the climb began with a difference in altitude of +500 m s/m. We passed through wooded areas and then reached 1700 m s/m in a rocky area covered with sparse scrub. The last 300 meters were, at least for me that I’m not used to, a good challenge.

On the Passo del S. Jorio, where there is the watershed with Italy, we stopped to have lunch and listen to Stefan who gave us the information’s about the activity that WILMA and IUNR are doing in that region. The “wolf-howling” technique exploits the tendency of wolves to use the howl as a form of long-distance communication. Stefan made us listen to several recordings explaining how biologists later analyze these data. Before the use of more advanced technology, man imitated the howling of a canine, stimulating a response from the wolves eventually present in the region of study.

Currently, we proceed with the registration by means of a digital system that remains activated for 12 consecutive hours (at night). It is hoped that in the near future the modality can be calibrated at the exact moment in which the howling of the animal takes place and then allow a more rapid analysis by the biologists at a later time.

From these recordings can, therefore, be ascertained the presence of the species, and distinctly detect the reproduction in the pack by means of the howling of the puppies. By means of these removals, it can also be monitored for the presence of “Canis lupus” and proceed with more precise analyzes concerning the definition of the boundaries of the pack and extension of the area to be monitored. The environmental suitability requires a more extensive verification of the contemplation of the type of medium-high vegetation (refuge areas), of the areas far from sources of anthropic disturbance (presence of man) and further exogenous factors. These detailed analyses are carried out by biologists on site.

On our way to the Passo S. Jorio, we were able to analyze different types of animal footprints left on the soft ground. The presence of different ungulates confirms the possibility of prey for the wolf. The area differs from the inhabited center (little human presence). The “tracing” technical study also allows you to locate and follow the tracks left by wolves (solitary or pack) that move for hunting.

During the descent towards Alpe Giumello, excrements were collected (by sampling, genetic analysis, and verification of the nutritional status of the animal) which will provide scholars with further information on the presence of the predator. Information on the pack, such as its size, the sex of individuals, their diet and nutritional status, the predation rate and “marking” behavior (urine, feces, scratches on the trunks, etc.) make it possible to catalog specific information on their presence. Consequently, scholars have concrete data to inform farmers about the need to adopt the appropriate countermeasures for the protection of flocks possibly present in the area. During the winter, the analyzes can also be carried out with the urine sampling left on the snow.

Stefan took a fresh sample of feces, perhaps dating back to the morning or the previous night, which will be sent to the laboratory for DNA testing (mitochondrial and nuclear) to establish the individual genotype (sex and kinship relationships) and its belonging to a specific pack. Personally, I found this experience fascinating! I believe that every person should be better informed about the presence of “great predators” so that they are not stupidly feared, but rather protected as an indispensable part of a balanced and flourishing ecosystem.

I, therefore, wish to make a modest contribution to the reader, demystifying the crap and idiocies told about the wolf. Mine is only an invitation to deepen the knowledge of the “Canis Lupus” shy and reserved animal, which is absolutely not a threat to man. Learn to know its hunting habits and so on, to adopt the recommended measures (at the cantonal and federal level in Switzerland) to avoid that there are predations in the herds, this is the advice for livestock breeders on our territory.

I look forward to having a new opportunity to follow Stefan on these mountains, just during the darkest hours of the night, to listen to their howls, coded messages that the Man for 40,000 years has not yet been able to completely decipher. I await this occasion with great impatience!

L’uccisione brutale del lupo continua in tutta Europa * Brutal wolf killing continues across Europe

Brutal wolf killing continues across Europe

Brutal wolf killing continues across Europe

The protected status of the wolf is determined by the EU. Yet, EU countries determined what this status practically implies by including the species in different Annexes of the Flora and Fauna Habitats Directive. Therefore, countries like France and Slovakia, as well as regions of Spain can still legally cull wolves to a certain level. Yet, even Spain stopped the wolf culling activities last season. In the meantime, illegal killing of wolves continues to happen in many other countries. Here are a few highlights that need international attention.

Norway

The Norwegian regional Large Carnivores Committee recently made the decision to kill three wolf packs in the so-called wolf zones this winter. The wolf-zones are actually areas where wolves should be able to live, instead of being shot. This means that Norwegian hunters will try to kill another 17 wolves. Many Norwegian organisations have appealed to the Ministry of Environment to call stop the killing. The Ministry will decide on the situation in November.

