Salvaguardia dell’ecosistema

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Articolo sulla Regione, 8 marzo 2018, Jasmine Grueter

Il lupo e l’importanza della salvaguardia del delicato ecosistema.

L’essere umano ha, ormai, da molto tempo acquisito unilateralmente il ruolo di giudice e giuria in merito alla salvaguardia del delicato ecosistema. Quel che poi stupisce ancor di più, è che Paesi che, almeno sulla carta, dovrebbero essere evoluti e, perciò, dotati di una maggiore coscienza rispetto al tema dell’equilibrio in natura, regrediscano andando ad adottare mentalità e soluzioni degni del più oscuro Medioevo.
Lascia alquanto interdetto che la Svizzera, paese all’avanguardia, noto anche per una particolare attenzione ambientale, stia seriamente pensando di defalcare il lupo dal registro delle specie assolutamente protette, dando, in pratica, il via libera ad un suo indiscriminato abbattimento. Che esempio pensa di dare al resto del mondo? Ora, in tempi moderni e così sofisticamente tecnologici, tutto questo non può lasciare che esterrefatti.
Una delle caratteristiche principali dell’essere umano purtroppo è quella di credersi detentore del decidere quale razza, specie animale, vegetale e via dicendo debba vivere. Madre Natura però, dotata incredibilmente di grande pazienza, nella sua infinita saggezza ha stabilito che vi siano prede e predatori, il tutto collocato in un equilibrio eccezionale. Chi siamo quindi noi per decidere ancora una volta chi debba sopravvivere?
Di miti e leggende sul lupo, molte dei quali alimentati nel tempo da miscredenze popolari e da interpretazioni religiose, ve ne sono fin troppi. Farci credere, ancora oggi, che il lupo sia un famelico e indiscriminato assalitore è, a dir poco, veramente incredibile.
Può capitare che il lupo, soprattutto quando debilitato, si dedichi ad assalire le greggi. Questo è nella sua natura, e l’uomo, nella sua lucida follia, pensa di risolvere cancellandolo dalla faccia della terra… Ma esistono soluzioni sicuramente migliori e più costruttive. Nessun vuol sostenere che il lupo sia un animale docile, da tener al guinzaglio, ma questa sua selvaticità rientra proprio nella salvaguardia del delicato equilibrio naturale.
Se il fatto di pensare di defalcare il lupo dal registro delle specie assolutamente protette non rientra in cervellotiche ragioni para politiche, allora qual è la vera motivazione? Nei boschi e nelle foreste di questo Paese, forse non dovrebbero poter vivere liberi e protetti i lupi? O forse in Svizzera, un cosiddetto Paese civile, è rimasta nei confronti del lupo una specie di odio atavico?
Ogni ragione mercantilistica non può e, soprattutto, non deve trovare sempre una così facile applicazione. In altre parole, se ipoteticamente i lupi possono rappresentare un potenziale pericolo per allevatori e contadini, la soluzione non è certamente quella di dare il via ad una guerra nei confronti del lupo. Millenni di evoluzione, in questo modo, verrebbero spazzati via, senza contare le conseguenze legate all’andare a spezzare un equilibrio naturale nel quale convivono, da sempre, prede e predatori.
In conclusione, l’uomo non faccia ciò che la natura non ha in programma di fare.

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New wolf enclosure in Eekholt
25 Sep 2012, Germany — Four-month old wolf pups Janosch, Mascha and Alexander run with adoptive mother Lena in their new enclosure at the wilderness park in Eekholt, Germany, 25 September 2012. The 11,000 square meter natural enclosure will be officially opened on 27 September 2012. Photo: Carsten Rehder — Image by © Carsten Rehder/dpa/Corbis

 

Article on the Newspaper La Regione, March 8, 2018, Jasmine Grueter

The wolf and the importance of safeguarding the delicate ecosystem.

The human being has, for a long time, unilaterally acquired the role of judge and jury regarding the protection of the delicate ecosystem. What then amazes even more, is that countries that, at least on paper, should be evolved and, therefore, with a greater awareness of the issue of balance in nature, are regressing, going to adopt mentality and solutions worthy of the darkest Middle Ages .
It is rather interdict that Switzerland, an avant-garde country, also known for its particular environmental focus, is seriously considering declassifying the wolf from the register of absolutely protected species, giving, in practice, the go-ahead for its indiscriminate slaughter. What example do you think of giving the rest of the world? Now, in modern times and so technologically sophisticated, all this is astonishing.
One of the main characteristics of human beings, unfortunately, is that of believing that they are the ones to decide which race, animal species, vegetable species and so on they must live. Mother Nature, however, incredibly endowed with great patience, in her infinite wisdom has established that there are prey and predators, all placed in an exceptional balance. So who are we to decide once again who should survive?
There are so far too many myths and legends about the wolf, many of which fed over time by popular miscreants and religious interpretations. To make us believe, even today, that the wolf is a ravenous and indiscriminate assailant is, to say the least, truly incredible.
It can happen that the wolf, especially when debilitated, is dedicated to attack the herd. This is in its nature, and man, in his lucid madness, thinks of solving it by erasing it from the face of the earth … But there are certainly better and more constructive solutions. No one wants to claim that the wolf is a docile animal, to be kept on a leash, but this wildness is part of the protection of the delicate natural balance.
If the fact of thinking of declassifying the wolf from the register of the absolutely protected species is not part of the dementia for political reasons, then what is the real motivation? In the woods and forests of this country, perhaps they should not be able to live free and protected wolves? Or maybe in Switzerland, a so-called civilized country, has remained against the wolf a kind of atavistic hatred?
Every mercantilist reason can not and above all must not always find such an easy application. In other words, if hypothetically the wolves can represent a potential danger for farmers and farmers, the solution is certainly not to start a war against the wolf. Millennia of evolution, in this way, would be swept away, without counting the consequences of going to break a natural balance in which they have always lived together, prey and predators.
In conclusion, man does not do what nature does not plan to do.