The decision follows many killings and demonstrations against it in Norway and across the world. Last year, Norway planned to kill half of its entire wolf population even. The Scandinavian wolf population is severely suffering from these impacts. There is less genetic exchange between populations, due to the fact that many migrating wolves die along the way. And the so-called genetic inbreeding is used as an argument to reduce the wolf population size again. Yet, scientific evidence shows that the Scandinavian wolf population can recover, if people let it. On the 26th of October, people will go to the streets to demonstrate against this decision as well.

Denmark

Denmark saw the return of the wolf happening in 2012 after almost 200 years. However, last year a hunter shot one of the few wolves in Denmark. The hunter was captured on video and arrested. The court decided in August last year that the hunter got a sentence of just 40 days probation. In addition, the hunter lost his hunting license now too. But the story of Danish wolves does not stop there. According to reporting, at least 7 wolves have gone ‘missing’ in Denmark since 2012. What is left is an estimated number of 4 adults and 6 cubs.

If the Danish authorities treat such felonies of killing strictly protected animals so mildly, it is only a matter of time before the re-extinction of wolves in Denmark.

Belgium

The latest news is from Belgium, which welcomed the wolf back after more than 100 years of absence. The she-wolf named Naya found a male partner August in the Belgian forests. Earlier this year, camera traps photographed her as she showed signs of being pregnant. However, since 4.5 months there has been no sign of her or the pups. August still roams the woods, but the official news came out this weeks that hunters most likely have killed Naya.

Although clear evidence is still lacking, experts state it is very unlikely that the wolf died of other causes. The official research still has to provide proof of what happened to the Belgian wolf, however.

Human-wolf coexistence

Killing wolves is not the solution for the problems that hunters and farmers are facing. Effective livestock protection measures are more effectively contributing to human-wolf coexistence than killing wolves. Practical examples from many different countries and regions prove that it can work. It is up to the people to decide whether they accept that the wolf returned.

Il referendum contro la nuova Legge sulla caccia è indispensabile

Mentre il mondo sta affrontando la crisi climatica e la diminuzione della biodiversità, il Parlamento svizzero abbandona la protezione delle specie. La discussione iniziata per facilitare la regolazione del lupo si è ora spinta ben oltre, minando le fondamenta della protezione delle specie. Per questo Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera e zooschweiz lanciano oggi il Referendum contro questa legge inaccettabile.

Biber frisst

Una delle ultime decisioni prese durante questa legislatura è la revisione della “Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici” (LCP). Urs Leugger-Eggimann, segretario centrale di Pro Natura e presidente dell’associazione promotrice del referendum, afferma: “Questa legge inaccettabile minaccia gravemente la protezione delle specie tramite il trasferimento di competenze dalla Confederazione ai Cantoni (secondo noi chiaramente contrario alla Costituzione). Inoltre, l’abbattimento preventivo e una lista di specie regolabili che il Consiglio federale potrà cambiare a piacimento senza consultare il Parlamento”.

La Svizzera è al primo posto in quanto a specie minacciate

Una grande diversità di specie rende gli ecosistemi stabili. In futuro questa stabilità sarà sempre più in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. La nuova legge sulla caccia sarebbe stata una buona occasione per aiutare la biodiversità. Ora però, invece di proteggere meglio le specie, sarà possibile abbattere gli animali protetti addirittura preventivamente – semplicemente perché esistono.
«In Svizzera un terzo delle specie è minacciato», spiega Océane Dayer, responsabile politica presso WWF Svizzera. «Con queste cifre siamo al deprecabile primo posto tra i 36 paesi membri OCSE». Anna Baumann, direttrice del Parco faunistico Goldau e presidente di zooschweiz, sottolinea l’importanza che riveste la protezione delle specie anche nel contesto internazionale. La protezione delle specie è effettiva solo se oltrepassa i confini. Anche per questo Baumann afferma che: «Come associazione mantello degli zoo svizzeri gestiti in modo scientifico siamo convinti che per la maggior parte dei visitatori dei nostri parchi zoologici questa legge scellerata sia inaccettabile».

Legalmente discutibile, una lotta in Parlamento
Riguardo alla protezione delle specie, la Costituzione federale conferisce alla Confederazione non solo il potere legislativo, ma anche la responsabilità. Per David Gerke, presidente di Gruppo Lupo Svizzera, questa è una grave mancanza della revisione: «La responsabilità della Confederazione viene affidata ai Cantoni. A causa delle differenti opinioni riguardo alla protezione delle specie, si rischia che l’applicazione di questo principio risulti molto diversa tra un cantone e l’altro”. Werner Müller, direttore di BirdLife Svizzera, ricorda che l’attuale LCP fu accettata nel 1986 all’unanimità dal Consiglio nazionale e con solo due contrari dal Consiglio degli Stati. «L’attuale LCP è un buon compromesso tra caccia e protezione. La nuova, inaccettabile legge è invece il contrario. La revisione è stata un tira e molla, una lotta che ha allontanato la LCP dagli obiettivi legati alla protezione». Il Consiglio federale ha sottoposto alla procedura di consultazione quanto avviato con la mozione Engler per la regolazione facilitata del lupo proponendo ben 23 modifiche. Non è chiaro chi trarrà vantaggio dalla nuova LCP. Secondo Müller «Sicuramente non la caccia, che dalla revisione non ottiene praticamente niente. E di sicuro neanche la natura».

Rispedita al mittente
La revisione distrugge completamente la linea chiara e i compromessi intelligenti che hanno permesso alla LCP originaria di ottenere un ampio consenso tra cacciatori, agricoltori, amministrazioni della caccia, ambientalisti e popolazione. Se il progetto verrà respinto in una votazione popolare, le disposizioni della mozione Engler potrebbero venire inserite velocemente con una piccola revisione. «Il Consiglio federale potrà poi chiarire accuratamente la necessità d’intervento in tutti i punti e anche approfittare di questa possibilità per favorire la biodiversità», afferma Leugger-Eggimann, riassumendo la necessità evidente di lanciare il referendum. «L’inaccettabile LCP indebolisce la protezione delle specie, invece di rafforzarla – per questo la rispediamo al mittente».

Contatti:
Pro Natura TI, Christian Bernasconi, 079 262 16 51, christian.bernasconi@pronatura.ch
WWF Svizzera, Susanna Petrone, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch

In Ticino, intanto, si è formato il comitato del referendum, che parte oggi con la raccolta delle firme. Per ulteriori informazioni scrivete alla seguente email: joanna.schoenenberger@wwf.ch

BirdLife Svizzera: Werner Müller, direttore, 079 448 80 36, werner.mueller@birdlife.ch
Gruppe Wolf Schweiz: David Gerke, presidente, 079 305 46 57, david.gerke@gruppe-wolf.ch
zooschweiz: Anna Baumann, presidente, direttrice Parco naturale e faunistico Goldau, 041 859 06 10, anna.baumann@tierpark.ch
Internet: scarica qui il foglio del referendum per la raccolta delle firme

They are going to kill the whole wolf pack

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Uccideranno l’intero branco di lupi        (english text see below)

Verso l’abbattimento di quattro giovani lupi nei Grigioni: a breve l’Ufficio cantonale per la caccia e la pesca (UCP) interverrà per regolare la popolazione dei predatori della zona del Piz Beverin, sopra Thusis.

L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha rilasciato l’autorizzazione per l’uccisione degli animali, hanno indicato oggi le autorità grigionesi.

La scorsa estate nella regione dell’Heinzenberg (tra Thusis e Rothenbrunnen) e nella valle di Safien, all’interno dell’area abituale di attività del branco del Beverin, sono state sbranate almeno 15 capre appartenenti a greggi protette mediante corrispondenti misure. È stata così superata, indica l’UCP, la soglia che permette di classificare come problematico il comportamento di questo branco di lupi. Fondandosi sulle basi legali, il cantone ha pertanto intrapreso i passi necessari per la regolazione dell’effettivo.

I campioni di Dna hanno permesso di identificare il maschio M92, padre della cucciolata che ha dato origine al gruppo, quale autore degli attacchi. Di questo esemplare si era già parlato lo scorso anno, quando sull’alpe Stuzt, sopra Splügen, erano state sbranate un gran numero di pecore. Questo lupo ha ora iniziato ad attaccare animali facenti parte di greggi protette e a trasmettere questo comportamento ai suoi discendenti.

Il permesso per la regolazione dell’effettivo di lupi è limitato all’areale abituale di attività nella zona del Piz Beverin. Gli abbattimenti dovranno avvenire entro il 31 marzo 2020.

Nelle scorse settimane l’UCP si è preparato a questo intervento. È necessario procedere a breve, si spiega nella nota stampa, per riuscire ancora a distinguere i genitori dagli altri lupi. Il piano è di abbattere gli animali all’interno del branco, in modo da ottenere un effetto di disturbo supplementare. Dato che nel frattempo il branco è diventato estremamente mobile, trattenendosi nello stesso luogo solo per breve tempo, si stima che non sarà facile raggiungere gli obiettivi prefissati.