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L’Austria è un paese delle meraviglie per il lupo?

Qui di seguito riportiamo l’intervista fatta a David Gerke, allevatore svizzero, sul sito Kurier.at

 

David Gerke si impegna per una convivenza coi lupi in Svizzera. Anche l’Austria si deve adattare all’ulteriore diffusione dei lupi. I problemi di caccia in Austria sono a sé stanti. Questa è la valutazione di David Gerke. È presidente del “Gruppo Lupo Svizzera”, che ha condotto campagne per la protezione e il ritorno dei lupi per anni.

Pastore, Cacciatore, Guardiano del Lupo. David Gerke combina nella sua persona tre funzioni che sembrano difficili da conciliare: quale “protettore di lupi” egli è anche cacciatore e pastore in Svizzera, dove i lupi hanno cominciato ad arrivare da alcuni decenni, anticipando l’esperienza per l’Austria, dove nel 2016 un gruppo si è stabilito nel Waldviertel.

KURIER: Conosce la situazione in Austria?

Gerke: Osservo con attenzione la situazione in Austria.

K: Crede che il numero di lupi aumenterà in Austria?

G: Sì. I quantitativi di cervi tenuti alti con troppa alimentazione, creano un vero paese delle meraviglie per i lupi in Austria. Con questa forma di gestione dei cervi, stanno emergendo gravi conflitti.

K: Cosa sta facendo in modo diverso la Svizzera qui?

G: In Svizzera, i cervi possono essere nutriti solo in casi eccezionali, in Austria questa è spesso la regola.

K: Conoscete gli attuali stock di cervi?

G: La popolazione di cervi nelle province austriache del Tirolo e del Vorarlberg, al confine con la Svizzera, è circa il 30% più alta nella stessa zona rispetto al cantone dei Grigioni, dove i 15.000 capi presenti si avvicinano al massimo sopportabile.

K: In Austria si spingono i cervi in cosiddette riserve invernali (Wintergatter). Potrebbero essere aree di sostentamento per i lupi?

G: Da noi non esistono queste aree.

K: Quali cambiamenti devono aspettarsi i cacciatori?

G: La presenza del lupo modificherà i comportamenti della selvaggina e il cacciatore dovrà tenerne conto.

K: Faccia un esempio?

G: La presenza in determinati orari o in certi luoghi di cervi o caprioli sarà meno probabile. Il cervo, ad esempio, potrebbe spostare le aree di accoppiamento e non starà più in grandi branchi.

K: Anche il lupo porta benefici?

G: Aiuta a ridurre una crescita eccessiva e a garantire una popolazione di selvaggina sana. Ad esempio, può aiutare a risolvere il problema del cervo colpito dal TBC nel Vorarlberg. Perché il lupo svolge molto bene la sua funzione di selezione biologica nella gestione della fauna selvatica.

K: Il numero di caprioli e cervi non diminuisce in modo significativo?

G: Da noi, in Svizzera, gli animali selvatici non sono scomparsi. Sono però più sani. I camosci ritornano nelle alture per cui sono fatti. Tuttavia, non è possibile determinare un calo della selvaggina.

K: Che aspetto avrà nell’Austria orientale?

G: La conversione nelle pianure dell’Austria non sarà così difficile per i proprietari di bestiame come nelle Alpi. Proteggere le mandrie in situazioni montuose è estremamente dispendioso in termini di tempo e di manodopera. Il bestiame da pascolo libero si trova solo in piccola parte nell’Austria orientale. Qui le recinzioni esistenti possono spesso essere facilmente adattate per essere sicure contro il lupo.

Prede Lupo

 

L’alimentazione dei lupi:

Reh: capriolo (52,1%)

Rothirsch: cervo (24,7%)

Wildschwein: cinghiale (16,3%)

Hase: lepri (3,4%)

Damhirsch: daino (1,5%)

Sonstiges: altro (1,2%)

Nutztiere: animali d’allevamento (0,8%)

 

Link Originale: https://m.kurier.at/chronik/oesterreich/oesterreich-ist-schlaraffenland-fuer-woelfe/246.037.142

 

Traduzione: Massimo Mobiglia e Claudine Giovannoni