Da parte delle autorità cantonali si esprime soddisfazione perché i modelli relativi allo sviluppo della popolazione di lupi nei Grigioni allestiti dall’UCP dopo l’individuazione del primo branco sul Calanda nel 2012 si sono rivelati corretti. Già allora era stata prevista la formazione di ulteriori branchi.

(c) CdT (Corriere del Ticino)

Towards the killing of four young wolves in Graubünden (Switzerland): soon the cantonal office for hunting and fishing (UCP) will intervene to regulate the predator population in the Piz Beverin area above Thusis.
The Federal Office for the Environment (FOEN) has issued the authorization for the killing of animals, the Grisons authorities have indicated today.
Last summer in the Heinzenberg region (between Thusis and Rothenbrunnen) and in the Safien valley, at least 15 goats belonging to protected herds were maimed within the usual area of activity of the Beverin herd using corresponding measures. The threshold that allows the behavior of this wolf pack to be classified as problematic has thus been overcome. Based on the legal bases, the canton has therefore taken the necessary steps to regulate membership.
The DNA samples allowed to identify the male M92, father of the litter that gave rise to the group, as the author of the attacks. This specimen was already talked about last year, when a large number of sheep had been mauled on the Stuzt alp above Splügen. This wolf has now begun to attack animals belonging to protected flocks and to transmit this behavior to its descendants.
The wolves’ membership adjustment permit is limited to the usual area of activity in the Piz Beverin area. The slaughter must take place by 31 March 2020.
In recent weeks, the UCP prepared for this intervention. It is necessary to proceed shortly, it is explained in the press release, in order to still be able to distinguish the parents from the other wolves. The plan is to break down the animals within the herd, in order to obtain an additional disturbing effect. Given that in the meantime the pack has become extremely mobile, staying in the same place only for a short time, it is estimated that it will not be easy to achieve the set goals.
On the part of the cantonal authorities, satisfaction is expressed because the models relating to the development of the wolf population in Graubünden set up by the UCP after the identification of the first pack on the Calanda in 2012 have proved to be correct. Even then, further packs had been set up.

And… again: hatred towards wolves

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Published Sept. 10th, 2019 Corriere del Ticino

Unfortunately the arrogance spreads and creates hatred and misinformation among the citizens.
Of course I would never have expected from a man of culture, complete with studies in molecular biology and doctorate as well as dozens of scientific publications, international congresses  and so on and so forth, a banal exit like “isn’t that a couple of well-placed bullets cost less?”
This same person had also been in the front line against the creation of the Parco del Locarnese. Certainly, dear prof. PhD Sandro Rusconi. But not everyone, in the specific case of the wolf, we share your profound intolerance and diligence in wanting to kill rather than find solutions. I hope that you didn’t express this type of “life thesis” during the lessons she gave years ago in the elementary schools of Locarno, as I hope it is a trivial release on FB, then hurriedly dismissed and forgotten.
It is not killing that we find solutions, and this is not a fact. Certainly humans have an easy trigger, just consider that in every corner of the planet we have conflicts in place, wars that kill millions of people… and animals. I avoid bringing up a list, you just need to read the newspapers or turn on the television to realize that violence, crime and death are practically everywhere.
I reiterate that you can live with the great predators (that were instill here before us) and that there are solutions to be implemented rather than killing an animal that could (I say could) tear to pieces sheep or goats.
If in Trentino and Veneto they are experimenting with the possibility of monitoring wolves through a radio collar, why not opt for this possibility?

I am not insensitive to the fact that the flock of the breeder Mr. Hüppi has suffered losses, indeed, I regret that due to bad weather the lone wolf attacked and managed to blend in. I hope that there were also dogs specifically bred to “protect the flocks” (I refer to the Abruzzese Maremma breeds and the Pyrenean mountain dog see www.bafu.admin.ch protection of flocks).

It is not sufficient to lay electrified nets to contain sheep during the night: whereas in the specification, the attack took place in broad daylight with adverse weather conditions. And doesn’t help having a couple of extra shepherds: the wolf is a clever animal although very shy and can only compete with one of his “peers”: a dog specifically bred to cope with the presence of his “ancestor”.
Unfortunately, I do not think the breeder’s idea of bringing the animal down at sight, which, after all, could also be an escaped dog, a hybrid or perhaps even a lynx, is feasible…
It also happens to hunters, very expert with their rifles equipped with a night vision scope, who sometimes shoot at a “something” that vaguely resembled prey… and then they realize that they have knotted their dog or even their hunter friend (and this has happened right last week before I send my article to the newspaper).

Remember that in Switzerland we have (still) a law that protects large predators, the latter are used to maintain a healthy ecosystem, we should therefore apply wisdom and sagacity by doing everything possible to avoid an extermination of animals making us return to 1800 year in which they had died out of our territory.

Roberto_Kufahl

CdT 18.09.2019

Mi fa sempre molto piacere ricevere lettere con tanto di mittente, a commento delle mie pubblicazioni. Ancora più piacevole è ricevere un sostegno morale, da persone colte per davvero e che sono pronte a fare qualcosa di tangibile per modificare la situazione inaccettabile che si è protratta ad oltranza nel nostro paese. Su di una cartolina che ritrae l’innevato paesaggio del Serettasee, evidenziata c’è la frase:

Chi non astrae da ciò che è dato, chi non collega i fatti ai fattori che li hanno prodotti, chi non disfà i fatti nella sua mente, in realtà non pensa. (c) H.Marcuse – L’uomo a una dimensione

Revisione della legge sulla caccia

Ultime notizie odierne (19.6.2019) comunicato del WWF Svizzera: la revisione della legge sulla caccia -che dovrebbe consentire l’abbattimento agevolato di specie protette- non verrà discussa nella sessione estiva ma è stata spostata in autunno. Le motivazioni sono futili: così che durante la campagna elettorale i politici non dovranno spiegare come mai sono favorevoli ad una legge così assurda….

Di conseguenza,  la raccolta delle firme contro la revisione della legge sulla caccia inizierà in autunno! Noi ci prepariamo!

Se vuoi aiutare anche tu questo REFERENDUM, compila il sottostante formulario lasciando i tuoi dati e la quantità di firme che potresti raccogliere. Ti invieremo via e-mail i moduli non appena saranno disponibili. Grazie di vero cuore per il tuo prezioso sostegno!

 

 

Scelte sbagliate: un governo che si basa su paure ataviche

Articolo tratto dal Corriere del Ticino di Giovedì 8 maggio 2019 (mi scuso per il collage).

 

Easier to break down wolves.


Wolves and bears in the viewfinder: the National Council has decided to loosen the conditions of regulation of the great predators, making their killing easier. The deputies went beyond the Government’s demands. The attempts of the left to downsize the project are in vain. Some nature protection groups have already threatened the referendum; the WWF, for its part, speaks of a “killing law”. The dossier now returns to the States. The people should have the last word.

 

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Easier to break down wolves.

 

 

(Re) azioni… da parte dei lettori

All’inizio del corrente mese ho inviato alla stampa locale, una considerazione inerente l’attuale situazione del Lupo nel nostro cantone.
Il Corriere del Ticino e la Regione hanno pubblicato l’articolo dal titolo “Il lupo, l’ignoranza e le fake news”.

Il lupo, l'ignoranza e le false notizie, correire 6.12.2018
Certo potevo ben immaginare che avrebbe causato qualche fastidio e reazione, specialmente a chi vede come unica soluzione la canna di un fucile.
Ma ho anche constatato che ci sono dei lettori sensibili e intelligenti, che mi hanno raggiunta per mezzo di questo blog lasciando il seguente commento:

Website:
Comment: Buongiorno! Mi scuso per contattarla in questo modo elettronico, impersonale, ma non sono riuscito a trovare il suo telefono. Volevo ringraziarla e complimentarmi per la sua “Lettera al Corriere del Ticino” di oggi in risposta all'”opinione” sul Corriere del Ticino del 01.12.2018 in merito ai lupi, scritto da un personaggio inqualificabile. Il contenuto mi ha urtato, come già altri scritti in precedenza dal citato opinionista medico. Farò il possibile per scrivere pure io un commento a ringraziamento al suo intervento. Non solo “una nazione si qualifica da come tratta gli animali”, ma ogni persona. Ma forse chi scriveva tale articolo è tutto fuorchè una “persona”. Purtroppo tali opinioni, per false che siano, hanno spesso grande risonanza presso il pubblico non preparato, soprattutto se provengono dalla penna di un medico o di un professore.

Con ammirazione per quello che fa e molto cordiali saluti

Gabriele Picard, Neggio.

Ma ho anche ricevuto una bella letterina con tanto di disegni, firmata da una gentile signora ultra ottantenne…
come pure un’altro bigliettino, di tutt’altro contenuto, e naturalmente anonimo (orso bruno).
Chissà perché c’è sempre quest’atavica tendenza a tirar sassi e poi nascondere il braccio. Giustamente nel mio articolo parlavo di “ignoranza”… ecco l’ennesima prova.

Articolo_stampa